Regionali 2020

Con Lucia ‘PER’ l’Emilia Romagna

Domenica Spinelli, sindaco di Coriano, nel riminese, non è candidata alle Regionali in Emilia Romagna, ma è comunque protagonista in prima fila di questa campagna elettorale in qualità di portavoce del gruppo Progetto Emilia Romagna (Per), un insieme di civiche che ha espresso propri candidati nella lista ‘Borgonzoni presidente’.

Sindaco, perché non si è candidata direttamente?

“Mi mancano due anni e mezzo per terminare il secondo mandato da sindaco e in caso di elezione in Regione avrei dovuto scegliere tra l’uno e l’altro. Ho fatto un patto di responsabilità con i cittadini e ho scelto di non lasciarli”.

Ci sono candidati di Per nella lista ‘Borgonzoni presidente’ che, a suo avviso, meritano più degli altri di essere eletti?

“Non faccio il tifo per nessuno in particolare. Sono contenta di avere il capolista a Bologna, che è un ex sindaco, Marco Mastacchi, un amministratore eccellente. Avere il capolista nella città in cui è più probabile eleggere un consigliere è motivo di orgoglio. Così com’è motivo di orgoglio essere riusciti ad avere candidati in tutte le province e capilista anche in altre province, come qui a Rimini

Perché gli emiliano romagnoli dovrebbero votare per il centrodestra?

“La Regione può anche continuare a raccontare che siamo i primi della classe, ma le famiglie non arrivano a fine mese, le aziende chiudono, il sistema sanitario che viene decantato come eccellente è fatto di molta burocrazia che non consente ai medici stessi di fare i medici, perché, con tutte le responsabilità che ci sono, si trovano a fare i burocrati. Ci sono cose sulle quali intervenire, e solo una politica alternativa rispetto a quella che ha sempre governato la Regione può mettere in campo delle soluzioni diverse”.

La chiusura dei punti nascita è stata tra le principali spine nel fianco di Bonaccini durante la campagna elettorale e uno dei cavalli di battaglia del centrodestra. Ora il governatore si è riproposto di riaprirli. Cosa ne pesa?

“Bonaccini ha il vantaggio di essere il presidente in carica e questo gli consente di fare delle offerte. Oggi i punti nascita, domani i soldi per le strade, dopo domani per i campi sportivi e così via. Sembra di essere al mercato, ma credo che la gente comune non si faccia abbindolare dalle svendite di fine stagione. Infatti, sono scelte opinabili perché se una giunta uscente ha deciso di chiudere i punti nascita e, gli ultimi 5 giorni di campagna elettorale decide di riaprirli, allora o mentiva prima oppure sta mentendo adesso. Qualsiasi cittadino di qualsiasi corrente politica è sufficientemente preparato per capirlo”.

Se una giunta uscente ha deciso di chiudere i punti nascita e, gli ultimi 5 giorni di campagna elettorale decide di riaprirli, allora o mentiva prima oppure sta mentendo adesso.

Se Lucia Borgonzoni vincerà le elezioni, quali saranno le vostre richieste per il territorio riminese?

Innanzitutto occorre ripensare un turismo completamente diverso da quello del passato, insieme ad esperti internazionali. Nel riminese non serve aprire gli alberghi per quattro giorni per un qualche congresso, ma un turismo costante, fatto di gente attratta dalle nostre città d’arte e dall’entroterra. E per rendere tutta la regione, non solo il riminese, può attrattiva serve una rete regionale che coordini le fiere. In passato si parlava di sistema fieristico, ma quando la fiera di Rimini è stata quotata in borsa il presidente uscente ha iniziato a parlare di fiera di di Bologna, di Parma…ma non più di Rimini. Serve una regia regionale che consente a queste fiere non di essere competitor, ossia avversari, bensì parte di un grande progetto”.

Temi che ha già esposto a Lucia Borgonzoni?

Con Lucia c’è una grande sinergia. Ma è su un tema urbanistico che ho particolarmente apprezzato il suo impegno.  Lucia ha inserito nel suo programma elettorale la modifica della legge regionale 24 del 2017, nota come legge ‘stop al cemento’.  Una legge che obbliga i Comuni ad elaborare un Piano (il PUG) che comporta un esborso economico minimo di 150mila euro. I Comuni sono obbligati ad elaborarlo entro il prossimo anno, ma in pochissimi lo hanno già fatto perché non hanno né  le risorse né il personale sufficiente. Inoltre, i PUG, nel ripensare il territorio, anziché privilegiare l’esistente con una rigenerazione qualificata, costringono ad annullare tutti quei piani urbanistici che sono in essere da vent’anni ma che non sono stati convenzionati. Nel 2021 saremo costretti a cancellare tutte quelle previsioni urbanistiche che non saremo riusciti a convenzionare, anche se ci sono diritti acquisiti. Quindi, riassumendo, la legge 24 del 2017 comporta maggiori costi per i Comuni, un aggravio di lavori in carico al personale, ci espone al rischio di esposti perché certamente lo faranno i cittadini a cui andiamo a togliere diritti acquisiti e, infine, riduce gli oneri di urbanizzazione, che sono parte fondamentale per erogare servizi ai cittadini. Lucia ha inserito nel suo programma una rimodulazione di questa legge, ovvero darà solo delle linee guida e poi ogni singolo Comune stabilirà le regole, così come si fa in Veneto, in Lombardia e in Piemonte”.  

Con Lucia c’è una grande sinergia. Ma è su un tema urbanistico che ho particolarmente apprezzato il suo impegno

L’ultima classifica sulla criminalità del Sole 24 Ore, riferita alle denunce registrate nel 2018, indica Rimini come la seconda città più violenta d’Italia. Gli anni precedenti era andata poco meglio. Un dato dovuto al flusso turistico estivo, ma che denota un problema da risolvere, seppur stagionale. Avete proposte?

Nel programma di Lucia sono previsti fondi per incrementare i sistemi di videosorveglianza in tutti i territori. Inoltre, sempre riguardo alla sicurezza, noi amministratori locali chiediamo alla candidata di portare avanti anche a livello nazionale il discorso delle telecamere negli asili e nelle case di riposoQui nel riminese ci sono stati episodi molto gravi, con una casa di riposo gestita da una persona che aveva già avuto problemi in passato per violenza su anziani. Non è pensabile che il governo attuale, per motivi ideologici, possa fare marcia indietro su questi temi. Ed è un ulteriore motivo per cui è importante che alle elezioni dell’Emilia Romagna, che hanno una valenza nazionale, vinca il centrodestra”.

 

Il suo pronostico sul risultato elettorale?

“Per scaramanzia non voglio fare pronostici, è la prima volta che la regione più rossa  d’Italia è contendibile. Faccio un parallelo con quello che è successo a me. Quando mi sono candidata a sindaco, Coriano era governata dalla sinistra da 70 anni, in campagna elettorale una carissima persona mi disse “lei è una brava donna ma non vincerà”, invece abbiamo scritto una pagina di storia, integrata dalla riconferma netta. Questo è l’augurio che faccio a tutto il centrodestra”.

1 comment

Aldo Mariconda - Venezia 25/01/2020 at 00:37

Le elezioni in Emilia Romagna hanno un significato politico nazionale. E’ palese la strategia di Salvini il quale appunto pone tematiche non tipicamente regionali contro la sinistra che vanta una tradizionale buona amministrazione.
Osserverei sommessamente che l’appoggio alla Bergonzoni è un errore per chi si proclama liberale. Preferisco la scelta veneta di +Europa, Calenda, forse Renzi e altri centristi di presentarsi da soli, anche se un trionfo di Zaia è certro. Non trovo inoltre giusto imputare alla Regione criticità che sono nazionali e non colpa della stessa, come la seguente affermazione:
“La Regione può anche continuare a raccontare che siamo i primi della classe, ma le famiglie non arrivano a fine mese, le aziende chiudono, il sistema sanitario che viene decantato come eccellente è fatto di molta burocrazia che non consente ai medici stessi di fare i medici, perché, con tutte le responsabilità che ci sono, si trovano a fare i burocrati. Ci sono cose sulle quali intervenire, e solo una politica alternativa rispetto a quella che ha sempre governato la Regione può mettere in campo delle soluzioni diverse”.

Allora, se siamo liberali, dobbiamo puntare su un progetto di sviluppo basato sulle riforme (V. Cottarelli), su una corretta gestione del bilancio (se proprio si pensa utile aumentare il debito non lo si può fare con spese correnti ma con veri investimenti – non contrabbandati come tali – e che abbiano un sicuro ritorno) e con una visione politica pro-Europa, non sovranista.
Francamente la scelta descitta nell’articolo mi sembra negativa, contraddittoria se non pericolosa!

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