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Decreto Liquidità: Non Piove Governo Ladro

Non Piove Governo Ladro

Esaminando a fondo il Decreto Liquidità verrebbe da sentenziare “Non piove, governo ladro“, nel senso che la tanto sbandierata liquidità alle imprese e ai professionisti rimane nelle nuvole allo stato gassoso anzi evanescente.

In compenso l’articolato e’ la solita Di Maionese impazzita con la quale da quasi due anni ci intossicano i governi guidati dall’Azzeccagarbugli del Popolo Bue, incensato dai media russi. Si aspetta l’immancabile profluvio di circolari interpretative contraddittorie in un paese dove in pochi giorni sono stati prodotti 5 diverse versioni del modulo dell’autocertificazione per uscire di casa.

In questo video Nicola Forte, uno dei  ci delizia, come sempre, con le sue considerazioni sugli strafalcioni commessi da chi ha scritto questo obbrobrio giuridico e sulla valanga di problemi pratici che incontreranno le imprese e i professionisti assillati dall’immediato bisogno di pecunia per rimanere a galla.

Una tragica farsa orchestrata da una burocrazia spesso inetta e di sicuro rapace quando incarnata dall’Agenzia delle Entrate. Un’insipienza alimentata da lotte feroci tra bande politiche che spingono a coinvolgere una istituzione come la SACE che difficilmente avrà le risorse umane e l’organizzazione per gestire la massa di richieste.

Per fare un paragone, negli Stati Uniti un analogo programma di sostegno alle piccole e medie imprese, attraverso prestiti bancari, in pochi giorni ha erogato 100 miliardi, disponibili in poche ore sui conti correnti aziendali. Analoga tempistica in Svizzera e persino in Francia le attese sono di pochi giorni.

In Italia invece non si riesce nemmeno a prevedere quando i soldi saranno erogati. Per colmo di idiozia i pagamenti delle imposte sono solo rinviati di qualche settimana come se le imprese potessero al giorno d’oggi generare incassi per alimentare lo Stato Ladro.

Nel frattempo dopo il crash del sito INPS (che ancora non ha sborsato un solo euro ai cittadini) e’ andato in tilt anche il sito del Mes

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

2 comments

davis13 16/04/2020 at 20:08

però ci sarebbe da dire che pure la germania nel famoso piano ha previsto le garanzie pubbliche…la verità è che per come è messa l’italia nemmeno il miglior governo possibile potrebbe far miracoli…e cmq i soldi dell’inps sono arrivati…

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Nonostante il Decreto Liquidità la Gente Rimane a Bocca Asciutta | Immoderati 19/04/2020 at 08:02

[…] Nonostante il Decreto Liquidità imprese, artigiani e professionisti rimangono a bocca asciutta in attesa di vedere apparire sul serio i soldi sull’estratto conto. […]

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