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Creare opportunità per l’Italia

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Creare opportunità per l’Italia

La soluzione non è continuare a dare sussidi, ma creare opportunità.

Da qualche tempo docenti universitari, ricercatori, professionisti attraverso Liberi Oltre (e ancora prima con il blog NfA e Fondazione i Cinquecento) stanno cercando di compiere un’ardua opera di diffusione di cultura e conoscenza focalizzando l’attenzione sui fatti documentabili e sui modelli scientifici che li interpretano. Dal campo dell’economia, alla giustizia, attraverso sanità, immigrazione, istruzione e altro, cercando di analizzare i fenomeni e le cause che hanno portato l’Italia lungo il precipizio in cui continua ancora inesorabilmente a scivolare.

Da molti lustri infatti manca la fiducia verso tutto quello che agli occhi dei più rappresenta un ‘centro di potere’, il cui concetto si è allargato ben oltre gli organi istituzionali, coinvolgendo tutto ciò che viene interpretato come ’autorevole’ e quindi centri di ricerca, università, centri studi, organismi internazionali.

Il primo grande crollo della fiducia risale ai tempi dell’inchiesta di mani pulite, che ha portato alla luce quella promiscua e deprecabile collusione tra politica e interessi personali che tutti sospettavano. Ecco, proprio da qui nasce la fiducia nel proprio istinto primordiale “l’avevo detto che rubavano, che erano collusi, che si facevano eleggere per occuparsi dei loro affari … e i fatti mi hanno dato ragione”; e via proseguendo con frasi simili.

Ma se già negli anni ’90  l’indice di fiducia nelle istituzioni era basso, i decenni avvenire lo hanno fatto precipitare, considerato la miseria intellettuale e idealistica dei personaggi politici che si sono susseguiti da Berlusconi, a Grillo per arrivare a Renzi e Salvini. Nel frattempo anche la pochezza di molti media e giornalisti hanno alimentato il divario, e il sopraggiungere dei social, che hanno reso disponibile a chiunque una platea ‘virtuale’ da cui (s) parlare, ha creato la tempesta perfetta.

La sfiducia, il sospetto, il pessimismo si è esteso oltre la sfera politica e istituzionale, coinvolgendo la sanità, con il  metodo Di Bella, Stamina  e non ultimo, i vaccini. Nel contempo nel campo economico la sfiducia cresceva insieme alle false notizie con le crisi del 2008, 2011. Poi sono sopraggiunte le infrastrutture e le grandi opere. E cosi via, nel cercare un capro espiatorio il più velocemente e semplicemente possibile, a cui addossare le colpe di quanto sta accadendo di volta in volta. Senza mai soffermarsi nel capire che la colpa è principalmente nostra, di tutti i cittadini che quei politici li hanno eletti.

Negli anni questa sfiducia ha generato una domanda di narrativa semplice, perché “se tu spieghi complicato vuol dire che mi stai nascondendo qualcosa“. E questa domanda è stata accolta da politici senza scrupoli, come Berlusconi, D’Alema, senza intelletto e preparazione quali Grillo, Salvini e le loro ‘corti’, solo per citarne alcuni. Per questi il problema non era proporre un programma serio per l’Italia e gli italiani ma come farne uno vendibile.

domanda di narrativa semplice, perché “se tu spieghi complicato vuol dire che mi stai nascondendo qualcosa

Si è quindi avviata la deprecabile fiera di false soluzioni semplici a problemi che sono per loro natura ed estensione complessi, quali pensioni, immigrazione, sanità, debito, economia preferendo abbagliare le persone con proposte tanto facili quanto ridicole. Contestualmente si è additato qualcuno a cui dare la colpa che di volta in volta era l’Euro, la sinistra, la destra, l’Europa, i poteri forti e altre baggianate simili; tanto lo scopo era solo quello di accaparrare i voti per imminenti elezioni; che importa quello che sarebbe successo dopo.

La soluzione non è continuare a dare sussidi con i pochi soldi che sono rimasti e che finiranno presto, ma creare opportunità di lavoro, di benessere. Creare il terreno virtuoso di opportunità per aziende, per la ricerca, per crescere, per giovani e meno giovani. Molte sono le proposte che si possono trovare nei video di Liberi Oltre.

per uscire dal pantano in cui l’Italia galleggia da decenni, tutti devono fare la loro parte

I problemi delle bassa produttività Italiana, delle pensioni, del debito, del fisco, della giustizia, della burocrazia, della sanità, immigrazione, scuola, cultura, informazione, si sono creati, sviluppati e stratificati di complessità in decenni, fin dagli anni ’80. Ci vorranno anni per tentare di arginarli, ammesso che si mettano in atto soluzioni lungimiranti atte ad affrontarli seriamente, cosa da cui siamo ancora molto lontani.

Occorre studiare e capire bene i problemi e i fenomeni che li hanno creati e accresciuti nel tempo per poi pianificare e mettere in atto le migliori soluzioni possibili, che vanno condivise e ben spiegate a tutti i cittadini, perché per uscire dal pantano in cui l’Italia galleggia da decenni, tutti devono fare la loro parte.

Un tentativo lo stanno facendo da alcuni anni vari studiosi, professionisti e gente comune che ama il proprio paese. Per chi non vuole limitarsi alla superficialità e banalità della comprensione dei temi che affliggono il nostro paese, l’occasione è l’appuntamento di Venezia di Liberi Oltre, presso Ca’ Foscari, questo fine settimana.

Liberi Oltre

1 comment

Mauro Ferrari molla l'ERC: le dimissioni ai tempi del Coronavirus 09/04/2020 at 16:24

[…] qualcuno più malizioso potrebbe sostenere che qua si stava chiedendo di valutare le terapie per acclamazione popolare, ma non lo sapremo mai dato che poi la sua nomina non andò in porto. Proprio in occasione della […]

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