Sanità

COVID-19: l’OMS ha inviato all’Italia l’informativa il 31 dicembre. Chi doveva leggerla?

COVID-19:  OMS ha inviato all’Italia l’informativa il 31 dicembre. Chi doveva leggerla?

La Cina ha informato l’OMS sul coronavirus il 31 dicembre. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha subito inviato l’allert a tutti i paese, Italia compresa. Un video realizzato con la Dott. Falvia Bustreo e Michele Boldrin ci aiuta a capire.

 

Alcune date:

  • 31 dicembre: la Cina informa ufficialmente l’OMS sul coronavirus. Nello stesso giorno l’OMS avvisa tutti i paesi.
  • 01 gennaio: Taiwan, Corea del Sud e altri paesi avviano l’organizzazione per  una precoce individuazione e isolamenti dei casi
  • 7 gennaio [Corriere della Sera]: Milano picco di casi di polmonite, gli ospedali milanesi hanno già attivato posti letto extra; all’Ospedale San Paolo sono in aumento i casi di influenza e anche le polmoniti. Si registra una media di 250/280 pazienti al giorno a fronte dei 200 di altri periodi. Record di pazienti al Niguarda tra fine dicembre e i primi di gennaio, il personale è arrivato a curare fino a 350 persone al giorno contro i 280 dei periodi normali.
  • 11 gennaio 2020 [Corriere di Como]: all’Ospedale Sant’Anna di Fermo della Battaglia si registra la situazione di sovraffollamento. I medici sono alle prese con casi di polmonite.
  • 23 gennaio: qualcosa si muove, ma male, e chiudono i voli da Wuhan, cosi annulliamo il principale gate di controllo, perché le persone utilizzano altre rotte da e per l’Italia. Ma ormai è tardi, solo da Wuhan sono giunte in Italia 15.400 persone e dalla Cina, in generale, 203.894 (e sono solo quelli che si possono contare attraverso i biglietti aerei)
  • 21 febbraio: prima individuazione del contagio a Codogno e Vò.

In questo video la Dott.ssa Flavia Bustreo * unica Italiana a raggiungere i vertici dell’OMS essendo stata Vice Direttore Generale Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’Organizzazione Mondiale, ci illustra insieme a Michele Boldrin, Washington University in Saint Louis come opera l’OMS in questi casi, cosa si doveva fare e cosa si dovrebbe fare.

 

 

Ma chi doveva leggere l’informativa dell’OMS del 1 gennaio? E perché NULLA viene fatto nel mese di gennaio, neanche preparare il sistema sanitario acquistando mascherine, guanti, tute, e altre protezioni che potevano e dovevano essere già a disposizione del personale medico?

Chi è il rappresentante in Italia dell’OMS? Walter Ricciardi che è stato anche a capo dell’Istituto Superiore di Sanità, e ora è consulente del Ministro della Salute. Lo stesso avrà informato il Governo e il Ministro della Salute. Non abbiamo elementi su questa fase, ma sta di fatto che si sono presi ‘tutto il tempo necessario’ per iniziare a prendere i primi provvedimenti dopo oltre 20 giorni con confusione, latenza, impreparazione, pressapochismo, pessima gestione anche informativa.

In Italia manca un centro unico di monitoraggio delle malattia o meglio il CCM (Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle Malattie) da anni smantellato e ridotto ad un inutile scatola dai vari Ministri della Sanità che si sono susseguiti.

Eppure abbiamo avuto la pandemia della SARS da cui avremmo dovuto imparare, ma nulla è stato fatto.E mentre i Ministri del governo si occupavano di esibire la mondo in nostro aereo per il bio contenimento, nessuno si è occupato di acquistare i sistemi di protezione per sanitari, di preparare i pronti soccorso e di potenziare i sistemi di monitoraggio (ancora oggi molto scarsi).

Oggi tra il personale sanitario si contano già 63 decessi, un numero altissimo anche paragonato ad altri paesi. Nonostante tutto sono ancora lunghi i tempi per i tamponi per il personale medico e infermieristico.

E’ stato avviato un notevole programma di aumento di posti letto, ma molto deve ancora essere fatto per individuare i contagiati e contarli correttamente.

Solo in Veneto è iniziata una intensa opera di screening, simile a quella che viene fatta da tempo in Corea del Nord e che ha dato ottimi risultati ed è la base per avviare un programma di riapertura delle attività

Ed è iniziata anche la seconda crisi, che sarà molto più lunga dell’epidemia: già oggi il 93% delle aziende metalmeccaniche sono chiuse  (neanche in agosto è mai stata cosi alta la percentuale)

C’è qualcuno al governo che ha le idee chiare su come organizzare la riapertura delle attività? Visto i pregressi non c’è da stare sereni

 

 

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Flavia Bustreo,

medico e specialista di salute pubblica, dal 2010 alla fine del 2017 è stata Vice Direttore Generale Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e anche Vice Chair del Board del Gavi, l’Alleanza per i Vaccini. Da oltre 20 anni è impegnata nell’OMS sul fronte del diritto alla salute e delle determinanti sociali e ambientali sulla salute, con un focus sulla salute materno-infantile. Nel 2005 ha contribuito a creare l’Alleanza per la salute materna, neonatale ed infantile, di cui è stata Direttrice ed è tuttora una leader. Nel 2010  ha elaborato e guidato lo sviluppo della Strategia Globale delle Nazioni Unite per la salute delle donne e dei bambini. Prima di approdare a Ginevra ha lavorato per la Banca Mondiale e ha ricoperto incarichi per l’OMS in Bangladesh, Brasile, Cina, Egitto, India, Marocco, Perù, Filippine, Senegal, Sudan e Uganda. Ha lavorato come medico specialista con bambini e adolescenti con disabilità e con ONG impegnate nei post-conflitti in ex Jugoslavia e in Iraq. Nel 2015 ha guidato il team dell’OMS che ha testato il primo vaccino contro l’epidemia di Ebola nell’Africa Sub-Sahariana e ha lavorato attraverso GAVI per finanziarne la disponibilità’ nei paesi in via di sviluppo. Nel 2016 ha dato vita al primo High Level Working Group su Salute delle Donne, dei Bambini e degli Adolescenti, prima piattaforma nel suo genere creata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani con l’obiettivo di guidare l’azione globale della comunità internazionale in tema di diritto alla salute. Nel 2016 Flavia Bustreo è stata candidata dal Governo Italiano per ricoprire la posizione di Direttore Generale dell’OMS.” Nel 2018, l’ Università di Essex  le ha conferito una laurea honoris causa per il suo lavoro nella promozione del diritto alla Salute e lo studio del legame tra Salute e diritti umani. E’ stata nominata di recente vice presidente di Fondation Botnar, una fondazione Svizzera che si occupa dell’applicazione di nuove tecnologie allo studio della salute di bambini e adolescenti.

 

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