Attualità

Covid-19: la babele delle task force di “esperti”

Di “task force di esperti” il Sole 24 Ore ne ha contate quindici. fornendone un’avvilente descrizione analitica. Anche in tempi di coronavirus, l’Italia che partorisce “commissioni di esperti”, come fossero pagine di elenchi telefonici o chili di farina che spariscono dagli scaffali dei supermercati e finiscono nei carrelli, sembra essere tra le poche eccezioni allo stop forzato all’attività umana (e disumana) dei nostri amari tempi.

L’industria amministrativa, a tutti i livelli, sta producendo lesta e celere le sue cordate di “provetti”. Più che di provette. Lo sta facendo tramite sure di deleghe, mandati, incarichi, consulenze. È in atto una mega elaborazione di scartoffie prodotte da frotte di padronanze di materie, benché spesso in contraddizione tra loro.

Del resto è proprio da questo mondo che provengono indicazioni che, spesso, generano più disorientamento che chiarezza. I temi caldi sono tutti lì a confermarcelo: queste benedette mascherine, al centro di un fiume di domande durante la funzione della conferenza stampa delle diciotto, vanno messe oppure no? Ed i test sierologici sono scienza od oracolo? Il caldo depotenzierà “la bestia”? Questo supercorteggiato vaccino ci risparmierà un Natale 2020 da trascorrere come la santa Pasqua? O perlomeno carnevale 2021 potrà tornare ad essere caratterizzato da ben altre mascherine?

Un’impietosa ricerca di Openpolis ha censito ben 212 provvedimenti adottati a livello centrale da 16 entità per gestire l’epidemia. Oltre alla pioggia di decisioni sfornate a livello regionale e comunale. Sembra di essere tornati tra Serenissima e Regno di Napoli che rivendicano il proprio ruolo decisionale.

Tanto per rendere più sconsolante il quadro, anziché assistere a corali levate di scudi contro questa saga di commissioni, le proteste che tengono banco sono quelle degli esclusi. Lo hanno fatto categorie di imprenditori scontenti per non essere stati annoverati. Addirittura lo hanno fatto alcune associazioni di donne, con nomi da riviste femministe degli anni Settanta (“Noi Rete Donne”, “Inclusione Donna”, “GammaDonna”, “Differenza Donna Ong”, “Movimenta”, ecc.), che calcolatrice alla mano, rilevano che “quattro donne su 17 non sono solo un mancato riconoscimento al patrimonio di competenze femminili ma non offrono nemmeno una giusta rappresentazione della nostra Italia”. Ma come, non c’era la task force “Donne per un nuovo rinascimento” incaricata di gestire l’urgente (si fa per dire) questione dell’apertura dei parchi?

Altro che “semplificazione”, termine estraneo al vocabolario della burocrazia italica. In quattro e quattr’otto, dal cilindro di ministeri e affini sono usciti i nomi del migliaio di “competenti” che animano le cosiddette “task force”. Almeno nelle intenzioni dovrebbero essere pronte, come il Mister Wolf di “Pulp Fiction”, a renderci più dolce la “mezza esistenza” servitaci dal virus. Il problema vero, stando a chi sta rendicontando sul loro impegno, è che il litigio è la pratica più diffusa.

La prima task force, quella per la salute, è partita il 22 gennaio. Tanti gli scienziati titolati, per carità: però per consigliare la chiusura e il distanziamento sociale c’è voluto un po’ di tempo. Anche perché in quegli stessi ambienti giravano indicazioni come “è poco più di un’influenza”. Del resto, delle competenze di alcuni esperti possiamo usufruirne solo in collegamento Skype, mentre in prima linea, davanti a caterve di virus che proliferano nei reparti ospedalieri, ci sta tanto personale sanitario, estraneo alle telecamere, che più che riempire commissioni pensa a salvare vite.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

3 comments

Giuseppe De Rita: "abbiamo statalizzato la pandemia" | Immoderati 22/04/2020 at 18:03

[…] Sul virus, e in particolare sulle commissioni di esperti, è ironico: “All’inizio ci hanno detto di lavarci le mani e di tenere le distanze: due mesi dopo siamo ancora lì. Non giudico gli esperti, ma la loro comunicazione. Osservo le conferenze stampa: sono molto autoreferenziali. Ogni esperto cerca di spiegare quanto è bravo”. Ammette, infine, che non userà l’app perché gli sembra un’esperienza inutile, che andava valutata prima. “Leggo che è stata partorita da un comitato di esperti di settanta persone. Settanta…”. […]

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L'Amletico Dubbio tra Ripartire o Perire | Immoderati 25/04/2020 at 19:01

[…] massimo creano un alibi per i nostri decisori, ma non c’e’ da attendersi alcunche’ di interessante o rilevante da questa task force. I nomi si conoscono, sono persone molto impegnate, non hanno altro tempo se non quello che […]

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La Devastante Epidemia di Statalismo | Immoderati 28/04/2020 at 10:26

[…] all’Italia di imboccare un sentiero di crescita che manca da 30 anni, il governo si affida a una pletora di “tecnici” spesso sicofanti e avanzi di […]

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