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Conte vuole far sprofondare Roma tra i rifiuti

Conte termovalorizzatore

Non è una novità che il M5S sia storicamente nemico di ogni forma di innovazione e progresso tecnologico. E non è da meno sul caso del termovalorizzatore a Roma, progetto di cui si parla da tempo e che non porterebbe altro se non benefici alla capitale (da tempo immemore in lotta con il problema rifiuti), ma che come ogni opera o infrastruttura italiana fatica a trovare terreno fertile per via di una burocrazia asfissiante e di un ambientalismo cieco e malsano, senza basi logiche e scientifiche e protratto più per fini ideologici che per un vero amore per l’ambiente.

Tra i promotori di questo tossico e becero ambientalismo non poteva che esserci, appunto, il buon Giuseppe Conte, in prima linea insieme al suo partito di ciarlatani contro la costruzione di un termovalorizzatore a Roma.

Infatti, nei giorni scorsi ha pubblicato sui suoi social un video delirante in cui attacca il progetto e vomita falsità senza un minimo di pudore. Essenzialmente, Conte dice che costruire un impianto simile andrebbe a limitare la funzione dell’economia circolare e porterebbe alla produzione di fumi inquinanti.

Sul primo punto è chiaro che non sappia di cosa stia parlando, dato che i termovalorizzatori sono indispensabili per quanto riguarda la circolarità, dato che permettono il recupero energetico trasformando i materiali in energia. Ciò permetterebbe di produrre energia elettrica e calore per gli impianti di teleriscaldamento, riducendo il consumo di gas.

Quindi a discapito di quanto dica il leader grillino, la termovalorizzazione non è un alternativa al riciclo, ma un’integrazione.

Sul secondo punto, Conte dimostra ancor di più di non averci capito nulla, asserendo che un impianto del genere produca fumi inquinanti; peccato che questi vengono filtrati, e quasi la totalità delle ceneri prodotte dalla combustione vengono avviate a processi di riciclaggio. Tra l’altro vi è un termovalorizzatore in centro città a Copenaghen su cui le persone vanno a sciare!

Credo sia frustrante avere continuamente a che fare con personaggi del genere, che per puro tornaconto personale e per qualche consenso facile in più, mistificano la realtà e pongono dubbi e paure insensate nei confronti di tecnologie sicure e adottate ormai in tutta Europa.

Come sostenuto anche nell’articolo su Lavrov, in un Paese civile e democratico è fondamentale un giornalismo che ponga i leader politici davanti alle loro ipocrisie e che smentisca con i fatti e le domande giuste la becera propaganda e il populismo. Invece ci ritroviamo in un circo mediatico in cui non vi sono mai dibattiti all’altezza e in cui un leader politico può sparare falsità del genere senza subire mai obiezioni, se non da partiti minori o realtà di nicchia come la nostra.

Siamo purtroppo un Paese ostaggio da sempre di un ecologismo tossico e controproducente, che utilizza la scusa del rispetto dell’ambiente per non progredire mai sotto il punto di vista delle infrastrutture e delle tecnologie, siamo il Paese del NO ad ogni tipo di passo in avanti, gli stessi NO che ci hanno portato a dipendere dal carbone perché ci faceva schifo il nucleare e che probabilmente porterà Roma a diventare una discarica a cielo aperto perché non si vuole un termovalorizzatore.

Una nazione senza fiducia nel progresso e nella scienza è una nazione senza futuro.

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1 comment

Dario+Greggio 10/05/2022 at 21:43

🙂

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