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Il caso Doha Zaghi: la ricerca dell’elettorato a scapito del progressismo

Doha Zaghi, la candidata per il Consiglio Comunale nella lista Como 2030 (Azione e +Europa), ha visto rigettare il suo nome tra i papabili al comune della città lombarda per il suo passato da lavoratrice. Addirittura il leader di Azione, Carlo Calenda, ha sottolineato come sia stato “doveroso” rimuovere tale candidatura, nonostante le rimostranze e le giuste difese del partito di Emma Bonino e Della Vedova, oltre che della candidata sindaca Minghetti. Ma per l’ex candidato sindaco di Roma, autore di un pregevole risultato nelle ultime elezioni capitoline, l’essere stata una misstress non vale come lavoro curriculare. Purtroppo sembra essere l’ennesima occasione persa per superare il bigottismo che regna sovrano in questo paese dalla falsa morale cristiana.

Doha Zaghi

L’ex sex-worker è comparsa sulle pagine social di diversi politici, dove compare in un video con un cliente che viene preso a calci (su sua esplicita richiesta, perché il suo lavoro è proprio questo) mentre indossa una maschera con la faccia del leader leghista Salvini. Il volto più in voga del carroccio si è subito indignato, dimenticandosi di aver fatto anche di peggio, tra l’altro utilizzando i soldi dei contribuenti: pochi anni fa, durante un comizio della Lega, Salvini venne fotografato ridente vicino a una bambola gonfiabile con le sembianze della deputata Laura Boldrini. Diciamo che non era il caso di lanciare moniti, sarebbe stato anzi un buono momento per tacere e riflettere. Quello che lascia però senza parole è che una candidata alle elezioni possa essere detratta solo per il suo passato lavorativo. Un passato lavorativo tra l’altro neanche fatto di nefandezza alcuna. A questa ragazza, per quanto conti qualcosa, va tutta la mia solidarietà.

Perdere voti preferendo il bigottismo

Ma la scelta adoperata da Carlo Calenda è onesta e comprensibile per quanto concerne il panorama culturale italiano. L’Italia, da tempo falsa nazione cattolica, è permeata da quel senso di difesa di valori medievali che non ritengono il “sex-working” un lavoro vero e come tale da rispettare. No, c’è ancora una scala di valori tra i lavori. Dunque non è tanto una scelta personale quella adoperata da Calenda, bensì una richiesta indiretta dell’elettorato, in quanto formato si da una moltitudine di ragazzi che si affacciano alla politica da poco tempo, ma anche da ultra quarantenni che hanno ancora una determinata idea di politica dura e pura.

Ma a parte il fatto che si sarebbe andato ad eleggere una consigliera comunale e non un ministro della Repubblica, non capisco che fine abbia fatto il tanto decantato e difeso socialismo-liberale, ideologia su cui si fonda Azione. Mettere alla gogna un individuo per il suo passato lavorativo non ha nulla di liberale. Dunque ancora una volta si preferisce cercare consensi tra quegli elettori che fanno della falsa morale il loro credo, piuttosto che provare a trovare delle ottime risposte da fasce diverse, magari più aperte mentalmente. Questa scelta, adoperata per le elezioni comunali della città di Como, non fornisce un ottimo presagio dell’alleanza +Europa-Azione in vista delle elezioni nazionali ormai prossime.

Il messaggio che ne esce

Il messaggio che ne esce è ormai abituale nel Belpaese. Ci sono lavori approvati dalla società e lavori che sono viziati da uno spirito maligno, visto che forniscono servizi che una certa fetta di popolazione credente pontifica come inappropriati e vergognosi. La gente invece dovrebbe domandarsi perché, in uno stato laico, ci si dovrebbe interrogare se un lavoro sia o meno corretto da un punto di vista ideologico, se non perseguito a norma di legge. Questa caccia alle streghe delle sex-workers, che forniscono dei servizi a una platea di persone che li richiedono (non fanno vendite porta a porta per sodomizzare le persone) nel 2022 è imbarazzante e inconcludente. Salvini poi è lo stesso che chiedeva la riapertura della case chiuse: quindi prostitute si, ma sex-workers no?

Questa visione va anche contro la morale cristiana, quella vera però. Chi scelse Gesù come suoi vicini? Scelse Maria Maddalena, che viene definita dalle Scritture come una ex prostituta. Scelse Paolo, che prima perseguitava i cristiani d’Oriente. Quindi perché nel 2022 si assiste a queste scene indecorose di oltraggio ad un lavoratore quando anche nei primi anni dopo la venuta di Cristo questo veniva accettato e perdonato. Come ho scritto nel precedente paragrafo, si è persa l’ennesima occasione di progressismo per una manciata di voti. Ovviamente auguro alla coalizione sopra riportata di avere un cospicuo successo alle prossime elezioni, perché forniscono una grande alternativa alle poche idee e confuse del panorama politico italiano. Forse proprio il fatto di essere una delle migliori realtà in Italia come offerta politica e di idee, fa aumentare vertiginosamente la mia delusione. Se anche i migliori che abbiamo fanno vincere il bigottismo, la strada è dura e tortuosa. La strada verso un vero cambiamento, culturale, proiettato verso il rispetto della persona e del suo lavoro.

Per approfondire

Doha Zaghi, la candidata sindaca Minghetti la difende. Ma Calenda: «Mistress? Non fa curriculum» (ptub) (informazione.it)

L’ipocrisia della politica che condanna Doha Zaghi più di mafiosi e corrotti (notizie.it)

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Storia e propaganda. Cosa sta succedendo? (immoderati.it)

1 comment

Dario+Greggio 14/05/2022 at 19:07

per prima cosa, eviterei gli eufemismi e userei parole adatte (e italiane) al posto di “sex worker”.
Poi… vabbe’, chissenefrega di chi è sta qua: tanto gli umani sono al 90-95% merda e non è certo questa a far la differenza!

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