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Bucha: l’orrore che smaschera i cercatori di verità alternative

I corpi senza vita di civili ritrovati dall’esercito liberatore nella cittadina ucraina di Bucha, non lontana da Kiev, ripresi da satelliti, testate giornalistiche internazionali, ha creato un dibattito (su che cosa?) sulla veridicità dei filmati, Le falsità, facendo eco da est, arrivano fino in Italia nei programmi televisivi.

Niente dignità. Niente rispetto per i morti. Niente empatia. Quello che leggiamo sui social o che ascoltiamo in rete si avvicina sempre di più ad un mondo disumano, senza emozioni, ma alla continua ricerca di una storia che deve piacere per forza a tutti, anche a quello più analfabeta. E così anche un massacro che va contro ogni legge su questo pianeta, senza scrupoli, senza temere quasi conseguenze, viene dato in pasto alle persone nel suo aspetto più crudele: quello reale.

E dunque sì, l’esercito invasore russo, stando alle riprese satellitari (che non possono essere alterate) e stando alle ricostruzioni più neutrali, ha ucciso durante la sua ritirata verso il Donbass civili inermi. Non è il primo atto che viola le norme internazionali da quando il conflitto è iniziato, ma questo è senz’altro il più eclatante, perché si tratta di un crimine di guerra.

Qualcuno, appena le indagini svolte da terzi daranno ragione o meno a quanto visto finora su qualsiasi piattaforma di informazione, ha il cattivo gusto di chiedere se queste immagini, audio o video, foto scattate, non siano altro che frutto della propaganda ucraina o perlomeno anti-russa. Tutto ciò è delirante. Perfino un giornalista come Santoro si è scomodato, facendo intendere che la cronologia delle foto non corrispondesse a quella dei fatti (riconquista della città e ritirata russa). Scrivo questo per menzionare l’ennesima opinione assolutamente non richiesta dei nostri fautori della libera opinione.

Ricostruiamo i fatti di Bucha

Bucha, la cittadina a 30 km a nord di Kiev viene liberata dalle truppe ucraine il primo di aprile. Va chiarito che le truppe russe avevano già lasciato la città due giorni prima, ma questo fatto non avvalora nessuna tesi, poiché fosse comuni coperte in un bosco possono essere scoperte giorni, settimane o addirittura mesi dopo.

Altra domanda che i nostri intellettuali della domenica si fanno è “A che pro lo avrebbero fatto?”, domanda di per sé orrenda, come se si dovessero giustificare per forza delle azioni inumane da parte di soldati invasori (che tra l’altro accadono spesso in guerra, senza che nessuno si chieda “a che pro?”). Dunque le immagini che ci sono arrivate sono quelle relative alla zona intorno alla Chiesa di Bucha, dove sarebbe stata trovata una fossa comune con 268 persone.

Ecco che subito un’altra richiesta anima l’animo dei puristi dei fatti quotidiani, “Ma perché non ci fate vedere le immagini di tutta la città, delle autostrade” come se una città così estesa potesse essere racchiusa tutta in una fossa comune. Certamente!

Ma le reti Mediaset e La 7 ne hanno messe di cotte e di crude nel calderone della “diversità di opinioni”, cercando addirittura di provare che a uno dei morti ripresi gli si muovesse il braccio, perché ovviamente a loro non la si fa. E mentre tutta la comunità internazionale prende una linea ferma e decisiva di denuncia, come ha fatto l’ONU, da sempre garante dei diritti umani nel mondo, rinunciando ad un tavolo speciale di confronto voluto dal governo russo per smentire i fatti accaduti e registrati una settimana fa, la nostra comunità incespica alla ricerca di una verità alternativa, che non c’è, non esiste.

Ma sono tutte opinioni?

Il fantomatico “rispetto della altrui opinione” sembra essere, in questo periodo che passerà alla storia come quello con il numero più alto di falsità storiche contemporanee in tv, la chiave di volta per aprire mondi sconnessi dal nostro. E così si dimenticano stragi di innocenti e genocidi (Kosovo), andando così a negare l’evidenza. Si fanno poi paragoni inopportuni riferendosi a situazioni geo-politiche, delle quali neanche si conoscono le basi, per far passare quello che sta accadendo in Ucraina come una conseguenza di un qualcosa di molto astratto, ma per i benpensanti così facile e semplice da capire (forse anche troppo). Oppure si dipinge la situazione come un conflitto dove non si deve aiutare la parte invasa, perché ci sono state altre guerre dove non si è intervenuti, dimenticandosi completamente tutte le procedure d’intervento delle organizzazioni internazionali.

Tutto questo polverone che si alza confonde menti problematiche, vittime di una propaganda anti-occidentale ben architettata ma molto flebile dal punto di vista dei contenuti, dunque facilmente eliminabile, se solo il substrato culturale della nostra popolazione avesse almeno una buona memoria dei fatti. Così purtroppo non è. E anche quando l’analisi video smonta, con estrema facilità, l’ipotesi fake di Aurora Intel, il nostro dibattito pubblico mira a mettere a nudo le difficoltà dell’Occidente, un sistema non di certo perfetto, ma che funziona egregiamente e che permette a gran parte della popolazione di vivere entro i propri confini, naturali, politici, culturali o spirituali, al massimo delle loro speranze di vita e di libertà.

Manca qualità nella nostra televisione

Ebbene, nessuno si domanda se il nostro sproloquiare poi, alla fine dei conti, abbia una valenza quantitativa o qualitativa. Non si capisce se si voglia ampliare il discorso arricchendolo di particolari in maniera coerente, oppure negare fatti storici per propaganda (o perché ignoranti lobotomizzati) e aggiungere eventi scollegati tra loro per far passare il conflitto recente in Ucraina per una guerra irrilevante, da non assecondare.

Ma è comunque curioso come alcuni di questi cuori accesi per la pace, provengano da un certo lato della politica. Questo al cittadino informato non interessa. Non interessa perché ormai la ricerca disperata di audience fa sì che dalle discussioni tra “intellettuali” nascano realtà facili da comprendere, ma senza filo logico, per persone con una istruzione basilare.

Quel che conta è che con Bucha si è toccato il massimo limite di sopportazione per personaggi definiti come “pensatori liberi dal mainstream”. Queste sono persone che non si mettono la mano sulla coscienza nemmeno davanti a file di morti trovati dentro sacchi della spazzatura, privati del diritto fondamentale dell’essere umano, il diritto alla vita, dopo che gli era stato tolto il secondo diritto fondamentale, il vivere liberamente. E mentre queste persone in Ucraina tentano di difendere la loro libertà, in Italia la libertà di pensiero è offuscata da racconti inventati per giustificare oppressori, con tanto di vignette di pessimo gusto e un benaltrismo inaccettabile.

Fonti:
Russia-Ukraine war live updates: Zelenskyy addresses U.N. Security Council amid outrage over Bucha deaths (nbcnews.com)
Killing of civilians in Bucha and Kyiv condemned as ‘terrible war crime’ | Ukraine | The Guardian
Bucha, Nyt: ‘Le immagini satellitari smentiscono Mosca, corpi per strada dall’11 marzo’ | Sky TG24

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1 comment

Dario+Greggio 10/04/2022 at 15:56

eh sì.

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