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Buccirosso, il dramma del “fisco rapace” portato in teatro

 Un contribuente alienato dal fisco. Potrebbe essere una storia italiana di tutti i giorniquella portata sui palcoscenici teatrali da Carlo Buccirosso, poliedrico interprete del nostro cinema, premiato nel 2015 con il David di Donatello quale miglior attore non protagonista per “Noi e la Giulia”.

La rottamazione di un italiano perbene”, scritto e diretto da Carlo Buccirosso, è a Roma fino al 19 gennaio 2020 al teatro Sala Umberto. Poi diverse altre tappe, specie in meridione: Modena dal 28 al 30 gennaio, Foggia il 4 e 5 febbraio, Palermo dal 7 al 16 febbraio, a chiudere febbraio Ragusa, Messina, Salerno, Taranto, Lecce e Cosenza. A marzo sarà a Napoli, Crotone e Reggio Calabria.

Tratta da “Il miracolo di Don Ciccillo”, l’amara commedia racconta la storia di Alberto Pisapìa, gestore di un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento a causa di investimenti sbagliati e soprattutto del fisco. L’imprenditore vive da quasi quattro anni una progressiva condizione di disagio psichicosfociato nell’esaurimento nervoso. Gli pesa la crisi economica generale del paeseche si riflette anche sullapropria attività di ristorazione.Ma la vera disperata battagliapersonale è contro un fiscospietato che, con inesorabile precisione, lo colpisce quasi quotidianamente nella quiete della propria abitazione, ipotecata da tempo. Le cartelle esattoriali sono di tutti i tipi, un dramma che s’accompagna al paradosso della scoperta di documenti di svariate forme e consistenza.

Buccirosso tocca un nervo scoperto dei nostri tempi, talvolta politicamente strumentalizzato proprio per l’estensione del fenomeno e per la sua drammaticità che accomuna tanti imprenditori, soprattutto del Nord Italia. Il fisco rapace è spesso causa di perdita di lucidità per tante vittime: è bravo Buccirosso a rappresentare, anche con toni esasperati ma di grande impatto, una realtà che logorafamiglie non solo economicamente, ma soprattutto nell’equilibrio e nella salute.

La commedia ha il colpo di genio nel personaggio della suocera del protagonista,Clementina, spietata ed integerrima funzionariadell’Agenzia delle Entrate. Uno dei tanti onesti contribuenti alle prese con questa “Iniquitalia”.

Prodotto dall’Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, il lavoro vede in scena, oltre a Carlo Buccirosso (il contribuente),Donatella De Felice (la moglie),Elvira Zingone (la figlia),Giordano Bassetti (il figlio),Fiorella Zullo (la cognata),Gennaro Silvestro (il cognato),Peppe Miale (il sacerdote),Matteo Tugnoli (il filippino),Davide Marotta (il postino),Tilde De Spirito (la suocera).

Le scene sono di Gilda Cerullo e Renato Lori, i costumi di Zaira de Vincentiis, le musiche diPaolo Petrella, disegno luci diFrancesco Adinolfi, assistente alla regia Fabrizio Miano

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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