Politica estera

BoJo ci crede, Gran Bretagna sceglie tra Brexit e comunismo

I britannici dalle 7 di questa mattina votano per le elezioni politiche. Gli ultimi sondaggi sulle elezioni Uk danno i Tories avanti al 45 per cento (339 seggi), con un vantaggio di 12 punti sul Labour al 33 per cento (231 seggi), poi i LibDem al 12 (15 seggi) e le altre forze politiche.

Sale di due punti il Labour, Boris Johnson perde in punto. Ma i sondaggi hanno sbagliato in passato, Brexit su tutte, e resta aperto lo scenario da “hung parliament“, “parlamento appeso”, in cui nessuno dei due grandi partiti ottiene la maggioranza assoluta.

A decidere le elezioni potrebbero essere qualche milione di elettori indecisi e incerti. Una incertezza che rende nervosi i leader e che deriva da anni di tira e molla su Brexit. “Get Brexit done” è stato lo slogan e il tormentone della campagna elettorale di BoJo. Johnson combatte “porta a porta” nella Inghilterra del centro-nord per sfondare le roccaforti laburiste euroscettiche.

Un ruolo chiave potrebbe averlo lo Scottish National Party di Sturgeon, che, se prendesse una quarantina di seggi, avrebbe un peso decisivo nel caso di una affermazione più appannata di Johnson. Gli altri partiti europeisti, liberaldemocratici e verdi, potrebbero invece appoggiare Corbyn.

Ma se davvero il 31 gennaio la Gran Bretagna dovesse staccare definitivamente la spina con la Ue si aprirebbe comunque un nuovo e prolungato periodo di negoziati con Bruxelles. Corbyn ha promesso un secondo referendum su Brexit. Il risultato del voto inglese è atteso fra stanotte e domani. Primi exit poll alle 11 di stanotte.

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio ha studiato filosofia a Napoli. Classe 1975, si occupa di internazionalizzazione delle aziende.

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