Author : Luca Benegiamo

2 Posts - 0 Comments
Gallipoli, 1964 - attualmente residente a Tallinn, in Estonia, per scelta “politica”, da sempre appassionato di politica [possiede una copia anastatica - l’ultima? - della collezione rilegata in copia anastatica della “Rivoluzione Liberale” di Piero Gobetti]. Ha fatto politica giovanile, arrivando ad essere il candidato di “Iniziativa Laica” al consiglio d’amministrazione dell’Università Bocconi (dove studiava Discipline Economiche e Sociali): trovò particolare interessante seguire il corso di Scienza della Politica del professor Giuliano Urbani e quelli di Macroeconomia e Politica Economica con il professor Mario Monti. Nel frequentare l’istituto di Scienza della Politica, ebbe ad osservare divertito le numerose visite di un signore non molto alto, spesso in doppio petto, molto sorridente, abbronzato e con pochi capelli, che di lì a poco sarebbe entrato in politica. Intriso, come i tempi e, forse l’età, volevano, da fatali attrazioni sinistrorse, e provenendo da famiglia fortemente Cattolica, cercò di liberarsi da entrambi i condizionamenti culturali leggendo, spesso disordinatamente, di storia e storie ed una serie di testi, più meno, classici del pensiero minoritario dell’Italia di fine anni ’80, quello Liberal-Democratico. Trasferitosi in Inghilterra per lavoro, nel settore delle Institutional Equities (Dean Witter Reynolds, poi incorporata in Morgan Stanley), ci rimase per una dozzina d’anni, a parte brevi intermezzi a Roma e New York, dove entrò alla Smith Barney, banca d’affari che nel 2001 con il nome di Citigroup - dopo numerose acquisizioni di ogni tipo - era diventata uno dei più importanti gruppi finanziari mondiali. Tornato in Italia fondò una piccola ma ambiziosa azienda vinicola nel Salento, L’Astore Masseria, e dopo un divorzio ebbe l’affidamento di due bambini che ha di fatto cresciuto da sé. Dopo anni di “consulenze”, ed altre perdite di tempo, nel 2013 si è iscritto alla University of Chicago, Booth School of Business (per davvero), dove ha conseguito nel 2015 un MBA. Immediatamente dopo ha provato a raccogliere capitali per creare un “campione nazionale” vitivinicolo pluriregionale - capace di attaccare con successo l’articolazione urbana-regionale del mercato globale prossimo venturo - attraverso un programma multiplo di acquisizioni. Capito che una LVMH del vino non era nelle corde dell’Italia, specie senza agganci e padrini, decise di trasferirsi in Estonia, dove al momento “facilita” transazioni internazionali in metalli preziosi e prodotti petroliferi, e si diletta di commentare le faccende politiche Italiane ed Internazionali.