Cervelli migranti Inglorious Globastards

I danni della scuola obsoleta: Arancia Filosofica

Coloro che studiano materie obsolete oppure con scarsi sbocchi professionali, sentendosi investiti di una missione superiore per il bene dell’umanità, sono vittime di un lavaggio del cervello che parte da una scuola ormai obsoleta.

Somigliano al protagonista di Arancia Meccanica, solo che in questo caso dovremmo definirla più propriamente Arancia Filosofica.

Insomma siete avvertiti: il lavoro che vi piace dipende in primo luogo dal lavaggio del cervello che subite. Se volete liberare la mente da questi condizionamenti apritevi al mondo, visitate le fabbriche, dedicatevi ad un progetto che generi profitti, abbracciate attività che cambino il mondo reale. Studiate programmazione, matematica, scienze, logica formale, cyber security, biotecnologie. Altrimenti diventerete carne da navigator.

Altrimenti verrete risucchiati in un gorgo di cultura zombie, alimentato da sedicenti intellettuali tronfi e giornalisti tromboni, convinti di rappresentare il cloruro di sodio della galassia.

Gli Inglorious Globastrads in questo video smitizzano la retorica vacua che infarcisce i discorsi altisonanti di chi vive ancora imbalsamato nell’800.

Alberto Forchielli

Managing Partner at Mandarin Capital I have developed my strategic abilities thanks to 35 years of managerial experience in international affairs development, with a particular focus on the United States, Europe, and China. Currently, I also deal with dynamics and themes related to the global labor market, as well as talent and skills management at an international level with special attention to problems youth are facing and professional training. I have worked and lived for long periods of time in Santiago, Lima, Buenos Aires, Boston, London, Rome, Turin, Singapore, Kuala Lumpur, Washington DC, Luxembourg, and Munich. Currently, I divide my time between Boston and Bangkok, and I am always aware of themes regarding the global economy, internationalization, and labor globalization. Pragmatic, passionate, and obsessive, I work for ideals not money.

1 comment

Lorenzo Colovini 29/02/2020 at 13:04

Tanta carne al fuoco, molti spunti giusti e altri francamente discutibili. Alla fine non si capisce dove si va a parare. Secondo me vanno distinti i temi altrimenti non ci raccapezziamo.
Trovo eccessivamente manichea la distinzione materie utili e materie inutili solo perché queste hanno un ritorno indiretto e immateriale. Vero che è insopportabile che molta opinione pubblica non sappia ragionare in termini matematici per esempio in termini di ordini di grandezza, probabilità, costi benefici.. ma è parimenti insopportabile che molte persona abbiano uno spirito critico da bambini, una capacità di espressione limitatissima, una totale incapacità di inquadrare i temi e i problemi (e il disastro della classe politica che ci ritroviamo ne è conseguenza). La società ha bisogno di individui in grado di utilizzare ENTRAMBE le categorie, sono ambedue tools fondamentali. Insomma, bene che le bimbe giochino al meccano e a Monopoli ma anche a volte magari leggere un libro mica fa ammalare eh?!
Il tema principale è la qualità della scuola generale della scuola. Materie umanistiche o scientifiche cambia poco. E attenzione: i due interlocutori sembrano parlare di un mondo in cui esistono solo liceo scientifico o classico (che peraltro non è affatto quello di una volta.. basti pensare che ai tempi nostri e dei nostri padri la lingua straniera si fermava al ginnasio e la matematica oggi è assai più incisiva). La maggior parte degli studenti si acquatta in scuole secondarie dagli indirizzi strampalati e infarcite di soggetti con vere (e spesso presunte) deficiente cognitive o di apprendimento che abbassano drammaticamente il livello medio con la conseguenza che uno studente “normale” diventa un genio. Qui sono d’accordo con una cosa che è stata detta: c’è la tendenza, anche da parte dei genitori, di scegliere la strada per fare meno fatica. È venuto a mancare in molti studenti il concetto che andare a scuola voglia dire “farsi il culo” e come tuo papà va a lavorare per dare da mangiare alla famiglia il tuo dovere e il tuo lavoro è andare a scuola ed essere promosso dignitosamente. Però attenzione a non confondere il fare fatica con le sole materie scientifiche: capire Kant è difficile quanto capire il concetto di limite o di derivata (forse di più). Lo dico da ingegnere.
Infine, una domanda intrigante è se davvero nel nostro Paese l’intellettuale umanistico abbia una percezione sociale, un appeal superiore rispetto all’uomo di scienza. Non ho una risposta personalmente. Certo che sicuramente se gap esiste, esiste in misura molto inferiore rispetto ad un tempo. E naturalmente, ma questo è stato correttamente detto da Forchielli, attenzione a non confondere l’intellettuale con lo show man, il giornalista (o supposto tale) da talk show salottiero che in gran numero ammorba la nostra televisione.

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