Politica interna

L’appello di Alternativa Europeista e il silenzio di Più Europa

alternativa europeista

Democrazia è una bella parola, che piace a tutti. Un po’ meno quando si tratta di dividere una fetta del proprio potere con altri, che magari non ci vanno nemmeno tanto a genio. Chissà se è questo il caso di Più Europa, partito indebolito dalle defezioni di Centro Democratico, Movimenta e di tanti attivisti verso Azione di Carlo Calenda.

Sabato, infatti, Alternativa Europeista, un gruppo di pressione trasversale ai partiti con correnti liberali, ha comunicato di aver chiesto alla segreteria e alla presidenza dell’assemblea l’abbassamento della quota di iscrizione senza ricevere alcuna risposta, nemmeno negativa. La richiesta in realtà è tutt’altro che peregrina e sarebbe una grande occasione per stimolare una rinnovata partecipazione.

La tendenza generale negli altri partiti è di dare la possibilità a chiunque di tesserarsi, mettendo una quota base molto bassa, spesso a 10€, e lasciando liberi i sostenitori più facoltosi di pagare di più. Nel corso dell’anno 2019/2020, invece, la tessera di Più Europa costava 25€ per gli under 25 e 50€ per tutti gli altri. Nessun percorso è obbligato o necessariamente migliore di altri, ma sarebbe una buona idea almeno rispondere a un’istanza venuta dal basso e sottoscritta da più di 30 coordinatori dei gruppi tematici e territoriali.

Prendere una decisione di questo tipo cambierebbe l’impostazione generale del partito in vista del congresso, probabilmente è questo il motivo di tanta ritrosia. Più Europa nacque come lista elettorale in sostegno del centrosinistra meno a sinistra di sempre, ma ora è imprigionata in una posizione molto scomoda. Potrebbe definitivamente staccarsi da un PD sempre più grillino, ma per qualche motivo la situazione sembra cristallizzata. Per un partito che si definisce liberale è abbastanza sconcertante non tagliare definitivamente i ponti con un partito il cui responsabile economico, Emanuele Felice, crede che tutti i mali del mondo vengano dal neoliberismo. Serve allora chiedersi perchè ci sia dell’ostruzionismo apparentemente immotivato.

La leadership di Della Vedova, oggettivamente mai decollata, sembra essere arrivata al capolinea. Da osservatore esterno mi sento di dire che dopo aver fallito agli appuntamenti elettorali più importanti è un miracolo che sia ancora al suo posto. Nonostante la ripetizione quasi ossessiva del termine liberaldemocratico, sembra che la democrazia interna piaccia fino a un certo punto. Quelli che pensano male, come me, potrebbero dire che la democrazia piace finchè sei certo di avere un Tabacci che riempie i pullman.

Si mormora anche che Emma Bonino sia contraria a questa richiesta. Pare addirittura che, durante una riunione, abbia tuonato che il costo del tesseramento dovrebbe essere aumentato a 100€. Si potrebbe pure fare, per carità. Ma serve avere il coraggio di dire quale sia la vision di Più Europa. Per rispetto di attivisti, elettori e simpatizzanti.

L’obiettivo è rimanere un partito personalistico, oppure è diventare il perno di un nuovo polo, come già si è discusso, che raggruppi il frammentatissimo mondo liberale?

Sappiamo da novembre che la posizione del gruppo di pressione animato da Giulio Del Balzo è la seconda e, francamente, sembra difficile che la maggioranza degli attivisti possa dirsi contraria a una maggiore partecipazione e democrazia interna. Presto sapremo se la richiesta di Alternativa Europeista verrà accolta, nel frattempo attendiamo nel silenzio assordante di quella che potrebbe essere l’ennesima occasione sciupata.

Leonardo Accardi

Leonardo Accardi

Bergamasco a Roma, studente di Scienze politiche presso l’Università Roma Tre e Coordinatore di Istituto Liberale-Lazio e della Scuola di Liberalismo di Roma. Amo i fatti spiegati con dati, numeri e ironia, disprezzo le semplificazioni e i luoghi comuni.

1 comment

Aldo Mariconda - Venezia 30/06/2020 at 17:45

Sulla quota d’iscrizione, forse alcuni in +Europa hanno conservato la mentalità del Partito radicale, dove la quota era molto elevata.
A parte questo, io avevo scritto sia a Roma che agli amici di Venezia e Padova, quando è nata +Europa, che avrebbe dovuto avere la capacità e la forza di raggruppare i troppi liberali dispersi, quattro gatti e tutti divisi, puntando su un PROGETTO CRESCITA di un’Italia ferma da trpppi anni, attraverso le riforme (per non dilungarmi mi riferisco a Cottarelli). Non è andata così, ed è difficile temo che riescano a decollare, anche perché la tematica che proponevo è quella più vicina al mondo dell’impresa e cdell’economia, più sentita da Calenda, tra gli altri, che dai radicali o ex tali.
Io sono un cittadino qualsiasi, ma comunque non ho mai avuto risposta, temo per scarsa sensibilità a questi temi.

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