Corsivi corsari Economia & Finanza

A F-Al(l)italia i soldi non bastano mai

In effetti dare in prestito altri 450 milioni di euro ad Alitalia, risolverà tutti i problemi. La politica si dimostra ancora una volta incapace di accettare soluzioni di mercato. La cosa che mi fa sorridere amaramente è che con questi soldi si poteva evitare la plastic tax (che è una tassa per fare cassa) come ricorda Phastidio.net.


E chi conosce il settore packaging, sa quanto l’Italia sia un leader in questo settore di produzione. Ma come al solito, la politica preferisce il declino a soluzioni efficaci ed efficienti.
Con i 900 milioni di prestito ponte più interessi (200 milioni) e i 450 milioni di euro di oggi, arriviamo ad un esborso diretto di 1550 milioni di euro. A questi soldi ci sono da aggiungere i soldi indiretti, quelli del fondo volo e i danni causati dagli scioperi.


Sono altri 977 milioni di euro (non tutti per Alitalia) che i passeggeri pagano in sovrattasse quando volano!
Complimenti a tutti i tre i governi che hanno deciso di andare in questa direzione (rosso, giallo-verde e giallo-rosso), ma anche a quelli precedenti che hanno sempre voluto spendere i soldi dei contribuenti per una compagnia che non riesce più a stare sul mercato…

Andrea Giuricin

Andrea Giuricin (1982) ha un dottorato con specializzazione nel settore dei trasporti. Nel 2009 ha creato l’ufficio studi per Italo – Nuovi trasporto Viaggiatori e quello di ATM nel 2014, lavorando direttamente con gli Amministratori delegati dell’azienda. Ha collaborato con agenzie mondiali delle Nazioni Unite ed è ora anche senior consultant per la Banca Mondiale. Collabora e lavora come esperto dei trasporti con le diverse Autorità dei Trasporti e della Concorrenza in Spagna, Malesia, Sud Africa, Italia, Francia, UK e altri paesi. E’ Adj. Professor presso l’Università Milano Bicocca per i corsi di Economia dei trasporti e management dei trasporti.. È visiting professor presso la China Academy Railway Science, la più grande accademia delle scienze ferroviarie al mondo e presso la Chiang Mai University, Thailandia. Inoltre insegna come adj. Professor di Marketing Management per Purdue University, University of Southern California, University of Minnesota e la Michigan State University. Ha tenuto guest lecture per l’Unione Internazionale delle ferrovie, all’ITEJ a Tokyo, Giappone, presso la University of Northampton, UK, l’European University Institute, Italia, l’IBMEC University in Belo Horizonte, Brasile, la HCMC University of Transport, Vietnam, Kasetsart University e Bangkok University College International a Bangkok, Thailand. Research Fellow dell’Istituto Bruno Leoni e del Consumer Choice Center. Le sue analisi sono riprese dai più importanti media a livello globale, dal FT al WSJ fino a Bloomberg e Reuters.

1 comment

Andy 03/12/2019 at 14:15

Se Alitalia vendesse uno per uno tutti gli aerei, se alienasse gli slot in suo possesso e se desse ai dipendenti licenziati il ricavato di tali introiti:
– il contribuente risparmierebbe dei soldi
– altre aziende (meno tassate) assumerebbero personale
– compagnie aeree efficienti riempirebbero il vuoto lasciato da Alitalia
– Gli italiani avrebbero un servizio aereo migliore
– il nord Italia smetterebbe di essere gravato da un peso insostenibile

E’ infatti artimeticamente ovvio che il peso finanziario di Alitalia (e non solo) sia sulle spalle dei contribuenti delle regioni fiscalmente e realmente in attivo, che sono sostanzialmente 3: Lombardia, Veneto, Emilia.

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