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“Women 2027”, 150 imprenditrici italiane “si raccontano” a Bruxelles

Rafforzare l’attenzione delle istituzioni europee sul ruolo delle donne nel mondo imprenditoriale. Da tali presupposti è nato “Women 2027”, evento promosso da Unioncamere di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna nell’ambito del progetto “Donne si fa storia”. Centocinquanta imprenditrici delle quattro regioni italiane sono state nei giorni scorsi a Bruxelles per partecipare ad incontri, seminari e workshop incentrati sulla progettazione in chiave europea, sull’innovazione, sulla comunicazione, sul gender management, sull’equity e su altre tematiche particolarmente avvertite dal mondo dell’impresa in rosa. Occasione anche per offrire un contributo concreto, qualitativo, collaborativo e di orientamento per gli indirizzi strategici europei nella nuova programmazione comunitaria 2021-2027.

La prima giornata s’è svolta presso il Parlamento europeo e ha previsto la partecipazione di funzionari europei e parlamentari italiani – tra cui Anna Bonfrisco (Lega), Eleonora Evi (M5S), Alessandra Moretti (Pd) e Giuseppina Versace (Forza Italia) – insieme alla rappresentanza dei Comitati per l’imprenditoria femminile ed una selezione di imprenditrici di alto profilo, che hanno richiesto in particolare maggiore supporto alla fiscalità delle aziende e ai processi di coesione.

La seconda giornata ha avuto luogo presso la Casa della Regione Lombardia a Bruxelles e ha previsto una serie di seminari e workshop paralleli interattivi.

Nel corso delle iniziative, la project manager Alice Fratarcangeli ha presentato i risultati dell’analisi condotta dall’Osservatorio Italia in Europa rispetto alla performance italiana alla fine del settennato 2014-2020, dati che vedono il nostro Paese in posizione di tutto rispetto in merito ai fondi conseguiti nei programmi a gestione diretta: nel 2018 l’Italia ha ottenuto quasi 1,5 miliardi di fondi diretti per un totale di 5.179 beneficiari, dato che è cresciuto dell’1,1 per cento rispetto a quello del 2017.

Quattro gli sguardi offerti alle partecipanti rispetto al mondo del funding EU: Gaia della Rocca, senior advisor di Confindustria, ha condiviso indicazioni strategiche rispetto al grande potenziale per le imprese nei nuovi Programmi Horizon Europe e Digital Europe, sottolineando il ruolo che Confindustria oggi gioca in Europa attraverso progetti come il Digital Innovation Hub, un ponte tra impresa, ricerca e finanza con il compito di stimolare e promuovere la domanda di innovazione del sistema produttivo, rafforzare il livello di conoscenze e di consapevolezza rispetto alle opportunità offerte dalla digitalizzazione, “porta di accesso” delle imprese al mondo di Industria 4.0.

Federica Porcellana, responsabile relazioni europee ed organizzazioni internazionali di Enea, s’è soffermata sui progetti come Donne di classe A, nato dall’accordo di programma siglato ad aprile 2017 dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), con Italia, Canada, Finlandia e Svezia per rafforzare il ruolo delle donne nei settori dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e delle tecnologie low-carbon e il Knowledge Exchange Programme, nato dalla volontà dell’Enea di rispondere in modo sempre più efficace alla domanda di innovazione delle imprese e delle loro associazioni, per rafforzare la crescita e la competitività e realizzato in collaborazione con Cna, Confapi, Confartigianato, Confindustria e Unioncamere.

Roberta Mancia, avvocato ed esperta in progettazione europea, ha rimarcato come la progettazione sia una professione ad alta qualifica che si deve confrontare con un gap informativo e formativo ancora importante nel panorama nazionale e come le aziende del nostro tempo abbiano esigenza di tutoring strategico al fine di creare progettualità di successo, capaci di incidere sul presente dell’Europa. Le necessità territoriali devono essere opportunamente mappate per fornire una risposta progettuale mirata. “Per fare questo – ha sottolineato Mancia – è importante avere un approccio al contempo pragmatico e multitasking, che unisca il rigore all’innovazione, la creatività, alla conoscenza ed alla gestione delle procedure e delle regole. La progettazione permette di trovare soluzioni e raggiungere traguardi attraverso la condivisione, tutte caratteristiche che rientrano molto nel sentire femminile”.

Emanuela Zilio, project manager e co-curatrice del progetto “Donne si fa storia”, ha infine richiamato l’attenzione sulla necessità di networking, condivisione e collaborazione, modelli d’azione già presenti nelle prime industrie e imprese guidate da donne durante la Grande Guerra e ha sottolineato come la nostra epoca ci stia offrendo una grande chance insieme ad una grande responsabilità: quella di ricongiungere i saperi, di far dialogare Cultura e Scienza – come lo fecero Leonardo da Vinci o Ada Byron – anche attraverso l’uso delle tecnologie nell’ambito dei progetti che l’Europa chiede per rendere migliore, con il nostro contributo, il proprio presente e imminente futuro.

A “Woman 2027” le “campionesse dell’imprenditoria” si sono raccontate e hanno condiviso esperienze e strumenti per ispirare e supportare l’azione di altre donne: Serena Bonfanti ha presentato i suoi bottoni, quasi un nuovo modo per esprimere le proprie idee; Maddalena Calderoni la conversione delle cave in siti ad alto valore culturale tra opera e performance contemporanee; Stefania Cazzarolli le soluzioni proposte per lo smart working; Edy Dalla Vecchia il suo mondo della meccanica di precisione; Sarah Dei Tos l’esperienza tra prosecco al chiar di luna e il turismo outdoor; Anna Fiscale la sua moda etica e sostenibile Made in Italy; Marzia Maiorano lo spin off Indexya che connette ricerca, industria e formazione; Valentina Parenti il suo lavoro di comunicazione e connessione tra le reti di imprenditrici a livello nazionale ed internazionale.

Sei i workshop che hanno infine permesso di raccogliere contenuti e contributi concreti direttamente dalle 150 imprenditrici su temi di rilievo: la programmazione strategica, l’innovazione e gli strumenti per le imprese in vista dei nuovi fondi strutturali e d’investimento (coordinato da Federica Marzuoli, dirigente Struttura di Coordinamento, Programmazione comunitaria e Gestione del Fondo Sviluppo e Coesione, Regione Lombardia); i nuovi strumenti finanziari per le Pmi, quali il crowdfunding e il fintech in generale (coordinato da Ludovico Monforte, head of Brussels Office, Unioncamere Lombardia); il gender gap dentro e oltre i numeri (coordinato da Mariacristina Sciannamblo, ricercatrice, Grassroots Wavelengths e PIE News/Commonfare); la cultura come veicolo strategico di sviluppo (coordinato da Lia Ghilardi, cultural planner and urbanist, director Noema Culture and Place Mapping, Londra); start-up e scale-up, nuove professioni e nuove imprese (coordinato da Agnese Vellar, comunicatrice e formatrice start-up); marketing e comunicazione integrata nell’epoca “sociale” (coordinato da Emanuela Zilio, project manager, co-curatrice di “Donne si fa storia”).

Tutti i risultati ed i contributi raccolti durante le due giornate confluiranno in un policy paper che “Donne si fa storia” e le quattro Unioni camerali consegneranno alle europarlamentari, alle Regioni e alle imprenditrici, in vista di una progettazione efficace per la crescita economica e strategia anche grazie al ruolo delle imprese al femminile. 

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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