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Ludovico Carracci, l’omaggio di Bologna in una grande mostra

Uno scorcio della bellissima mostra dedicata a Ludovico Carracci.

Una mostra dedicata a Ludovico Carracci, con un bellissimo sguardo verso l’arte contemporanea. È stato il più anziano esponente di una prestigiosa famiglia di artisti emiliani, i Carracci. Ludovico, cugino dei fratelli Agostino e Annibale, nacque a Bologna nel 1555 e, nonostante un’esistenza che l’ha visto protagonista della scena pittorica in molte città del Nord Italia, è morto nella sua Bologna nel 1619. Che ora, in occasione del 400mo anniversario dalla morte, gli dedica la mostra “Il fregio dei Carracci – Opere a confronto”. Occasione per approfondire la conoscenza di questo abile artistica che si è caratterizzato principalmente per la pittura religiosa, con risvolti anche morali e devozionali.

L’esposizione bolognese rende omaggio al suo illustre figlio con un’esposizione originale che mette in dialogo gli affreschi carracceschi con 31 opere d’arte moderna e contemporanea provenienti dalla collezione di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, molte delle quali mai esposte al pubblico: un confronto tra epoche, ma anche tra stili alla ricerca di affinità tematiche.

Dal 22 novembre al 16 febbraio, nel bolognese Palazzo Fava, il cui Piano Nobile offre i celebri cicli carracceschi di Giasone e Medea – la prima impresa collettiva di Ludovico, Agostino e Annibale – e delle avventure di Enea realizzato da Ludovico e dai loro allievi, l’artista cinque-seicentesco tornerà protagonista grazie a questo suggestivo confronto trasversale tra epoche e stili, alla ricerca di affinità tematiche o formali tra le opere antiche, moderne e contemporanee.

Il fregio dei Carracci – Opere a confronto” ha alla base un lavoro di ricerca nei caveaux, condotto da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, storici dell’arte di Genus Bononiae, per individuare opere che presentassero attinenze tematiche. Così “Il Dittatore folle” di Galileo Chini – esposto per la prima volta – dipinto in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler a Firenze nel 1938, rimanda nella sua feroce mostruosità al minaccioso Polifemo incontrato da Enea e i suoi compagni in Sicilia; mentre i nudi di Nicola Samorì, uno dei più apprezzati artisti contemporanei, documentano il ciclico ritorno del classico nella storia dell’arte, analogamente a quanto fecero allo scadere del Cinquecento i tre Carracci. E ancora il tumulto della “Battaglia” di Giuseppe Maria Crespi, che rimanda a quello dei combattimenti di Giasone, o la “Salomé” di Mimmo Palladino, eroina tragica al pari della Didone dell’Eneide.

Tra le opere esposte in occasione della mostra dedicata a Ludovico Carracci anche le “Pietre Alpestri” di Fortunato Depero e la “Scultura Luminosa” di Marco Lodola, che nei loro colori accesi e nella gioiosità della composizione richiamano il tema del gioco dei fregi della Sala Cesi, tra gare con l’arco, corse e tornei tratte dal sesto libro dell’Eneide.

In occasione della riapertura del Piano Nobile esce per i Tipi della Maggioli Edizioni la Guida di Palazzo Fava a cura di Angelo Mazza, che offre la prima documentazione integrale dell’apparato decorativo del Palazzo bolognese. Le fotografie presenti nel volume, realizzate da Carlo Vannini, consentono di apprezzare frame by frame i fregi affrescati delle sei sale, a partire dal ciclo della Sala del Giasone che nell’approccio naturalistico, negli effetti illusivi e nell’afflato poetico di alcune scene, come quella degli incantesimi notturni di Medea, rappresenta il manifesto innovativo della pittura moderna, aprendo un nuovo capitolo della storia della pittura europea.

“Le celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Ludovico Carracci”, ricorda il Presidente Fabio Roversi-Monaco, “rappresentano per Genus Bononiae l’occasione per valorizzare il grande patrimonio che i tre artisti hanno lasciato a Palazzo Fava. Un’opera immensa che fa sempre ‘da sfondo’ alle nostre mostre, ma che per alcuni mesi dell’anno vogliamo valorizzare ‘in esclusiva’, con poche opere del contemporaneo che ci portino a concentrare l’attenzione sulla bellezza del fregio e l’importanza di averlo recuperato. Ricordo, infatti, che quando la Fondazione lo ha acquistato Palazzo Fava era ridotto a un rudere, colpevolmente abbandonato insieme a tutti i suoi tesori: le preziose sale affrescate dai Carracci rischiavano di affondare nel buio dell’incuria”.

Tante le proposte di approfondimento pensate durante tutto il periodo della mostra dedicata a Ludovico Carracci: partirà il 4 dicembre il ciclo di incontri con esperti d’arte, coordinato dal professor Angelo Mazza.

Il primo incontro, tenuto dai curatori Mirko Nottoli e Benedetta Basevi, sarà incentrato proprio sul dialogo tra classicismo e arte contemporanea. Eventi e laboratori per bambini, famiglie e adulti, saranno anche organizzati dai Servizi Educativi di Genus Bononiae: tra gli altri la visita negli spazi dell’Hotel Baglioni Majestic dove i Carracci dipinsero il Camerino d’Europa per le nozze di Filippo Fava e Ginevra Orsi, il tour in diverse chiese e palazzi di Bologna che custodiscono capolavori carracceschi e i laboratori creativi per avvicinare i più piccoli all’arte dei Carracci e approfondire il percorso artistico di Annibale, Ludovico e Agostino a Bologna.

Calendario aggiornato su www.genusbononiae.it

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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