Politica estera

Holodomor, il genocidio dimenticato della Ucraina

Una pagina tragica della storia europea, purtroppo poco conosciuta. E’ l’Holodomor, il genocidio degli ucraini perpetrato a danno dell’intera popolazione nel biennio 1932-1933. Ogni anno, il quarto sabato del mese di novembre (quest’anno sabato 23 novembre), in Ucraina e nel mondo si commemora questa tragedia, una carestia artificiale provocata dal regime sovietico di Stalin. “Holodomor” significa “morte per fame” ed è la pagina più triste della storia d’Ucraina e uno dei crimini su più vasta scala commessi in Europa nel Novecento.

Grazie al riscontro ottenuto dalle iniziative promosse negli ultimi anni dall’ambasciata d’Ucraina in Italia, per sensibilizzare il pubblico italiano su questo tragico episodio che vide circa dieci milioni di morti, lo scrittore e artista italiano Sabatino Scia presenta quest’anno un progetto speciale interamente dedicato all’Holodomor, curato da Rosi Fontana e con una speciale introduzione dell’ambasciatore d’Ucraina in Italia, Yevhen Perelygin. Sabatino Scia è uno scrittore e artista italiano che ha dedicato gli ultimi anni del suo lavoro di ricerca proprio all’Holodomor. Non solo. Tutte le sue opere sul tema del genocidio ucraino vengono donate dallo scrittore al Museo memoriale dell’Holodomor di Kyiv.

Dimenticato, ma anche deliberatamente nascosto e negato, il genocidio ucraino fu portato a termine per ordine del “generalissimo” senza suscitare, se non in minima parte, lo sdegno della comunità internazionale. La morte per fame, una delle morti più atroci, in talune aree raggiunse un numero di decessi inimmaginabili. Intere città e aree rurali furono letteralmente azzerate. Secondo Raphael Lemkin, il giurista ebreo polacco che creò il termine “genocidio“, l’Ucraina dell’epoca è un “classico esempio” di questo concetto: “fu un caso di genocidio, di distruzione non solo di individui, ma di una cultura e di una nazione”.

Finchè l’Urss è esistita non è stato possibile scrivere la storia del genocidio degli ucraini. Il governo dispotico di Mosca ha posto in essere ogni attività per negare e cancellare lo sterminio, alterando documenti e distruggendo gli archivi. Dal 1991 l’Ucraina è una nazione indipendente, una democrazia giovane. Così negli ultimi decenni si è potuto dare seguito alle ricerche storiche e alla raccolta delle testimonianze dirette sul dramma vissuto dalla popolazione.

Per questa ragione la letteratura esistente sull’Holodomor è poca e frammentata. Ancora meno, se non quasi inesistenti, sono le espressioni di carattere non documentali o letterarie. L’arte, la cinematografia, lo spettacolo, ovvero tutte quelle espressioni creative e dell’intelletto e della umana sensibilità non hanno ancora espresso a pieno il dramma dell’Holodomor. Il genocidio annientò pure il movimento nazionale ucraino che riemerse soltanto nel 1991 con l’indipendenza.

L’Holodomor fu l’esecuzione di un disegno politico agghiacciante: la requisizione di tutto il grano prodotto e di tutti i generi alimentari, compresi gli animali. Nulla fu lasciato affinché le persone potessero nutrirsi. Uomini, donne, bambini, anziani, intere famiglie, furono gettati senza pietà alcuna nel baratro dell’inedia. Le testimonianze raccontano dei cadaveri per strada, che nessuno aveva la forza di seppellire; delle sepolture che dovevano essere sorvegliate per evitare episodi di cannibalismo.

Bambini gonfi e scheletrici per la denutrizione; famiglie costrette all’esilio e che vivevano di erba e ghiande; requisizione di ogni bene; case, coltivazioni e animali bruciati; lunghe file di affamati per le strade; scene disumane per le strade di Charkiv, dove si confondevano i vivi e i morti e crescevano continuamente fosse comuni; della deportazione nei gulag di chiunque tentasse di testimoniare lo sterminio in corso.

Tutto questo, però, è poco documentato, rinverdito per lo più dai racconti. Le immagini, fra le poche salvate dalla distruzione, non hanno tuttavia bisogno di didascalie, colpendo il cuore e la mente di chi le guarda. Il progetto di Sabatino Scia, un vero e proprio libro per immagini, sta traducendo se tela alcuni episodi dell’Holodomor, un racconto che si dipana attraverso quegli episodi che i superstiti, gli storici e i documenti riferiscono. Pur essendo attraversate da colori brillanti e vivaci, e spesso da figure e simboli dell’immaginario, le opere che compongono il progetto di Sabatino Scia “Holodomor. Ukraine genocide 1932-1933. Never Forget” raccontano con estrema incisività l’angoscia, il dolore e la morte vissuti dal popolo ucraino.

Sabatino Scia sceglie per le sue opere un linguaggio figurativo semplice, quasi naif. Sulla tela trovano posto colori simbolici: il rosso del sacrificio, del sangue, del tormento; il verde a rappresentare una terra ricca e prosperosa, conosciuta come il granaio d’Europa ma che, a causa della follia di Stalin, affama i suoi figli; l’oro dei campi di grano che si contrappone alla desolazione della terra che ora è spoglia, nera, bruciata; il marrone contrapposto ai rossi del fuoco e delle fiamme che trasformano gli alberi in nudi spettri; e poi quei viola, fucsia, azzurri, blu, rosa, che generano un’immagine inusuale, perfino straniante, ma che racconta il dramma attraverso una visione cromatica violenta, irreale. Questo acceso cromatismo che Sabatino Scia regala all’osservatore vuole sottolineare quelle infinite e crude stratificazioni del dramma nascosto, ed è un omaggio a tutte le vittime dell’Holodomor.

L’artista introduce, inoltre, nei suoi dipinti, immagini elaborate quali il Cristo verde, simbolo delle campagne violate e ai cui piedi della croce gemono i contadini affamati, propone anche una nuova visione della bambina con le spighe di grano simbolo del Museo Memorial dell’Holodomor di Kyiv, che Sabatino Scia immagina nell’angoscia della fame e circondata dal demone di Stalin. “Never forget” recita il titolo del progetto di Scia, una pagina di storia scritta con pennelli e colori, vivida come una ferita ancora aperta. Così come è l’Holodomor per il popolo ucraino.

“Mi auguro che negli anni a venire molti altri scrittori e artisti raccontino l’Holodomor. Aggiungere al lavoro degli storici e dei saggisti le visioni e le emozioni che un artista può ricreare su un tema così delicato e sensibile contribuirebbe a rendere giustizia ai dieci milioni di innocenti che soffrirono e morirono per la volontà di un folle. Non soltanto gli ucraini debbono ricordare e premere affinché pagine di storia come queste non si ripetano mai più, ma ogni essere umano, in qualsiasi parte del mondo deve conoscere questa storia. Tutti noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che questo è stato un genocidio, per questa ragione non dobbiamo mai dimenticare ciò che è accaduto – spiega Scia.

Va ricordato che nel 2008 diciannove nazioni hanno riconosciuto le azioni del governo sovietico nell’Ucraina dei primi anni trenta come “atti di genocidio”. Nel 2008 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione riconoscendo l’Holodomor come “un crimine contro l’umanità“. Tuttavia, dal momento che i governi di Germania, Francia, Italia e di altri Paesi occidentali non hanno formalizzato tale riconoscimento, l’Holodomor resta oggetto di dibattito sul piano delle relazioni internazionali.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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