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Fabrizio De André, la profanazione va in diretta Rai

Le motivazioni della netta frattura tra la Rai e una buona fetta del Paese, che ormai ha volutamente smarrito i contatti con la TV di Stato (pur dovendone pagare il canone), hanno trovato una risposta e una conferma nel programma “Una storia da cantare”, andato in onda sabato sera su Raiuno. Queste tre ambiziose serate monografiche dedicate ad altrettanti pilastri della musica italiana —De André, Battisti e Dalla— hanno occupato e occuperanno quella fascia da quindici anni risolutamente presidiata da “Ballando con le stelle”, il cui tripudio conformista è apprezzato mediamente da quattro milioni di spettatori-adepti a puntata. Almeno a fidarsi dei dati dell’Auditel.

Ebbene, sabato scorso s’è utilizzato lo stesso canuto convenzionalismo generalista con la presunzione di celebrare Fabrizio De André, il più anticonvenzionale dei nostri interpreti musicali. Seminando legittime aspettative tra i suoi tanti estimatori, in genere difficilmente sovrapponibili con gli accoliti nazional-popolari di Milly Carlucci e compagnia ballando.

La complessa biografia, anche sonora, del cantautore genovese è stata affidata ad una pattuglia di discutibili celebranti. Per giunta in diretta. Il risultato? Uno show, a dir poco approssimativo, con tanti errori tecnici e imbarazzanti “emozioni” come giustificazione del flop. Un “omaggio” che ha finito per offrire un servizio pessimo alla memoria di uno degli artisti più anti-televisivi – specie della tv odierna – del nostro panorama musicale.

In veste di presentatore è stato scelto un improbabile Enrico Ruggeri, tra l’altro afono per sua stessa ammissione, che ha quindi “massacrato” un po’ di pezzi del Faber. Con lui Bianca Guaccero, conduttrice di programmi pomeridiani per casalinghe, che per l’occasione s’è misurata con la sfida del gorgheggio già praticata come ex concorrente di “Tale quale show”.

Tra i tanti momenti spiacevoli della serata, anche la gaffe dell’85enne Ornella Vanoni che, non rendendosi conto di essere in diretta, ha interrotto l’esecuzione di “Bocca di rosa” urlando una parolaccia in quanto non riusciva a leggere il testo, a suo dire abbagliata da un faro. Una “Bocca di rosa” sboccata. Tra l’ilarità dei musicisti e l’imbarazzo generale.

I giudizi sulle altre performance, ovviamente, sono subordinati ai gusti personali. Ma di certo Massimo Ranieri, Loredana Bertè, Paola Turci, Morgan, la stessa Dori Ghezzi non hanno offerto esecuzioni indimenticabili. Ha colpito, soprattutto, la scarsa frequentazione dei testi di De André, con la necessità di leggere, anche in modo impacciato, il classico “gobbo”. Possibile che nessuno studi più i testi, prima di eseguirli? “Rumorosa” anche l’assenza del figlio Cristiano.

L’unica certezza è stata la tempesta di critiche sui social, in testa i genovesi, che hanno denunciato anche falsi storici.

Per omaggiare dignitosamente l’autore di “Via del Campo” e di tanti altri successi, non sarebbe stato meglio trasmettere il concerto al teatro Brancaccio di Roma del 1998, che resta il testamento artistico indimenticabile Faber?

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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