Politica interna

Di Maio “la roccia anti-sistema”, parola di Laura Castelli

Per rendersi conto del livello medio di molti esponenti del Movimento Cinque Stelle è sufficiente leggersi le loro note stampa quotidiane. Se possibile, evitando con un po’ di self control di strabuzzare gli occhi. 

Quella della giornata di ieri dell’onorevole Laura Castelli non ha bisogno di tanti commenti. Ecco cosa scrive letteralmente il viceministro dell’Economia con esperienze lavorative nei Caf: “In giornate come questa provo imbarazzo per certa stampa. Inutile far finta di nulla o nascondere l’evidenza dei fatti. Ogni mattina è un tiro al bersaglio, un accanimento mediatico davvero maniacale contro Luigi Di Maio. A volte viene anche il dubbio che certi attacchi siano coordinati per abbattere un avversario comune…”. In sostanza, tanta stampa, temendo il gigante Di Maio, si coordina per “fiaccarlo” fino allo sfinimento. 

Ma il testo continua in crescendi rossiniani: “Intere pagine di retroscena fantasiosi usati come un’arma da fuoco per sparare contro una persona”. Similitudine da brividi. 

Ed ancora: “Quanta amarezza, quanta rabbia. Nessuno ha il coraggio di raccontare che Luigi sta portando avanti, con coraggio, un processo gigantesco: innovare il Movimento, con grande altruismo”. Da appuntare due termini: “gigantesco” e “altruismo”.

Il gran finale: “Penso sempre più spesso che il nostro capo politico sia una roccia. E in giorni come questi, ne sono ancora più certa. Sfido a trovare una persona che nonostante tutto e tutti non ha mai abbandonato il coraggio e la determinazione di combattere il Sistema. E vi assicuro che il Sistema non è un qualcosa di astratto. Tutt’altro. Perché dove ci sono interessi e potere c’è sempre qualcuno che prova a fregarti per fare i propri interessi che non sono mai quelli della collettività. E se la stampa pensa di fermare questo processo di cambiamento che stiamo portando avanti, non ha ben capito chi ha davanti”.

Di Maio una roccia anti-sistema? Uno che è s’è arroccato nelle istituzioni più dell’ultimo democristiano nella prima repubblica, con i suoi bravi siparietti nei “pastoni” dei Tg della tv di Stato?

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

1 comment

Franco Puglia 15/11/2019 at 20:13

L’amore è cieco … dice un vecchio adagio …
Niente altro da aggiungere …

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