In evidenza Politica interna

Reddito di cittadinanza, i furbetti aumentano

Ormai l’appuntamento è quotidiano. Le cronache, per lo più locali, riportano tutti giorni, da Nord a Sud, la notizia del “furbetto” di turno, pescato in qualche “bravata”, che ha l’aggravante di incassare regolarmente il suo bravo reddito di cittadinanza.

L’elenco è lungo. Ed è anche – a ben vedere – interessante, perché offre uno spaccato emblematico di come questa “bella pensata” della (promossa) ministra pentastellata Catalfo sembra sia stata fatta apposta per soddisfare la diabolica furbizia italica.

Partiamo da Trapani dove, apprendiamo dai giornali locali, i militari della Guardia di Finanza hanno individuato, in un’abitazione privata, un laboratorio di pasticceria totalmente abusivo.

Marito e moglie vendevano le proprie produzioni alle pasticcerie locali ed al momento del sequestro ben 160 chili di prodotti dolciari erano pronti a passare dalla clandestinità alla legalità dei negozi con licenza e tasse pagate (si spera).

Tra i tanti paradossi anche il fatto che l’uomo è stato titolare di regolare attività di pasticceria per poi preferire “il nero”. E da giugno 2019 hanno addolcito le sue tasche pure circa 700 euro mensili a titolo di reddito di cittadinanza.

Sempre in Sicilia, a Partinico (Palermo), un uomo lavorava “in nero” in un panificio e prendeva il “sudato” reddito d’ideazione pentastellata.

Se la tipologia dei lavoratori abusivi, particolarmente diffusa nel Mezzogiorno, era quella più prevedibile e scontata per l’obolo statale mensile, un’altra categoria che sta offrendo risorse umane alle cronache del sussidio di Stato è quella dei pusher.

Card e droga, per molti, è un abbinamento perfetto. Sempre in Sicilia, a Librino (Catania) sono state arrestate nei giorni scorsi due persone, una di 25 anni e una di 46 anni, che oltre a possedere oltre un chilo di marijuana, avevano la loro bella carta per percepire il reddito di cittadinanza.

Potevano poi mancare i ladri in questo elenco, scaltri di mano e di pratiche burocratiche? Di recente ne hanno beccati due che rubavano cavi di rame dal nastro trasportatore della centrale Enel di Brindisi. Il giudice, oltre ad occuparsi del furto, ha dovuto disporre anche la sospensione dell’erogazione del reddito di cittadinanza.

Come in un film di Totò, zona che vai specializzazione che trovi. In Campania la Guardia di Finanza ha arrestato cinque contrabbandieri di sigarette, con in tasca la card del colore delle stelle del movimento di Di Maio. Contante utile, probabilmente, per approvvigionamenti senza problemi. Quelli pagano cash, presumibilmente si mormorava nell’ambiente.

E chi lo ha detto che la creatività è presente solo alle latitudini meridionali? A Treviglio, vicino Bergamo, dove sono ben 276 le richieste per reddito di cittadinanza, hanno scoperto persone morte da mesi e altre che risultano non essere mai transitate nel territorio di Treviglio.

Tra i casi più singolari segnalati dalla Finanza, la signora di origine libanese che nella dichiarazione presentata all’Inps avrebbe simulato una finta separazione dal marito, in quanto il reddito del coniuge ammonta a oltre 120mila euro.

Va detto che la maggior parte dei “furbetti” sono italiani. Perché, nonostante la platea di poveri assoluti sia composta per un terzo da cittadini stranieri, oltre la metà delle domande per il reddito di cittadinanza respinte riguardano proprio gli extracomunitari.

Motivo? La difficoltà a produrre la certificazione comprovante “la composizione del nucleo familiare e il possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali” rilasciata dallo Stato estero, da tradurre in italiano e far “legalizzare” dal consolato In pratica,

Questo è l’amaro quadro mentre l’Inps annuncia, in data 7 novembre 2019, che le domande accolte per il reddito di cittadinanza hanno superato quota un milione. In testa la Campania (177mila), quindi la Sicilia (159mila) e la Puglia (84mila).

Una media di 3,6 per cento di cittadini italiani percepisce una rendita di importo minimo di 480 euro e di importo massimo di 9.360 euro annui. Nelle zone di Di Maio, Pomigliano e dintorni, la media supera il 7 per cento. La misura è operativa dal 1° aprile 2019, in piena epopea del governo gialloverde. Costo per il 2019: circa sette miliardi di euro.

Il sussidio caro alla ministra Nunzia Catalfo, insomma, finisce in tante mani sbagliate. Com’era prevedibile. Anche perché i controlli sono flebili.

Ad ottobre è esploso il caso di Federica Saraceni, la brigatista condannata a ventuno anni di carcere per l’omicidio D’Antona, ora agli arresti domiciliari, con assegno di 623 euro mensili. Tutto lecito, per lei, perché la condanna definitiva risaliva a prima di dieci anni fa. Una legge scritta in modo impeccabile.

Il nodo vero è che il provvedimento sta creando più problemi che soluzioni. Piergiorgio Quarto, consigliere regionale della Basilicata, parla di “non-riforma”. Gli 11mila beneficiari lucani, in effetti, sono ancora tutti alla ricerca di un lavoro stabile.

Il consigliere spiega: “In Basilicata operano 31 navigator. Si tratta per lo più di giovani in cerca, anche loro, di una prima collocazione lavorativa. Costretti ad operare al buio, senza strutture tecnologiche adeguate e con l’ingrato compito, per ognuno di loro, di dover ascoltare, seguire, formare e collocare al lavoro 400 persone. Le cifre esemplificano una realtà paradossale, diventata drammatica”.

Il quadro del Lazio è stato fotografato di recente dalla Banca d’Italia. Qui dalle 30mila famiglie beneficiarie del reddito d’inclusione si è passati alle 84mila del reddito di cittadinanza. Un salto non giustificato dai trend economici regionali, laddove anzi la regione va meglio della media nazionale.

“Sarà ora interessante vedere l’applicazione della fase due del reddito di cittadinanza, ossia la nuova occupazione che ne scaturirà”, è il commento del direttore della sede di Roma della Banca d’Italia, Luigi Mariani, Appunto, la nuova occupazione che ne scaturirà.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

Leave a Comment