Economia & Finanza

Ma per combattere l’evasione serve davvero la lotteria degli scontrini?

La “lotteria degli scontrini” partirà il 1° gennaio 2020. L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento del 31 ottobre scorso, ha fornito le prime istruzioni operative per commercianti e consumatori. I primi, come riporta Agipronews, sono tenuti entro il 31 dicembre prossimo a configurare i registratori di cassa telematici in modo da consentire, a partire dal giorno successivo, l’acquisizione dei “codici lotteria” dei clienti che vorranno partecipare all’estrazione dei premi.

Sulla base dei codici, il registratore telematico genera un tracciato che, al momento della chiusura giornaliera, viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate e riporta per ogni transazione l’identità del cliente, gli estremi del punto cassa, data e ora dell’operazione e relativo importo. Viene indicato anche se il corrispettivo è pagato in contanti o tramite carta.

Una volta acquisiti i dati, l’Agenzia delle Entrate li trasmette ai Monopoli per l’attuazione della lotteria.

Nel dettaglio, ogni mese verranno estratti tre codici. Primo premio da 50mila euro, secondo da 30mila e terzo da 10mila. Dal 2021 le estrazioni dovrebbero avere cadenza settimanale. Ma ci sarà anche, già dal 2020, un’estrazione finale ogni anno, che rimetterà in gioco tutti i biglietti, con un premio da un milione di euro.

Chi pagherà con carta di credito e bancomat avrà una probabilità doppia di vincere perché, a parità di importo, il sistema assegnerà un numero doppio di biglietti virtuali rispetto al pagamento in contanti. Inoltre, mentre a chi paga con la moneta elettronica il sistema attribuirà automaticamente i biglietti, chi usa il contante dovrà invece dare il proprio codice fiscale all’esercente. I cittadini potranno controllare su un sito dedicato i biglietti loro assegnati e le estrazioni.

L’introduzione della lotteria degli scontrini è l’atto finale di un processo che ha attraversato anni, governi e legislature diverse. Esattamente dieci anni fa fu presentato dal deputato del Pdl Giorgio Jannone, e poi bocciato, un emendamento alla Finanziaria che intendeva inserire un “gratta e vinci” negli scontrini a decorrere dal primo gennaio 2010, come incentivo per combattere l’evasione fiscale. La richiesta di Jannone prendeva le mosse da una misura simile adottata in Cina, dove, spiegava il deputato “lo scontrino ‘gratta e vinci’ ha permesso di ottenere un incremento esponenziale degli scontrini rilasciati dai commercianti”.

Nel marzo 2012 il deputato Massimo Bitonci (Lega) presentò un disegno di legge per “l’istituzione di una lotteria nazionale istantanea collegata al rilascio degli scontrini fiscali”.

Un anno e mezzo dopo il Movimento Cinque Stelle, con un emendamento al disegno di legge sulla delega fiscale all’esame della commissione Finanze della Camera, ha puntato ad introdurre “lotterie nazionali con premi di basso importo tramite la stampa di codici vincenti sugli scontrini fiscali” o in alternativa lotterie “istantanee del genere ‘gratta e vinci’ emesse contestualmente allo scontrino fiscale”.

In quegli anni, come ricorda Agipronews, le proposte su forme premiali legate agli scontrini venivano ritenute inapplicabili, anche dal ministero delle Finanze. Poi la situazione è cambiata, soprattutto con le nuove possibilità di applicazione indotte dall’introduzione dello scontrino elettronico.

Non più tardi di un mese fa, sulla paternità dell’idea si sono innestate polemiche politiche: quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato della lotteria degli scontrini nel quadro delle misure antievasione studiate dal governo.

Gli ha risposto il leghista Massimo Bitonci, sottosegretario al Mef durante il governo precedente: “Conte lancia la lotteria degli scontrini come idea nuova, come misura che cambierà lo stile di vita degli italiani. Dimentica che già anni fa presentai, come parlamentare, una proposta di legge e che con gli interventi nel decreto fiscale e nel decreto crescita la lotteria sugli scontrini fiscali è già legge”. Insomma, le polemiche non mancano anche sull’ideatore di questa sorta di “gratta e vinci” da terza repubblica.

Forme di lotteria legate all’emissione degli scontrini esistono già da anni in alcuni Paesi europei. Malta è stato il primo, nel 1977. Nella versione attuale, quella del 2000, la lotteria prevede estrazioni mensili e premi fino a 100 volte superiori al valore dello scontrino, e comunque entro una forchetta che va da 200 a 11mila euro. Il risultato è stato un maxi incremento degli scontrini consegnati, 36 milioni nel 2013.

In Portogallo è stata introdotta nel 2014 la “fatura da sorte” che all’inizio prevedeva auto di lusso in palio, adesso la lotteria è a cadenza settimanale e assegna 35mila euro di buoni del Tesoro portoghese ai vincitori, meno inquinanti e più apprezzati dall’opinione pubblica. La misura si è rivelata un mezzo efficace contro i pagamenti in nero: il valore degli scontrini è infatti salito a cinque miliardi nel 2016 dai due miliardi di due anni prima.

Ha avuto invece meno fortuna un meccanismo simile adottato dalla Slovacchia: solo otto milioni di gettito a fronte di quasi tre milioni di spese per l’organizzazione della lotteria.

Introdotta, infine, in Romania nel 2015, la lotteria degli scontrini rumeni ha cadenza mensile.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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