Politica interna

La verità, vi prego, su Raggi e Thatcher

Ma con che coraggio si dice che gli assessori di Virginia Raggi sono gli eredi di Margaret Thatcher?

Ieri i sindacalisti della CGIL di Roma sono andati alla carica contro l’assessore al bilancio Lemmetti che, dicono, “sostiene di ispirarsi alla Thatcher”. Lemmetti “lascia intendere che lo spazio pubblico va ristretto”, attaccano i sindacati.

Non si capisce però quale sia la svolta thatcheriana di Virginia Raggi. Il sindaco di Roma non solo ha cambiato un assessore al bilancio dopo l’altro da quando è in Campidoglio, ma nei giorni scorsi ha scritto una bella letterina per tranquillizzare tutti sul fatto che a Roma non si privatizza alcunché.

Non si capisce quindi cosa ci sia di thatcheriano nel dire che le aziende pubbliche resteranno tali. Tanto più che i servizi pubblici offerti dalla nostra Capitale sono maglia nera nelle graduatorie nazionali.

Non sembra che all’orizzonte ci siano piani di sviluppo chiari per le aziende partecipate di Roma. Sulla approvazione dei bilanci. Sui vertici travolti da continui rimpasti e dalla sostituzioni dei dirigenti.

ATAC, Ama, Roma Metropolitane, le partecipate che dovrebbero occuparsi di rifiuti, trasporti e infrastrutture, insomma, non sembra che siano proprio al top della deregulation.

A Roma servirebbe davvero una Margaret Thatcher. Per superare le crisi finanziarie ricorrenti, per dare più libertà e più competitività, per liberare le energie delle comunità.

Gli assessori di Raggi? 26 variazioni di bilancio per rinviare le opere annunciate. Macché Thatcher e Thatcher! M5S a Roma ha solo bloccato tutto.

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio ha studiato filosofia a Napoli. Classe 1975, si occupa di internazionalizzazione delle aziende.

1 comment

Aldo Mariconda - Venezia 07/11/2019 at 18:18

Credo sia ovvio concordare. Basti considerare la gestione della macchina comunale e degli appalti pubblici, rimasta o peggiorata rispetto a quanto descritto da Alfonso Sabella già assessore alla legalità con Marino, nel suo libro CAPITALE INFETTA, Rizzoli Editore, 2016. E quella delle aziende dei servizi pubblici locali è sotto gli occhi di tutti.

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