Economia & Finanza

Indice europeo della competitività: Italia spaccata in due

La Commissione europea ha diffuso i dati dello European Regional Competitiveness Index, il quarto e ultimo report, a cura di Eurostat, sull’indice di competitività dei Paesi comunitari. Il Rapporto è pubblicato sul sito della Commissione europea (https://ec.europa.eu/regional_policy/en/information/maps/regional_competitiveness#2).

L’Indice di Competitività Regionale (RCI) misura i principali fattori di competitività negli ultimi dieci anni per le regioni di tutta l’Unione europea. All’interno del rapporto sono elencati oltre 70 indicatori comparabili, attraverso i quali viene misurata la capacità di una Regione di offrire un ambiente attraente e sostenibile per le imprese e per i residenti che ci vivono e lavorano.

A livello complessivo, Lombardia (57.1), Provincia Autonoma di Trento (54.55) ed Emilia Romagna (53.19) primeggiano nella classifica, seguiti dal Lazio al quarto posto con 53,09. Poi Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Toscana e Umbria. Subito sotto alla media italiana a 42,10, troviamo Marche e Valle d’Aosta, quindi, più distanziato, tutto il Mezzogiorno, a partire dall’Abruzzo (34,2), dal Molise (33,78) e dalla Basilicata (26,03). In fondo alla classifica Puglia (22,72), Sicilia (19,07) e Calabria (18,42).

In riferimento all’indicatore relativo all’innovazione, però, sulla stessa scala che va da 0 a 100 e con la media europea che si attesta su un punteggio di 49.2, è la regione Lazio a primeggiare in Italia. È tra l’altro l’unica, tra quelle italiane, che oltrepassa la media europea ottenendo un punteggio di 55.1. Tra i molteplici fattori che hanno portato all’elaborazione di questo dato ci sono le domande di brevetto, le pubblicazioni scientifiche, la spesa in ricerca e sviluppo e la percentuale di lavoratori in settori tecnologici sul totale, ma tra questi si trovano anche le esportazioni di prodotti di alto livello tecnologico.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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