Corsivi corsari

Le contraddizioni di Salvini svelano la sua vera natura

Salvini alle elezioni spagnole tifa Vox, che vorrebbe rendere illegale l’indipendentismo ma cita e incoraggia gli indipendentisti catalani nei comizi; se la prende col libero mercato della globalizzazione ma cita la Thatcher come modello di riferimento; accusa la sinistra di aver rallentato il Paese ma elogia Berlinguer definendosi “comunista vecchia maniera”; detesta i partigiani ma imbraccia la Fallaci (altro riferimento femminile cazzuto) come fosse un rosario; sputa quotidianamente sull’Europa ma mise dietro di sé la gigantografia di De Gasperi.

Queste e mille altre contraddizioni sono ancora più indicative di quelle citate di solito, dall’odio per l’Italia all’ultranazionalismo, l’euro che voleva solo al nord poi diventato peggio del nazismo, dal “comunismo padano” del Leoncavallo all’odio per i centri sociali o le giravolte sull’Europa cui finge di credere solo Annalisa Chirico che lo ha recentemente intervistato.

Perché le prime contraddizioni sono indicative del salvinismo come ideologia della verità immediatamente intuitiva, del dogma del “mai oltre un palmo dal naso”, della simpatia/odio istintivi che rifiutano di relazionarsi con la realtà: di un vuoto rabbioso e nichilista che vuole prescindere da qualsiasi consequenzialità logica.

Il salvinismo è questo: una spirale nichilista che porta alla morte del dibattito pubblico. E la parabola di Berlusconi che gli sta affianco (o meglio sotto) dimostra che le macerie morali si accompagnano sempre alle macerie culturali: dove c’è la morte delle idee la coerenza, i principi di fondo e il senso delle regole e della responsabilità personale faranno presto la stessa fine

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

1 comment

Franco Puglia 21/10/2019 at 18:00

Ciao Stefano,

Si, Salvini è quel che descrivi, ed esprime un momento di passaggio della nostra società, dopo il disfacimento della destra berlusconiana, la dissoluzione della sinistra storica e la crisi irreversibile dei pentastellati, perché la protesta senza idee che si fa governo non può avere futuro.
Il cambiamento, forse, ci sarà nel 2021, e partirà da Milano, unica città da cui può partire.
E’ partito quasi per caso, ma a decollo verticale.
Esplora in rete e vedrai : http://muovermi.it
Partito degli automobilisti ? No : il primo vero nuovo embrione di partito autenticamente liberale che sia emerso in Italia.
Ancor più che liberale, un movimento di uomini (e donne) LIBERI, che nel 2021 andranno alla conquista di Palazzo Marino, ma dovranno fare i conti proprio con Salvini, forte abbastanza da impedirci di fare il pieno di voti.
Ma Salvini è un camaleonte, come hai ben osservato, e quando capirà che il il movimento degli uomini liberi paga, si adeguerà in fretta.
In fondo chiede solo un poco di potere, niente di più …

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