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Ribellarsi al declino del nostro sistema sistema sanitario, dell’Emilia Romagna e delle politiche sociali”

Il Sistema Sanitario Nazionale è un patrimonio che deve essere preservato e potenziato.

Invece, da oltre un decennio si assiste ad una progressiva riduzione della spesa sanitaria, che ha colpito ogni aspetto del sistema, dalle liste di attesa, al personale, dai farmaci, all’assistenza.

Inoltre, il tema sanità è praticante scomparso dalle agende degli ultimi governi.

Per non rassegnarsi a questa situazione, insieme a personaggi di spicco della sanità, a Bologna, sabato 19 ottobre, si svolgerà l’incontro  “Ribellarsi al declino del nostro sistema SSN, dell’Emilia Romagna e delle politiche sociali”, in cui interverranno Flavia Bustreo, un’eccellenza italiana, che ha raggiunto i vertici della sanità mondiale essendo stata anche vicedirettrice generale WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità), Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, sempre attivo nella difesa del SSN e della ricerca scientifica, il presidente Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, che ci illustrerà come sta evolvendo la cronica mancanza di persona sanitario.

Occorre svolgere una riflessione sulla Sanità, rimandata troppo a lungo e ora resasi cruciale, soprattutto alla luce delle nuove emergenze. Occorre che gli operatori e ogni cittadino, insistano affinché il tema sanità ritorni ai primi posti dell’attività politica nazionale e regionale.

Nel dibattito, promosso dall’associazione “Via Italia”, si approfondiranno le specificità italiane, la nuova proposta di ridefinire le applicazioni dei super ticket, le nuovo formule organizzative, la carenza di personale, l’evoluzione tecnologica.

Analizzeremo anche alcuni temi globali come i legami tra salute e cambiamento climatico e il progressivo invecchiamento della popolazione. Questa discussione mira a offrire alcuni spunti di riflessione e accoglierne di nuovi.

Nel pomeriggio i ragazzi del Comitato Ventotene approfondiranno il tema della disparita di trattamento tra generazioni. La più grande perdita per il nostro paese è il numero sempre maggiore di ragazzi che lasciano il nostro paese; negli ultimi 10 anni, 250 mila sono giovani tra i 15 e i 34 anni che hanno lasciato il nostro paese. Si affronteranno i temi del lavoro, delle pensioni e delle politiche solidali per trovare e proporre equilibri tra generazioni.

Insieme al Comitato, interverranno l’ex Ministro Elsa Fornero, il Prof. Riccardo Puglisi e Fabio Scacciavillani, presidente di Main Capital, Giulia Pastorella (manager Global Strategy).

L’invito, esteso gli esperti del settore e al grande pubblico, è cogliere l’opportunità di partecipare a questo stimolante dibattito.

L’evento si terrà sabato 19 Ottobre alle ore 10:00 presso la sede del l’Università Johns Hopkins di Bologna, via B. Andreatta 3.

Per maggiori informazioni, si invita a consultare la pagina ufficiale Via Italia www.viaitalia.cloud

1 comment

Aldo Mariconda - Venezia 18/10/2019 at 19:21

Discorso sacrosanto. Vediamo tutti, specie invecchiando quando si ha più bisogno della sanità pubblica e sappiamo che, causa le lunghe liste d’attesa, molti rinunciano a curarsi non potendo permettersi di ricorrere direttamente al privato.
Ma anche qui ricadiamo in un argomento più generale. L’Italia non cresce da oltre 20 anni e, pur con qualche variante, si trova sempre alla scadenza del DEF o Legge Finanziaria che sia, con il problema della coperta corta. Per quadrare i conti, ha sofferto il sistema del welfare, non solo la sanità, il “social housing” gli asili; si sono fatti tagli a settori strategici come scuola e università. Ma le riforme costano in termini di consensi, non pagano alle elezioni più vicine.
Se solo l’Italia affrontasse i temi della riduzione e semplificazioine del corpus legislativo, anche fiscale, una riforma della burocrazia, vera e tale da renderla efficiente, e quella della giustizia, avremmo più ricchezza. Solo una giustizia che funzionasse assicurerebbe un +1% del PIL.
Insomma, l’Italia non è un Paese attraente per chi fa impresa e investe. Non abbiamo un Paese che valorizza l’efficienza, la produttività, il Merito, la Concorrenza e il Mercato. Vi sono eccessi di garantismo che purtroppo frenano l’economia. Banalmente anche l’affitto di un appartamento non lo si fa quasi più col 4 + 4, ossia con unj contratto normale, perché se l’inquilino non paga perché perde il lavoro, magario ha carichi familiari, il proprietario non lo manda più via e l’onere del social housing ricade sulle sue spalle. Così si frena la mobilità, e chi affitta sceglie il turismo o comunque la locazione breve.
Occorre sviluppo, anche per reinventare il welfare, prevedere dei paracaduti sociali, non continuare a proclamare i vecchi miti garantisti tipo Art. 1 della Costituzione. Affrontiamo anche la nuova società del cambiamento, dove il lavoro privato sarà sempre meno a tempo indeterminato, vi saranno sempre più esubeeri e carenze, e quindi occorrono professionalità sempre più forti e aggiornate, ma anche sistemi di garanzia per i perdenti, come nel caso delle delocalizzazioni.
Questo sistema ha ovviamente dei costi da coprire. Vivevo in Danimarca nei lontani anni ’70. Se uno veniva licenziato, non importa se un lavoratotrec manuale o un amministratore delegato, aveva il 90% dello stpendio assicurato, a condizione di sottoporsi ad una frequenza di re-training, bene organizzato (non come da noi troppo spesso inutile e sottoposto all’influenza delle amicizie politiche). Ora è limitato a 3 anni per evitare abusi. Il welfare scandinavo è proverbiale. In compenso, le tasse erano alte, non però sulle attività economiche.
Qui si parla sempre di dividere meglio le poche risorse disponibili. Aumentiamole invece!

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