Terza pagina

Bologna, il libro di Soresina sulla ‘ndrangheta in Emilia-Romagna

“Quando un’organizzazione mafiosa si fa sistema vuol dire che ha saputo costruire attorno alla cosca una rete di protezione estesa, un network di personaggi insospettabili: professionisti, servitori dello Stato infedeli, politici, imprenditori, cittadini omertosi. Ma significa anche che il metodo proposto dall’organizzazione ha trovato cittadinanza in alcuni settori dell’economia e del mercato”. E’ quanto scrive Giovanni Tizian, giornalista dell’Espresso da tempo sotto scorta perché minacciato di morte da boss calabresi, nella prefazione del libro “I mille giorni di Aemilia” sulla presenza della ‘ndrangheta in Emilia-Romagna. Autore del volume è Tiziano Soresina, giornalista che da oltre vent’anni segue le vicende di mafia – e della ‘ndrangheta in particolare – per la Gazzetta di Reggio.

Il libro sarà presentato giovedì 24 ottobre dalle ore 18 a Bologna, presso la libreria Zanichelli in piazza Galvani 1/h. Sarà presente anche Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale stampa italiana.

La pubblicazione offre innanzitutto il diario del più grande processo contro la ‘ndrangheta mai tenutosi al Nord Italia. Infatti, grazie al poderoso lavoro degli inquirenti, alle rivelazioni dei pentiti, al coraggio dimostrato da alcuni testimoni, narra come si siano evoluti trent’anni d’infiltrazione mafiosa nelle terre del Po. Un avanzare più o meno sottotraccia del clan Grande Aracri, affermatosi con il tempo come vero e proprio radicamento dal fatturato spaventoso a danno dell’economia che opera nella legalità. Un cancro che mangia anche il cuore del Nord, divenuto tutt’altro che una retrovia della ‘ndrangheta calabrese.

Sfogliando le oltre seicento pagine del volume, fuoriesce un quadro preciso di violenze, omicidi, droga, roghi dolosi, riti d’affiliazione, affari illeciti milionari, maxi frodi fiscali, riciclaggio. Ma anche il mondo del lavoro calpestato, pezzi di società che “dialogano” con la criminalità organizzata. Sotto i riflettori finisce una “zona grigia” rivelatasi per nulla impermeabile.

“I mille giorni di Aemilia” offrono anche il racconto di come si evolve, codice alla mano, un processo così complesso sul piano giuridico, con ricadute giurisprudenziali divenute di respiro nazionale. Insomma, uno strumento informativo per colmare ritardi, trascuratezza, scarsa conoscenza del radicamento ‘ndranghetistico in Emilia e non solo. In appendice una “bussola” fatta di centinaia di nomi di persone e luoghi citati nel testo, oltre ad una bibliografia ragionata.

Grande merito all’autore, uno di quei bravi giornalisti di provincia che, grazie all’esperienza professionale sul campo e all’enorme sforzo compiuto per documentare quanto è avvenuto nelle 195 udienze del maxiprocesso Aemilia tenutosi, in primo grado a Reggio Emilia, ci presenta un quadro d’insieme davvero preciso a approfondito.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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