Speaker's Corner

Quota 100 e nuovo concorso: le scuole immerse nei problemi di organico

Le domande per andare in pensione con “Quota 100” erano ben 184.890 al 30 settembre 2019, dati Inps. Le richieste dei dipendenti pubblici costituivano circa il 40 per cento del totale, esattamente 57.604 unità, con la scuola che ha un ruolo di primo piano. Secondo stime, almeno 40mila professori sono rimasti a casa con la ripresa dell’anno scolastico tra pensioni ordinarie e “Quota 100”. Poco meno della metà gli amministrativi. Una situazione che ovviamente ha riflessi sulla continuità – e quindi sulla qualità – didattica.

Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’assunzione di 24mila docenti precari attraverso un concorso straordinario abilitante. Prenderanno servizio nelle scuole secondarie statali di I e II grado per il prossimo anno scolastico, il 2020/2021. Il decreto-legge accoglie così l’accordo raggiunto nei giorni scorsi dal ministro Fioramonti con le organizzazioni sindacali.

Il concorso – che sarà bandito contestualmente a quello ordinario – sarà per titoli ed esami e sarà riservato a tutti gli insegnanti con una anzianità pregressa di servizio di almeno tre anni – anche sul sostegno – e di cui uno nella classe di concorso per la quale affrontano la selezione. Per l’idoneità, gli aspiranti docenti dovranno ottenere una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer based. I vincitori saranno ammessi a sostenere un anno di prova che sarà “rinforzato” con una formazione universitaria mirata per 24 crediti formativi universitari. L’anno si concluderà con un colloquio di verifica in cui bisognerà conseguire un punteggio minimo di 7/10. I vincitori del concorso dovranno rimanere almeno cinque anni nella sede di prima assegnazione per assicurare la continuità didattica.

I docenti risultati “idonei”, ma non collocati in posizione utile per la nomina in ruolo potranno comunque abilitarsi all’insegnamento nella classe di concorso per la quale hanno partecipato sostenendo una prova orale (sempre con un punteggio minimo di 7/10) e un anno di formazione per l’acquisizione di 24 crediti formativi universitari.

Il decreto-legge annuncia misure per i vincitori dei precedenti concorsi del 2016 e del 2018: potranno scegliere di essere assunti in ruolo in una regione diversa da quella della propria graduatoria.

Nel decreto anche un concorso riservato per gli assistenti amministrativi che per almeno 3 anni hanno svolto le funzioni di DSGA. I vincitori saranno immessi in ruolo in subordine a quelli del concorso ordinario in svolgimento.

Novità per i concorsi finalizzati al reclutamento dei dirigenti scolastici. In futuro saranno assunti con un concorso per titoli ed esami e non più con il corso-concorso previsto dall’attuale normativa. Il Consiglio dei ministri ha anche autorizzato l’assunzione a tempo determinato di 59 nuovi dirigenti tecnici (gli ispettori scolastici) per porre rimedio alla carenza di questi anni nelle more di un nuovo concorso per la selezione a tempo indeterminato, che sarà bandito quanto prima.

Il decreto-legge consente ai precari che abbiano maturato anzianità di servizio con assegni di ricerca di essere stabilizzati dai rispettivi enti, purché rispettino i requisiti di cui all’articolo 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017.

Insomma, a fronte dell’esodo in corso, conseguenza non solo dei pensionamenti “naturali” ma anche di quelli con “Quota 100”, con pesanti riflessi sull’Inps e sulle pensioni future, si aggiunge l’esigenza di stabilizzare gli immancabili precari della scuola italiana, con ulteriori costi a carico della collettività.

Intanto, dal momento che le nuove assunzioni non avverranno prima del settembre 2020, l’anno in corso si preannuncia complicatissimo per la scuola. Decine di migliaia di supplenti sono chiamati a mettere toppe nei buchi. A pagare questa situazione sono anche gli studenti, costretti a cambiare docente ad ogni inizio anno scolastico, a discapito della continuità didattica.

Il problema del precariato è ormai cronico. Lo scorso anno il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, aveva indicato a “quota 80 mila” la soglia massima di docenti precari nell’organico scolastico. Ma nell’anno scolastico 2018/19, le supplenze si sono attestate a circa 95 mila: e quest’anno potrebbero essere molte di più. Inoltre, a causa soprattutto di “Quota 100”, l’immissione dal prossimo anno dei 24mila vincitori di concorso (salvo ricorsi) risolverà solo in minima parte un buco che s’è ulteriormente allargato.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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