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Immigrazione as usual, la bozza di Malta non fermerà le Destre

Sulla immigrazione, business as usual. La bozza di Malta, condivisa durante il recente Vertice a La Valletta, sembra già mezzo archiviata, in attesa dell’incontro dei ministri dell’interno UE di questa settimana.

Nella sua intervista di ieri al Corriere della Sera, il ministro Lamorgese continua a chiedere di non lasciare sola l’Italia davanti ai flussi migratori, ma parlare di solidarietà in questa Europa debole e divisa sembra un mito. La bozza di Malta in fondo è stata condivisa solo da 6 Paesi su 28

Né si comprende l’insistenza dell’Italia sui ricollocamenti volontari dei migranti che, auspica Lamorgese, dovranno essere “automatici, veloci ed efficaci”.

Fino a ora le riallocazioni sono state esattamente il contrario, poche, lente e inefficaci. Figuriamoci riformare il Regolamento di Dublino.

In più adesso ci si mette anche il Sultano di Ankara che minaccia: “Se criticate la nostra operazione in Siria vi manderemo 3,6 milioni di migranti”, non bastassero i milioni di euro che il presidente Erdogan ha già ricevuto dall’Europa.

Il fatto è che senza politiche con una visione a 10, 20 anni della immigrazione, con i ricollocamenti e la solidarietà europea si rischia solo di fare un enorme favore alle destre.

Matteo Salvini gongola sugli sbarchi che sono aumentati del 100% a Settembre rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Spuntano migranti illegali a Crotone provenienti dalla Turchia (60 pakistani il 21 settembre), altri  sono sbarcati a Lampedusa e a Messina (400 persone il 14 il 24 Settembre) tratti in salvo dalla Ocean Viking.

Secondo i dati UNHCR nel 2017 erano entrate in Italia circa 120mila persone. Nel 2018 ne sono arrivate 23mila. Un calo dell’80% che Salvini rivendica come una clava elettorale.

Il presidente del consiglio Conte ha invocato un “nuovo umanesimo” ed è convinto che la questione migratoria “non deve più essere benzina per la propaganda antieuropea”.

Conte ha lanciato un messaggio chiaro alla Unione Europea: non siamo più quelli che hanno rotto gli equilibri consolidati, schierandosi con Polonia e Ungheria.

L’Italia è di nuovo con francesi e tedeschi. I quali però ci aiutano solo a parole. E poi ci sono i morti, le vittime del mare.

Il 7 ottobre non è chiaro quante persone siano affogate e disperse quando un barcone si è rovesciato durante le operazioni di trasbordo sulle motovedette italiane.

Nessuno dei migranti aveva il salvagente  quando è cascato in acqua.

Eppure, sempre secondo l’UNHCR, nel 2018 il numero dei migranti morti in mare cercando di raggiungere le coste italiane si è dimezzato rispetto all’anno precedente, passando da quasi 3mila a milletrecento morti.

Sbarchi, vittime, scafisti, Ong, asilo, rimpatri. Se si vuole trovare una alternativa politica alle destre, oggi in Italia occorrono soluzioni concrete sulla immigrazione e bisogna ragionare sul futuro.

Anche perché gli italiani prima o poi torneranno a votare e Salvini non aspetta altro.

Cominciamo col dire che il leader della Lega gioca con i numeri quando parla di “invasione”.

In Italia non c’è nessuna invasione. Se prendiamo le serie storiche, ci accorgiamo che il grosso dei migranti e degli stranieri in Italia sono arrivati nei primi anni Duemila.

Negli ultimi anni i flussi sono progressivamente calati, guerra in Libia permettendo.

Secondo elemento, per trovare una alternativa sulle politiche migratorie occorre riacquistare autorevolezza in Europa.

Se l’Italia continuerà con le manovre in deficit e a debito, resterà il sorvegliato speciale di sempre.

Terzo, smettiamola con questa partita a Facebook tra i fan della accoglienza e i truci dei porti chiusi!

Perche invece di giocare a quanti like prendo sui social non si affronta, seriamente, la questione della integrazione degli stranieri invece di parlare e sempre e solo della accoglienza di qualche migliaio di migranti?

Quarto, è necessario che la Ue immagini un grande piano di cooperazione per l’Africa. Non come con Erdogan, non pagando qualcuno in modo che non faccia partire i migranti, bensì investendo sulle economie dei Paesi di provenienza dei migranti economici.

Quinto. Finché non capiremo che per “stabilizzare” le aree di crisi e gestire i flussi dei profughi e richiedenti asilo va usata anche la forza militare, continueremo a illuderci che il “piano umanitario europeo” di Conte e Lamorgese sarà sufficiente.

Vuol dire occuparsi della Libia, non solo dei “fratelli curdi” nella Siria settentrionale di cui si parla da qualche giorno.

Roberto Santoro

Giornalista, ha scritto per la rivista Storie, il giornale online l'Occidentale, Fondazione Magna Carta, il Tempo, il Centro Studi Pens. Web Editor al Dipartimento Riforme Costituzionali durante il governo Letta, oggi segue la comunicazione digitale di Stefano Parisi. Ha pubblicato, tra gli altri, Natale che palle!, La vita privata dei fumetti, Googlecrazia, Italia Gratis, Trump Presidente.

1 comment

Luca Celati 14/10/2019 at 10:59

Sono complessivamente d’accordo con il tono dell’articolo, con una importante precisazione: anche chi, come Minniti (peraltro un ottimo Ministro dell’Interno), si vantava di aver ridotto gli sbarchi, c’è riuscito solo grazie ad accordi con i ras libici – e, se ce n’era bisogno, pure la trasmissione di Crozza di venerdi scorso lo ha sbandierato in TV a tutti. I media schierati sorvolano convenientemente sull’argomento ma non stiamo a prenderci in giro, le partenze sono state ridotte in cambio di vile denaro, punto. L’entità dei mazzettoni scuciti per sancire, o meglio “ungere”, questi accordi, non è chiara ma non stiamo certo parlando di pochi spiccioli. Mi si potrà obiettare che quelle mazzette sono inferiori a quanto costerebbe gestire quei nuovi migranti, potrebbe essere vero o no, non so. Rimane un mistero per me come sperare che simili “astute” manovre rafforzino il fronte anti-Salvini.

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