Speaker's Corner

Da Giacomo Leopardi a Cesare Cremonini il passo è breve

La “terza pagina” dei quotidiani, per quasi un secolo, è stata sinonimo di cultura. Ne è stato l’ideatore un giornalista di razza, l’emiliano Alberto Bergamini scomparso ultranovantenne negli anni Sessanta. Nel 1901, quando dirigeva il prestigioso “Giornale d’Italia”, decise di omaggiare Eleonora Duse, in prima nazionale con la tragedia “Francesca da Rimini” di Gabriele D’Annunzio, con un’intera pagina di giornale. Appunto, la terza. Che da allora ha tenuto a battesimo schiere di quell’intelligenza che, in gran parte, sembra svanita con quella legittimazione tipografica.

Oggi la vecchia e rigida “gerarchizzazione” delle notizie appartiene alla storia del giornalismo italiano. Le testate tradizionali sono in crisi e forse, lo vogliamo credere, anche la morte della terza pagina ha contribuito al loro declino. In realtà sappiamo che è il web ad avere un bel po’ di responsabilità. E le versioni on-line dei quotidiani tradizionali, con una “gerarchizzazione” delle notizie quasi del tutto scomparsa, offrono anche casuali e un po’ avvilenti accostamenti nell’area che dovrebbe essere culturale.

Sull’edizione digitale della Repubblica c’imbattiamo in un corroborante servizio sui 700 siti visitabili nel weekend del 12 e 13 ottobre grazie al Fai, il Fondo ambiente italiano. Tra questi ha il giusto rilievo un luogo per eccellenza, antitesi dei sempre crescenti “non luoghi”, perché capace di proiettarci letteralmente nell’Infinito: il celebre Colle di Recanati. Il Fai ha ottenuto la concessione per il recupero e l’apertura al pubblico del Centro studi leopardiani, della biblioteca composta da 12mila volumi, dell’hortus conclusus dell’ex monastero di Santo Stefano proprio accanto al palazzo paterno, con la siepe “che il guardo esclude”. Benché alcuni elementi descritti dal poeta marchigiano non siano più esistenti, ci resta l’opportunità del “naufragar dolce in questo mare”.

Proprio accanto a questa “oasi” per gli occhi e per lo spirito, una notizia che lascia sgomenti, più che altro perché trova tanto spazio nel quotidiano un tempo diretto da Eugenio Scalfari: il cantante Cesare Cremonini posta la foto con la fidanzata e le fans disperate minacciano di buttare i biglietti per il concerto. Si legge nel servizio: “Cesare Cremonini ufficializza la relazione con Martina Maggiore. Non un vero e proprio segreto, ma le apparizioni dei due insieme erano rarissime, e soprattutto sui social. Fra i commenti su Instagram c’è chi si sente in lutto e chi, a questo punto, minaccia pure di vendere il biglietto per il concerto di Imola o di San Siro”. Il finale è da “sturbo”: “Tranquillo Cesare, non fanno sul serio…”.

Novella 2000? Eva Tremila? No, Repubblica duemilaediciannove.

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