Economia & Finanza

La lotta all’evasione giallorossa: daje a chi paga le tasse e ‘incentivi’ per evaderle

Se qualcuno si era illuso che i buoni propositi di lotta alla evasione fiscale fossero supportati da idee più evolute sul come contrastare, con le tecnologie e le informazioni, il fenomeno, può facilmente ricredersi.

Tutta la fantasia dei nuovi governanti sembra essersi imbucata sul contrastare l’evasione riducendo l’uso del contante per i pagamenti. Ma nell’acquisto dei servizi rivolti alle persone, abitazioni comprese, anche limitazioni drastiche nell’uso del contante non sono efficaci per lo scopo.

Le famiglie hanno seri problemi di sostenibilità per l’acquisto delle prestazioni di cura e di manutenzione ai prezzi ufficiali del mercato. Mentre, non a caso, in tutti i grandi Paesi funziona il contrasto di interessi, e cioè la possibilità di detrarre le spese per la cura delle persone e delle manutenzioni a vario titolo.

Sistema che funziona con altrettanta efficacia in Italia per le spese per la ristrutturazioni edilizia e per quelle sanitarie (per una equivalenza di circa 380 mila lavoratori in regola per le ristrutturazioni edilizie).

Cosa molto diversa dal ridicolo bonus-malus che si stava (o si sta) pensando per gli aumenti dell’Iva restituendo un misero 2% a chi paga con carte di credito, che a malapena compensa i costi bancari. E che sono facilmente aggirabili dagli sconti offerti dal fornitore. 

Il paragone con il Portogallo, che viene evocato dai nostri governanti, è fuori luogo. La detrazione fiscale offerta da quelle parti è pari o superiore all’importo dell’IVA.

Ecco dunque il colpo di genio pensato dai nostri governanti giallorossi. Prendendo atto che in questi comparti dei servizi alla persona c’ è molto lavoro nero, pensano di trasformare le famiglie in imprese e imporre loro di fare da sostituto di imposta per le trattenute fiscali per le badanti, pagando le stesse con moneta elettronica in assenza del quale diventa impossibile detrarre fiscalmente la spesa sostenuta (tra l’ altro solo per la parte dei contributi previdenziali. In pratica con un beneficio pari al 5% del costo sostenuto).

A queste famiglie, che già faticano a sostenere il costo della badante, converrà tenere le lavoratrici in nero, ampliando un fenomeno che già coinvolge, in tutto o in parte, almeno il 50% della occupazione coinvolta.

1 comment

Aldo Mariconda - Venezia 04/10/2019 at 09:04

Non credo proprio che un piccolo incentivo ad usare bancomat o carta di credito possa ridurre molto il “nero”. Non da economista ma con una lunga esperienza di venditore di software per la contabilità delle aziende e anche fiscale per gli studi dei commercialisti, io direi che va fatta una segmentazioine del fenomeno evasione, Influiscono tra l’altro: la dimensione aziendale, il settore operativo e la tipologia di fornitotre e di cliente, e anche il fattore greografico.
Quanto alla geografia, vediamo tutti e i dati apparsi sui media confermano come al Nord lo scontrino è (quasi) la regola anche nei piccoli negozi, con eccezione a volte per i clienti abituali più “amici”. Più si va al Sud, meno scontrini si vedono.
Poi influisce la tipologia della fornitura: si vende una caldaia, un condizionatore, comunque un oggetto fornito da una casa che necessariamente fattura, ovviamente lo si scarica con un’altra fattura; sui servizi il gioco è assai più flessibile, e qui giocano anche le detrazioni fiscali. Esempio: se si restaura un immobile, è probabile o normale che tutto sia regolare fino al raggiungimento del massimale detraibile. Se si va oltre, la piccola impresa e il cliente sono incentivati ad concordare uno sconto e fare del nero. E qui i politici pare non se ne frrendono conto quando abbassano il tetto di certer detrazioni.
Influisce poi sia il senso dello Stato, ma anche il fatto che la microimpresa spesso è troppo gravata dal fisco e dalle incombenze amministrative tanto che se non fa un po’ di nero non sopravvive.
Quanto alla lotta all’evasione, non dimentichiamo che l’Italia è al 90% almeno fatta da PMI e P. Iva piccole. Quando lavoravo in Danimarca negli anni ’70 si parlava anche lì di evasione, stimata intorno al 7-8% quando alcuni per l’Italia stimavano addirittura un 28%. Anche in Scandinavia, pur con un diverso senso dello Stato, il piccolo a volte evade.
Non sono esperto in materia di lotta all’evasione. Ma vedo dei buchi nel sistema. Nella mia aziendina una volta mi è piombata la G.d.F. quando mi stavano scaricando una cinquantina di PC destinati ad un’azienda di un grande gruppo industriale italiano. Figuriamoci se uno compra poniamo da HP e vende al segmento proferssional senza fattura! Poi se vado nella ricca Treviso o all’Ortlet di Noventa di Piave, vedo una miriade di auto di lusso che, se leggo i dati delle denunzie dei redditi, mi fanno pensare a evidenti incoerenze

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