Speaker's Corner

Torno subito

Negli anni Settanta, nelle scuole più “calde”, al posto del crocifisso nelle pareti delle aule era diffuso il disegno di una croce con una scritta: “Torno subito”. In fondo, ciò che poteva sembrare blasfemo, e nelle intenzioni degli autori lo era, indicava in realtà una sorta di “interruzione del servizio” del Principale, in linea ad esempio con il celebre motivo gucciniano “Dio è morto”, oggi cantato persino nelle chiese. Perché “se Dio muore è per tre giorni e poi risorge”.

Togliere un crocifisso da un’aula, per chi riconosce il valore del laicismo in una scuola, è “sacrosanto”. Per quanto proprio questo termine dimostri come gli etimi, i simboli, le radici, specie quelli ultramillenari, siano spesso inestirpabili. Quindi quel pezzo di legno, che per la maggior parte degli studenti è un insensato elemento di arredo, per acquisire senso e valore è bene che stia in un luogo sacro. Cioè che sia contestualizzato a dovere.

Sconcerta, però, che il titolare di ciò che resta dell’Istruzione, il grillino Fioramonti, dia avvio all’ennesima crociata non solo contro un simbolo religioso qual è – e resta – un crocifisso, riconoscendogli di fatto anche un valore culturale, ma persino contro un simbolo laico per eccellenza, cioè la foto di un austero Mattarella, che il ministro vorrebbe rimuovere dalle scuole, ad onor del vero più dalle presidenze che dalle classi. E’ ancora più sconfortante che il ministro pentacrociato, una sorta di imperatore Alessio I Comneno dei nostri giorni, firmi le ennesime battaglie ideologiche dopo quella contro gli snack, accomunando i piaceri della crapula con quelli dello spirito.

Oltre a fornire un assist fenomenale non solo al leader padano dal rosario facile, ma anche all’immancabile dotta asserzione di Maria Stella Gelmini sulla “laicità conseguenza delle radici cristiane” (più eleganti le parole dell’esponente di turno di Fratelli d’Italia rivolte agli stranieri infastiditi dalla croce a cui “nessuno chiede di rimanere qui”), il numero uno dell’Istruzione italiana ignora che la Corte europea dei diritti dell’uomo, “strabenedetta” in questo caso, nel 2011 ha messo fine a decenni di polemiche con una sentenza definitiva, sancendo che il crocifisso può restare affisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane. Ovviamente se la gente lo vuole. Casomai anche disegnandolo, vuoto, con l’efficace dicitura “Torno subito”. Visti i tempi.


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