Economia & Finanza

Osservatorio di Global Strategy: individuate 722 aziende italiane d’eccellenza

Sono 722 le piccole e medie imprese italiane individuate, come ogni anno, dall’Osservatorio PMI di Global Strategy, la società di consulenza strategica e finanziaria che da dieci anni monitora la spina dorsale dell’eccellenza imprenditoriale italiana. Il metodo di selezione, come evidenzia l’azienda, si basa sull’analisi di un database contenente informazioni anagrafiche e bilanci degli ultimi cinque anni di oltre 60mila aziende di capitali con un fatturato superiore ai cinque milioni di euro. Di queste sono circa 10.800 le imprese che costituiscono l’universo di riferimento delle Mid Cap (aziende di media capitalizzazione), con un fatturato compreso tra i 20 e i 250 milioni di euro nel manifatturiero e nei servizi e tra i 20 e i 500 nei settori del commercio. 

Si tratta, pertanto, di un’affidabile fotografia della realtà italiana che prevede l’integrazione dei dati di bilancio con informazioni qualitative, scaturite da questionari e interviste a proprietà e management, volti proprio a identificare le chiavi del successo. 

Alcuni numeri generali chiariscono la carta d’identità delle aziende giudicate eccellenti, in grado di soddisfare tutti gli stakeholder coinvolti: il 72 per cento degli utili dopo le imposte sono stati reinvestiti nel patrimonio netto, con 2,4 miliardi a ridurre l’indebitamento finanziario complessivo e 3,2 reinvestiti in azienda a sostegno della crescita, con un incremento di 30mila posti di lavoro nell’arco del quinquennio. Risultati eccezionali, ottenuti grazie alla capacità di saper coniugare la crescita dimensionale (il valore della produzione è aumentato in cinque anni del 68 per cento) con una marcata efficienza operativa (l’indice Return on Sales % è praticamente raddoppiato passando dal 6,3 del 2013 al 12,2 per cento del 2017), rendendo possibile nel periodo considerato un incremento del patrimonio netto dell’85 per cento. 

Anche in queste 722 storie di successo si confermano i quattro i pilastri dell’eccellenza: gli investimenti (il 90 per cento li ha aumentati negli ultimi tre anni); l’internazionalizzazione (l’export di queste aziende è superiore al 40 per cento del fatturato); l’innovazione (mediamente il 5 per cento del fatturato annuo viene reinvestito in ricerca e sviluppo); ma, soprattutto, le operazioni straordinarie (il 42 per cento delle imprese selezionate ha effettuato acquisizioni o joint venture negli ultimi tre anni – nelle passate edizioni questa percentuale era circa del 34 per cento – e ben il 57 per cento si dice disposto ad aprire la compagine sociale per obiettivi di espansione commerciale). 

Relativamente alla distribuzione geografica appare netta e prevedibile la maggiore concentrazione di piccole e medie aziende di successo nel nord Italia: 37,1 per cento nel nord ovest, 34,9 per cento nel nord-est, 16,9 per cento nel centro e 11,1 per cento nel sud e nelle isole. La Lombardia guida la classifica delle regioni con 210 aziende su 722 (il 29 per cento), davanti all’Emilia Romagna con 115 aziende (il 16 per cento, ma 26 eccellenze in più rispetto alla passata edizione), protagonista quest’anno di un vero e proprio salto che le ha permesso di scavalcare il Veneto, che scivola così al terzo posto con 96 aziende. Altro dato importante da segnalare riguarda la crescita media del valore della produzione nei cinque anni, che a livello nazionale registra un tasso medio annuo (Cagr%) del 13,8 per cento e che, a sorpresa, nel sud e nelle isole (17,6 per cento), così come nel centro (16,8 per cento) è maggiore che nel resto della Penisola (nord ovest 12,8 e nord est 12,6 per cento). 

Riguardo ai settori, s’impone il comparto manifatturiero (71 per cento contro il 56 per cento nell’universo dimensionale di riferimento); le aziende del commercio sono il 18 per cento (vs 26) e l’11 per cento (vs 18) le aziende di servizi. All’interno del manifatturiero, primo posto per la meccanica (14 per cento), secondo per alimentari e bevande (11), al terzo la metallurgia (9), al quarto, a pari merito, il chimico-farmaceutico e le aziende del sistema moda (5). 

“Rimane confermato il profilo delle eccellenze italiane: specializzate in nicchie di mercato, guidate da imprenditori operativamente molto coinvolti, e sempre orientati all’innovazione di prodotto e servizio – spiega Antonella Negri-Clementi, presidente di Global Strategy. “Quest’anno emerge più forte l’inclinazione a effettuare operazioni straordinarie, non solo per migliorare il posizionamento competitivo a livello internazionale, ma anche per la sentita necessità di una crescita a livello locale. Inoltre, la maggiore attenzione alla buona governance e all’assetto del consiglio di amministrazione è correlata ad una maggior propensione all’apertura del capitale. Mi sembra però ancora limitata la valorizzazione dei contributi di terzi indipendenti nelle scelte dei board familiari”

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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