Politica interna

Quando l’ingarbuglio serve per “fare chiarezza”

Tra i tanti paradossi dell’attuale fase politica, tra matrimoni incestuosi e stravaganti nostalgie verso sistemi elettorali e alchimie da prima repubblica, spiccano solenni affermazioni che potrebbero fare pendant con le stagionate “convergenze parallele”. In sostanza, più la situazione è ingarbugliata e più il politico di turno ci spiega, rassicurante, che la circostanza “è utile per fare chiarezza”. 

Ad esempio: se un movimento che per anni ha rifiutato qualsiasi apparentamento con partiti accusati di essere covi di malfattori, imprecando in particolare contro i postcomunisti (Di Battista lo fa ancora adesso), per salvarsi le poltrone va a nozze con il nemico, ecco che le dichiarazioni di circostanza plaudono la semplificazione di un ritrovato bipolarismo. Si onora il Movimento Cinque Stelle per l’opera pia: aver restituito linfa all’immancabile partito di governo abile nell’uscire dalla porta e rientrare dalla finestra. Ma, in nome della vera democrazia, si glorificano anche i dem, meritevoli per aver accolto “finalmente” nella “casa del popolo” della sinistra dalle porte e dalle braccia spalancate quei monellacci del pentastellati. Chi sta di qua e chi di là, insomma. Più chiaro di così. 

E se il più scaltro leader del Pd, corregionale di Machiavelli, decide di abbandonare gli ex compagni (anche perché “Bandiera rossa” non sarà mai il suo canto), accendendo ridde di appassionate ipotesi sul suo futuro tra carichi di socialisti e donzelle ex berlusconiane, ecco che l’analista di turno celebra “la ritrovata chiarezza”. Sarà ora più facile capire che i giaguari smacchiati e i dentifrici rimessi nel tubetto sono di “sinistra scissa a sinistra”, coloro che pensano che i cacciabombardieri F35 siano elicotteri o vorrebbero imporre una tassa sulle merendine per alzare gli stipendi degli insegnanti finiscono nel governo “rossogiallo” e chi ha visto nel Cern di Ginevra un ottimo esempio di unione europea vira al centro. Certo, sempre meglio del tunnel tra il Cern e il Gran Sasso, che per ora è un copy di Forza Italia. Italia viva. 

A ben vedere, però, la chiarezza non porta bene. Dopo la bufera politica provocata solo nel nostro Paese dalle ultime elezioni europee, sia durante la campagna elettorale sia dopo, uno spazientito premier Conte Uno a fine maggio, con il capello leggermente spettinato, avvertì gli eterni litiganti che il governo del cambiamento avrebbe dovuto completare buona parte del suo programma.

“Ho elaborato un’agenda fitta di misure e provvedimenti da attuare che ci impegnerà per il resto della legislatura – pontificò il professore di Volturara Appula. Chiudendo il sermone con l’immancabile richiamo alla “chiarezza di intenti”. Sappiamo com’è andata a finire.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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