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Gli sviluppi recenti del Salvini-gate

In breve, un nuovo e importante sviluppo sul caso delle relazioni tra la Lega italiana e la Russia.

Sono stati identificati i negoziatori russi presenti al tavolo sul quale gli emissari della Lega, capeggiati da Gianluca Savoini, trattavano lo spostamento della collocazione internazionale dell’Italia in cambio di forniture di petrolio che, se avvenute, avrebbero garantito una consistente partecipazione economica al partito dell’ormai ex Ministro dell’interno italiano Matteo Salvini.

L’accertamento dell’identità degli interlocutori russi dice molto. Non è una nuova rivelazione, ma è frutto di un certosino lavoro d’indagine svolto dai giornalisti dei siti d’inchiesta BuzzFeed, Bellincat e The Insider, che hanno identificato con strumenti scientifici le voci dei protagonisti e incrociato altre informazioni. Due dei tre nominativi sono stati resi pubblici: si tratterebbe di Andrej Jur’evič Charčenko e Il’ja Andreevič Jakunin. Sono uomini vicini al filosofo e politologo Aleksandr Dugin, anima del progetto Eurasia, del quale ho parlato ripetutamente in precedenti interventi sul mio blog; hanno nel contempo legami con noti personaggi del sistema di potere russo.

La conoscenza dei nominativi conferma tre cose, già chiare, ma per le quali sinora mancava una prova regina:

1) Non sappiamo se la vendita di petrolio che avrebbe dovuto fruttare una cresta alla Lega in cambio dell’assoggettamento dell’Italia all’influenza di Mosca sia avvenuta o no, ma i nomi dei protagonisti da parte russa dicono che la trattativa, anche se non andata in porto, era giunta ad altissimi livelli di potere, appena fuori dalla porta dello studio di Vladimir Putin.

2) Aleksander Dugin, oltre al suo ruolo di ispiratore culturale della politica estera russa, sembra essere ben al corrente anche delle negoziazioni per sostenere i partiti occidentali funzionali alla realizzazione delle sue strategie politiche. Viene citato negli audio delle conversazioni al Metropol come persona informata. I soggetti coinvolti hanno con lui stretti rapporti.

3) La cerchia di persone che si occupa di queste relazioni è molto ristretta: che si parli degli incontri al Metropol, di inchieste sul reclutamento di miliziani filorussi per l’Ucraina o dell’organizzazione di appuntamenti politico-propagandistici, i nomi coinvolti sono sempre gli stessi e corrispondono a persone legate fra loro da relazioni operative e personali.

Forse un giorno farò il conto esatto, ma se si leggono le inchieste sui rapporti tra partiti italiani filorussi (Lega e Movimento 5 stelle) e funzionari di Mosca, si compone una cerchia di forse dodici, quindici persone, non di più. Sono loro che decidono non solo delle relazioni fra i loro partiti e Mosca, ma anche del posizionamento internazionale dell’Italia, oscurando persino il ruolo del Ministero degli esteri.

Non è certo che l’uscita della Lega dal governo italiano modifichi a fondo questo quadro. Resta al governo il Movimento 5 stelle, i cui legami con la Russia sono ben noti, anche se hanno forme diverse da quelli del partito di Salvini. Il fatto che il Movimento 5 stelle esprima ora il nuovo Ministro degli esteri, la cui nomina lascia perplessi per molti motivi, non fa attendere particolari mutamenti di rotta. L’altro partito ora in coalizione, il Partito democratico, ha una posizione più europeista e atlantista, ma tale orientamento non sembra condiviso da tutto il partito. Non sono mancate, anche di recente, situazioni in cui il PD ha preso posizioni filorusse piuttosto sorprendenti. L’attrazione verso la Russia non si ferma alle frontiere dei partiti.

Sul fronte Italia-Russia, d’altra parte, alcune voci segnalano la prossima fondazione nella Penisola di un nuovo partito politico, capeggiato da un giovane filosofo noto agli italiani come commentatore politico televisivo, ma in realtà legato proprio ad Aleksandr Dugin e facente parte della stessa cerchia di individui. Vi sono anche foto che ritraggono lui, Dugin e Savoini insieme, in diverse occasioni. 

Le notizie sono ancora scarse, ma, se ciò avverrà, l’Italia sarà non solo il primo Paese europeo a essere stato governato da una maggioranza dichiaratamente filorussa, ma anche il primo a ospitare una formazione politica apertamente ispirata dall’ideologo del Cremlino, che la guiderà di fatto da dietro le spalle del proprio discepolo italiano. Gli sviluppi delle prossime settimane diranno di più. 

Luca Lovisolo – www.LucaLovisolo.ch 

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