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Alimentazione e dna, una mostra a Padova

Una mostra-laboratorio che, attraverso un percorso interattivo fatto di giochi, quiz, video e indovinelli, rende possibile esplorare la relazione tra il cibo e il nostro patrimonio genetico. Si chiama “Io vivo sano, alimentazione e dna” l’esposizione aperta nel museo di storia della medicina a Padova, frutto di un progetto ideato dalla Fondazione Umberto Veronesi.

La mostra rappresenta un ottimo esempio di divulgazione scientifico-medica di alto livello, svolgendo una volta una funzione formativa ed educativa di ampio respiro. Il percorso si articola in tre momenti: il primo dedicato ai pilastri della sana alimentazione, al metabolismo, al fabbisogno alimentare, ai macro e micronutrienti; il secondo incentrato sul cibo e sul dna, sulla nutrigenomica e sulla nutrigenetica; il terzo dedicato ai cibi utili e dannosi per il nostro organismo, alla nutraceutica, alle calorie, all’attività fisica, al bilancio energetico.

“La mostra nasce con tre obiettivi: far capire che l’alimentazione deve diventare una scelta consapevole per migliorare il nostro stile di vita, ricordare l’importanza della prevenzione a tutte l’età e informare dell’evoluzione della nutrigenomica, sottolineando che possiamo modificare il dna attraverso il cibo – sottolinea la biologa Elena Dogliotti, supervisore scientifico dell’iniziativa per conto della Fondazione Umberto Veronesi.

La mostra, come evidenziano i curatori, mira soprattutto a spiegare le difficili parole della scienza ai ragazzi. E lo fa in modo semplice e puntuale, con esempi che utili e stimoli per accendere nuovi interessi.

Ad esempio, si può apprendere che le molecole dei cibi modificano la superficie del dna come un post-it che evidenzia le pagine di un libro, influenzando quali geni dovranno accendersi e quali no. Ci si potrà imbattere nella nutrigenomica, che studia questi meccanismi, mentre la nutrigenetica studia il modo in cui ognuno di noi, che ha un dna diverso dagli altri, reagisce alle molecole presenti nei cibi. Ad esempio, l’enzima lattasi digerisce il lattosio (lo zucchero del latte) trasformandolo in glucosio e galattosio, permettendo al glucosio di arrivare al sangue. In una parte degli esseri umani, il gene per la lattasi è in una versione che si “spegne” dopo i primi anni di vita. Chi ha questa variazione genetica fa fatica a digerire il lattosio, che nell’intestino fermenta causando vari disturbi.

Focus anche sulla nutraceutica, impegnata a studiare le molecole presenti naturalmente nei cibi che hanno un’azione benefica sul nostro organismo. Ad esempio, il beta-carotene contenuto nella carota serve per la produzione di vitamina A che fa bene a pelle, occhi, ossa e sistema immunitario; il licopene presente nel pomodoro aiuta a proteggere la prostata dal rischio di tumori; la quercetina che si trova nella mela, nella lattuga e nel cioccolato fondente 72% aiuta a proteggere il cuore e i vasi sanguigni; il sulforafano combatte l’Helicobacter pylori, un batterio dello stomaco che può causare gastriti, ulcere e tumori.

Oltre a fornire queste preziose informazioni, la mostra mira a far conoscere l’epigenetica, cioè la disciplina che studia i cambiamenti nell’attività dei geni dovuti a fattori ambientali tra cui gli stili di vita.

Il percorso espositivo, nel dettaglio, ha inizio in un mercato “futuristico”, dove i ragazzi fanno la spesa e riempiono il loro cestino con gli ingredienti del pranzo ideale. Ricevono uno scontrino con informazioni sul bilanciamento dei nutrienti e altre curiosità sugli alimenti scelti. Guidati da un divulgatore scientifico, scoprono come le molecole presenti nei cibi influenzano il nostro dna e quali alimenti della loro spesa sono migliori per l’organismo.

Le visite guidate dal divulgatore scientifico vengono realizzate durante la settimana a beneficio delle scolaresche. Nel fine settimana si prevede la fruizione libera da parte del pubblico. L’attività della spesa, solitamente guidata e facilitata dal divulgatore, sarà quindi disponibile in formato on-line attraverso l’utilizzo di monitor dedicati.

Per ulteriori informazioni: www.musme.it.

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