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Brexit: La Pantomima di Boris

L’armata di squinternati Brexiter che ancora danno credito a Boris Johnson sono convinti che la minaccia di una no-deal Brexit possa far cambiare la posizione dei negoziatori europei e dischiudere prospettive radiose per il Disunited Kingdom che aspira a diventare la Singapore del Mar del Nord.

Si tratta di un’allucinazione da delirium tremens in un paese famoso nelle barzellette per un fulminante titolo in prima pagina “Nebbia sulla Manica, Continente Isolato”.

I negoziatori della Ue sono aperti a ragionevoli soluzioni come lo sono sempre stati. Di certo non si e’ mai manifestata alcuna voglia di esacerbare il contrasto (contrariamente a quanto vorrebbe far credere la propaganda falsa dei Leavers). Anzi le istituzioni della Ue hanno mostrato la pazienza di Giobbe di fronte alle continue provocazioni di una masnada sempre più asinina.

Le autorità europee essenzialmente sono fermamente intenzionate ad evitare che altri membri da operetta utilizzino le concessioni estorte da Londra per strappare condizioni favorevoli per i loro interessi nazionali e quindi dare la stura ad un’Europa à la carte per la goduria di Orban e i suoi epigoni. Pertanto è cruciale che le regole rimangano ferree per tutti. Inoltre anche se la Ue dovesse rinunciare al backstop sull’Irlanda, un nuovo accordo avrebbe altissime probabilità di essere rigettato dagli oltranzisti della fazione “Spartan” nel Partito Conservatore, decisi a rigettare per principio qualsiasi accordo con la Ue. Infine, un nuovo accordo deve passare al vaglio del Parlamento Europeo e deve essere implementato attraverso nuove leggi nel Regno Unito che richiedono l’approvazione di Westminster. Cosa che non può avvenire entro il 31 ottobre. Quindi Boris Johnson mente sapendo di mentire quando afferma che le sue tattiche hanno lo scopo di rafforzare la posizione negoziale dell’Uk di fronte alla Commissione Europea. E’ solo la pantomima di un opportunista che per perseguire una mediocre ambizione personale ha aizzato e si è messo alla testa di una mandria fanatica dalla quale verrà presto travolto ignominiosamente.

In sostanza Boris Johnson ha di fronte due alternative:

  • 1- una no-deal Brexit che assesterà un colpo micidiale all’economia del Regno Unito, e lo renderà una barzelletta che fa il paio con Salvini quanto ad autolesionismo. 
  • 2- Un cedimento sulla fatidica data del 31 ottobre che lo esporrà all’odio di tutti i pollastri che gli avevano creduto.

Insomma una volta la Rivoluzione mangiava i suoi figli come Saturno. La presunta rivoluzione sovranista si limita ad espellerli in modo meno cruento: con una scoreggia dal fetido odore.

Brexit, Boris Johnson, UK, tory, no deal

2 comments

Marco Zunino 10/09/2019 at 12:02

A proposito, ma tutti quelli che anni fa sul FQ gibulavano per il risultato del referendum (e addirittura erano arrivati ad accusare l’EU di aver ucciso Jo Cox perché voleva un martire, all’indecenza somarista non c’è limite) e blateravano di “euroinomani“ che fine hanno fatto? Tifano ancora “no deal“ come l’allegra brigata calimera tifava per Varoufakis?

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Marco Zunino 10/09/2019 at 12:38

Comunque, nonostante tutto, Johnson potrebbe ancora riuscire a trionfare alle prossime elezioni.

https://www.theguardian.com/politics/2019/sep/10/boris-johnson-still-ahead-in-the-polls-but-by-how-much

Sembrerebbe che tory siano avanti di 9 punti. Io non sono tanto convinto. Tutte le elezioni suppletive recenti sono andate male per i tory. (In effetti sono state tutte vinte dai LibDem, compresa l’ultima in cui hanno dovuto difendere un loro seggio dallo SNP.) Inoltre i sondaggi non tengono conto di una possibile alleanza fra LibDem, Green, e Plaid, già vista in alcune elezioni suppletive. Certo, se i Tory si alleassero col BP le cose cambierebbero.

Comunque leggevo in un altro articolo che della popolarità di Johnson fra gli elettori è dovuta alle promesse di spesa. In realtà molte di queste spese saranno necessarie per coprire i costi della brexit. Altre mi sa che rimarranno lettera morta. Ma finché Johnson trova allocchi disposti a credere alle bufale come quella dei 350 milioni di sterline alla settimana per li sistema sanitario che aveva scritto sugli autobus londinesi può sempre sperare. Naturalmente dopo il Regno Unito attraverserebbe una situazione economica poco invidiabile, ma a lui che gli frega?

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