Speaker's Corner

Come il libero mercato difende la libertà di pensiero

La vicenda di Oscar Giannino cacciato da Radio 24 sembra avere un lieto fine: Radio Capital ha annunciato che “i conti della belva” passerà sulle proprie frequenze. L’odissea che il noto giornalista ha dovuto affrontare ci lascia ben intendere quale sia la natura ideologica di Confindustria e dell’imprenditoria italiana che questa rappresenta. 

Già Carlo Rosselli ai tempi del fascismo aveva sostenuto che la borghesia del nostro paese aveva poco dello spirito di quella anglosassone, che aveva lottato per limitare il ruolo del sovrano e dello Stato, per ampliare le libertà individuali: l’imprenditoria italiana era più avvezza a sostenere il potente di turno, cercando di ingraziarselo per ottenerne favori. Confindustria, silurando Giannino dalla propria Radio, ci ha dimostrato che non molto è cambiato: questa corporazione moderna era ben disposta a sbarazzarsi di un giornalista liberale di grande spessore pur di ottenere qualche simpatia dall’ormai defunto governo gialloverde.

Comunque, anche se Giannino ha perso il suo programma a causa della borghesia illiberale nostrana, è riuscito a riottenerlo grazie alla poca concorrenza che c’è in Italia. Certo, qualche militante della sinistra radicale o della destra sovranista potrà replicare che è facile essere salvati da imprese private se sei amico del capitale, di Soros e dei rettiliani, tuttavia anche l’ex pci Santoro fu salvato dall’emittente privata La7 quando fu vittima dell’editto bulgaro berlusconiano. 

Fa riflettere come anche lo stesso direttore di Radio Capital sia stato allontanato dalla televisione di Stato in quanto inviso ai renziani. Certo, sarà anche per empatia che Massimo Giannini si è offerto a Oscar Giannino per far proseguire il suo programma di approfondimento economico, ma sicuramente il motivo principale è sostanzialmente economico: “i conti della belva”, dopotutto, ha un pubblico ben disposto a spostarsi sulle frequenze di Radio Capital per ascoltarlo. Ed è così che l’egoismo che guida il mercato, salvaguarda la libertà di opinione.

Come sosteneva Milton Friedman, quando negli Stati Uniti il Senatore McCarthy e l’FBI costruirono le inchieste per escludere dal mondo cinematografico chiunque fosse anche solo sospettato di simpatie comuniste, fu l’egoismo dei produttori che li portò a decidere di continuare a lavorare con molti degli sceneggiatori nella lista nera, proprio perché a loro non interessava se lo sceneggiatore con cui lavoravano fosse comunista o meno, quanto piuttosto avere le migliori sceneggiature: un capolavoro come Vacanze Romane esiste solo grazie a loro. 

Per questo la concorrenza è la migliore amica della libertà di pensiero: un imprenditore solitamente non è interessato all’opinione politica dei propri dipendenti, purché questi diano un contributo positivo all’impresa.  

Certo è che l’opinione dei tuoi dipendenti diventa importante se i benefici che ti aspetti per la tua impresa derivano dai favori dello Stato. 

È comunque grazie alla concorrenza che Oscar Giannino continuerà a parlare e che noi continueremo ad ascoltarlo.

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