Politica interna

Governo con poco Nord? Semmai c’è una “questione Centro”

Dodici a nove. Vengono smentiti dai numeri i tanti che hanno presagito, chi con fare un po’ discriminatorio, chi con divinazioni di una smisurata opposizione nordista, un eccessivo peso di natali nel Mezzogiorno per i primi componenti del neonato governo Conte Bis. La dozzina di esponenti provenienti da Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia è controbilanciata dalle sette presenze con dna ubicato oltre la linea del Po, più due emiliane sull’asse Piacenza-Ferrara.

E’ questo il quadro geografico – e anche un po’ morfologico e culturale – del Conte Bis, che vede comunque Campania e Sicilia quali regioni di nascita rispettivamente di quattro (Enzo Amendola, Sergio Costa, Luigi Di Maio e Vincenzo Spadafora) e tre esponenti (Alfondo Bonafede, Nunzia Catalfo e Giuseppe Provenzano). Completa la pattuglia dei meridionali i due pugliesi (Teresa Bellanova e Francesco Boccia), che diventano tre includendo anche il premier Giuseppe Conte, e ben due lucani (Luciana Lamorgese e Roberto Speranza), che è una prima volta assoluta nella storia della repubblica proprio nell’anno di Matera capitale della cultura, benché i due concittadini di Emilio Colombo siano entrambi di Potenza.

Carente, semmai, è il centro, che vede solo i romani Lorenzo Fioramonti (origini ciociare) e Roberto Gualtieri. Insomma, la “questione del centro” dalla politica passa anche alla geografia. Fuori i gigli toscani, ma anche gli umbri prossimi al delicato voto e i marchigiani, che alle ultime elezioni hanno bocciato Minniti.

Gli esponenti settentrionali, i più alla prima esperienza, sono Fabiana Dadone e Paola Pisano (Piemonte), Elena Bonetti e Lorenzo Guerini (Lombardia), Federico D’Incà e Riccardo Fraccaro (Veneto), Stefano Patuanelli (Friuli). Completano il quadro gli emiliani Paola De Micheli e Dario Franceschini.

Nei ludi governativi, anche una mappa delle nascite può alimentare polemiche.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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