Speaker's Corner

Jovanotti rivela la “cialtroneria” del mondo ambientalista

“Non mi sarei mai aspettato, nonostante non sia un ingenuo rispetto a questo genere di cose, che il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, cialtroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo, narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al ‘fact checking’ di molte testate. Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato della scarico della fogna di Nuova Delhi”.

Non le manda certo a dire Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, 53 anni il prossimo 27 settembre, esordi da look paninaro e disimpegno totale con brani come “È qui la festa?” o “Gimme Five”, fino a diventare uno dei punti di riferimento dell’impegno radicalchic in infradito tra L’Avana e Capalbio. Il poetico e cerebrale artista, in sostanza, ha scritto sul proprio profilo Facebook di averne le tasche piene – meglio l’accessorio di abbigliamento rispetto ad elementi anatomici – proprio di coloro che dovrebbero avere a cuore l’ambiente. Non risparmiando frecciate per associazioni tipo Enpa o Legambiente.

Indi, se le esternazioni partono dal guru di “Una tribù che balla” e di “Oh vita!”, autore delle colonne sonore dei film nientemeno che del Muccino, quello del liceo classico Mamiani di Roma, il peso non può essere certo irrilevante.

Il cantautore toscoromano consacratosi al rap, che per la tournée estiva di quest’anno (“Jova Beach Party”) ha avuto l’ardire di imboccare la via ecologista dei bagnasciuga italiani, non poteva certo immaginare in che ginepraio s’andasse ad infilare. Dalle coste romagnole a quelle calabresi è stato un susseguirsi di pubbliche accuse da parte di schiere di ornitologi e ambientalisti, che forse non aspettavano altro per un po’ di notorietà: dal disturbo della nidificazione degli uccelli (per questo motivo da Ladispoli la tappa è stata spostata a Marina di Cerveteri, alimentando guerre di campanile) fino all’impatto sulla flora, ad esempio sulla “Primula Palinuri Petagna”, che come tutti sanno è autoctona delle coste lucane e calabresi. Il top è stato il disturbo del fenicottero rosa, che ha determinato sdegno certamente maggiore nell’opinione pubblica rispetto a quello per il governo giallorosso.

Lo stesso Lorenzo da Cortona nel suo scritto è andato nel dettaglio: “Hanno detto che abbiamo abbattuto alberi, strerminato colonie di uccelli, spianato dune incontaminate, costruito eliporti (eliporti!!!!!), disorientato fenicotteri, prosciugato stagni, gettato napalm sulle piantagioni di canna da zucchero del sud-est asiatico, trivellato il mare, assoldato mercenari, mostrato ascelle a gente che non gradisce certe sconcerie (soprattutto non gradisce la ascelle), sudato troppo, goduto troppo, ballato troppo, cantato troppo, disturbando sia Don Camillo che Peppone” si lamenta l’artista con la pazienza finita ormai sottozero.

E ancora: “Un delirio nei social, una miriade di cazzate sparate a vanvera da chiunque, una corsa al like facile da parte di sigle e siglette che hanno approfittato ogni giorno della visibilità offerta da un nome popolare e da un grande evento per cavalcare l’onda, mettersi in mostra, inventare palle, produrre prove false che nessuno mai verificherà”.

Insomma, a poco sono serviti gli annunci mediatici, le conferenze stampa congiunte con il Wwf, i tantissimi servizi televisivi su quest’originale tour con la bandiera del rispetto della natura, della plastic-free tanto di moda, della sensibilizzazione sui rifiuti. Persino Reinhold Messner ha trovato il tempo per polemizzare, salvo poi far pace con il cantautore.

In fondo Jovanotti ha scoperto l’acqua calda. L’ecologismo “all’italiana” – che pure ha avuto in Benedetto Croce uno dei precursori – in molti casi è ormai ridotto a macchietta, incompetenza e business. Talvolta la sua visibilità è assicurata solo da un certo dinamismo di centri studi e uffici comunicazione interni, abili ad inondare le redazioni di numeri, tutti da controllare. Ciò spiega perché in Italia manchi un partito ecologista, a differenza dei grandi Paesi del Nord Europa. Nonostante sia proprio il nostro Paese tra i primi ad averne bisogno, viste le gravissime emergenze ambientali spesso collegate agli affari della criminalità organizzata.

Come dar torto a Jovanotti quando scrive che “l’ecologia è una scienza, se si trasforma in terreno di scontro di tifoserie è un danno per tutti, non si tratta di giocare a discutere se la terra è piatta o se l’aglio scaccia i vampiri ma di scienza, comportamenti, tecnologia, obiettivi a breve e lungo termine, politiche locali, nazionali e internazionali, studio, ricerca, ispirazione, competenza, risorse, investimenti, impegno, analisi seria dello stato delle cose, senza panico e con voglia di collaborare”. Insomma, competenze serie e merito.  


Jovanotti, ambientalismo, jova beach tour

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

1 comment

Dario Greggio 03/09/2019 at 23:31

Non avrei mai detto che jovanotti smettesse di essere un ipocrita perbenista!! bene, dunque 😉 😀

Reply

Leave a Comment