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L’Illusione della Realtà Bandersnatch

Siamo la generazione post-TV, la generazione Bandersnatch, quella che concepisce lo sviluppo degli eventi con un “lasciamoli provare” come se tutto fosse un videogioco: provi una strada e se sbagli torni al salvataggio precedente.

Negli ultimi anni sono saliti ai massimi livelli di potere personaggi inediti: da Trump a Salvini, figli di pulsioni di cambiamento analoghe a quelle che stanno dietro la Brexit.

Non avevamo il migliore dei mondi possibili e volevamo un cambiamento. Il “cattivismo” ha sostituito un rispetto delle regole democratiche e dei diritti umani visti da molti come di sola facciata (buonismo, appunto). L’effetto sul piano globale è che le pulsioni autoritarie (= gli stronzi) hanno meno timore, se non uno stimolo, nel manifestarsi.

Ad Hong Kong prosegue da diverse settimane, ormai, una repressione del dissenso che non si vedeva dai tempi di Tienanmen. Nessuna delle cinque manifestazioni è stata autorizzata dalle autorità. Intanto l’India ha deciso di passare all’azione militare in Kashmir, in parte anche in conseguenza di un’ingerenza diplomatica di Trump.

In tutto questo gli USA hanno rescisso unilateralmente gli accordi di non proliferazione nucleare (INF) siglati da Reagan con la Russia nel 1987. Si parla di “nemici” in continuazione, ammiccando a risposte violente alle loro “aggressioni”.

Mentre il leader della Nord Corea testa missili e respinge il dialogo con la Corea del Sud, ma faccia pure (poi magari qualcuno mi spiega perché Kim sia un “chairman” e Donald un “president”), ci preoccupiamo di stuzzicare l’Iran passando dagli accordi alle sanzioni.

In attesa di scoprire se davvero avremo una no-deal Brexit, alcuni effetti negativi di uno strappo disordinato stanno colpendo l’economia inglese e allungano cupe ombre sul futuro. Il governatore della Bank of England Mark Carney, ha reiterato in un’intervista alla Bbc i timori di fronte allo scenario di una no-deal Brexit.

Si parla di muri, di nemici, di rendersi “pronti a colpire” rispolverando un linguaggio medievale, ma vi siete mai chiesti come mai i borghi medievali sono tutti così dannatamente scomodi? Arroccati su colline e promontori, chiusi dalle loro mura nelle possibilità di crescita? Dopo secoli (non a caso definiti “bui”) ci siamo finalmente arresi all’evidenza che la condivisione, la cooperazione ed il libero commercio generano maggior benessere per tutte le parti coinvolte. E per questo oggi viviamo in città comode e accessibili, piene di opportunità.

Diffidenza, cattivismo e bullismo internazionale ci stanno facendo costruire un “Gangsta paradise”. Ma come cita la stessa canzone di Coolio: “Tell me why are we, so blind to see / That the one’s we hurt, are you and me”.

Siamo ancora in tempo per prendere in mano il telecomando e ripristinare, nella nostra realtà-Bandersnatch, il corso degli eventi che forse andavano troppo lentamente, ma almeno verso l’allargamento dei diritti, mentre questo tipo di cambiamento ci sta spingendo ad una deriva. Bisogna farlo prima che i danni diventino permanenti (sarebbe meglio: prima di aggiungere altri danni permanenti) perché in realtà non è proprio così vero che si possa “ricaricare il file e rigiocare la partita” come in un videogame.

Trump, Brexit, Hong Kong, populismi

3 comments

Dario Greggio 21/08/2019 at 12:43

fatemi godere, umani di merda 😉

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Aldo Mariconda - Venezia 22/08/2019 at 10:40

Tutto vero. Forse va tenuto conto sia dell’evoluzione della comunicaziione e dei media da un lato, le diversità di cultura e di comprensione dell’elettorato. Prendiamo Trump, efficace comunicatore, come peraltro Salvini, mitragliatore di Tweet, e con un consenso molto alto nella c.d. fly-over area, ossia non nella Esat e West Coast ma nei territori di mezzo dove la perceziione del fenomeno immigrazione è più elevata della reale portata del fenomeno e dove l’autarchia e della America First sono più sentite.
L’evoluzione della comunicazione, come hanno evidenziato Sabino cassese e Alessandro Campi, si è accompagnata ad una evoluzione dell’opinione pubblica. Scriveva Campi su Il Messaggero del 19/4/2018 e del 23/4/2019; di una “trasformazione dell’opinione pubblica in EMOZIONE PUBBLICA, colonizzazione della sfera pubblica ad opera di quella privata, prevalenza dell’immediato sul passato, indistinzione tra il realr e l’artefatto, la narraziione o il falso, trasformazione del leader in un follower del suo pubblico, RIFIUTO DELLA COMPETENZA A FAVORE DI UNA CONCEZIOINE EGUALITARIA DEI RAPPORTI SOCIALI, ecc.”
E, aggiunge Cassese in un’intervista a Il Foglio dedl 6 agosto scorso, “la DIMENSIONE DIGITALE trasforma il modo di fare politica: le CAMPAGNE POLITICGE DIVENTANO FORME DI MARKETING con micro-targeting degli elettori e la politica diventa quantistica …”

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Claudio Tagini 30/08/2019 at 15:13

cio’ che ha scritto questo Sig. Campi e` verissimo, e palpabile: rappresenta i “millennials” (specialmente col loro “rifiuto della competenza a favore di una concezione egualitaria”)e la loro ideologia.
mi sembra si faccia un po’ di confusione sui voti di questa “fly-over zone”, perche` i voti da li provenienti non basterebbero… forse si potrebbe allargare la mente, ed accettare il fatto che sia nella East Coast che nella West Coast (o “left coast”), la differenza tra i voti non sarebbe cosi appariscente, se si eliminassero i voti facilitati…
Trump non e` diventato presidente solo grazie alla “fly-over zone”: Pennsylvania, Florida..
persino in California Trump ha avuto un discreto successo, ottenendo il 38% , cioe` circa 15 milioni e passa di voti. La California e` “cresciuta” di circa 187000 persone solo nel 2018… e non sono tutti bambini nati da gente che gia` c’era da anni.

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