Speaker's Corner

L’Italia non s’è (ancora) desta

Insomma la destra italiana se l’e’ presa Salvini.  

Non c’è più spazio per il capitalismo di relazione (unico capitalismo forse possibile in Italia) di Forza Italia, mentre la Meloni e’ del tutto organica al progetto conservatore. 

La Lega di Salvini non è un blocco granitico: si regge sul potere e sul vento in poppa. Ci vedo però (magari mi illudo), qualche faglia importante.  

Il tema dell’autonomia in primis; prima o poi i veneti dovranno fare i conti con se stessi: è più importante avere un governo amico, seppure il più nazional conservatore degli ultimi 50 anni, oppure si deve guardare alla realtà e passare all’opposizione? 

Ma pure il tema economico non è secondario: il nord est e’ un motore pienamente inserito nelle catene del valore europee, con la Germania capofila. Un treno, quello europeo, che va verso la modernità e necessita di competenze ed investimenti.  L’Italia salviniana, invece, ha ormai scelto il modello corporativista statalista che si tiene solo con una economia sudamericana, fondata sulla moneta svalutata e sul nero. 

È chiaro che i produttori sovvenzionati (pubblici e non), Ferrovie in testa, chi vive di economia interna, in primis le banche e i costruttori, sono a bordo.  Ma le 1,950 multinazionali tascabili che fanno il 46% dell’export, per il 68% in Europa? Cosa ne pensano? Meno tasse, più debiti, più inflazione e più svalutazione è nel loro interesse? Forse si e forse no. Vedremo. 

Certo il 50% dei votanti e il 30% dell’elettorato sono numeri importanti, ma sono sufficienti per imporre la svolta politica e culturale radicale che si intravede nel disegno di questa nuova destra peronista? 

Fuori dal modello di società liberale, fuori dal capitalismo della globalizzazione, una piccola Russia (più ricca ma senza i missili nucleari e le commodity), in una Europa che commercia e non decide nulla?  Secondo me basta e avanza; in politica i voti si pesano e il prossimo governo monocolore (Salvini/Meloni), darà la spallata finale, avendo le élites burocratiche e i grandi prenditori sovvenzionati di stato dalla loro parte. 

Ma il nord dovrà scegliere: alzare la testa o saltare nel vuoto. Molto dipenderà dalle alternative: finché questa sarà marcata PD non ci sarà partita. Il PD vive solo in piccole enclave elettorali e sui mezzi di comunicazione. Nella realtà politica e culturale italiana svolge il ruolo del capro espiatorio di Pennac: sta lì per dare sfogo alla rabbia, così stiamo tutti meglio.

Peccato che per venti e più anni l’Italia è stata in mano a Berlusconi, che doveva fare la rivoluzione liberale. Invece, con la Lega e il socialista Tremonti, nessuna rivoluzione e nessun segno di liberismo. Diffidate dei liberali che non si preoccupano dei conti in equilibrio. 

Quindi, basta con questa narrazione consolatoria dei liberali incompresi: il biglietto vincente della lotteria se lo sono bruciato, sacrificando sull’altare del conflitto d’interessi. Se ti vendi l’anima, poi la paghi.  Così come si vendono l’anima i liberali/libertari per Salvini: si pensano conservatori immaginando la Thatcher e si ritrovano con Putin ed Orban. Ad inneggiare ad un capitalismo che non è, con lo stato che comanda e la competizione al ribasso. 

Mi fanno tristezza soprattutto le menti più acute che si affannano a mettere in buona vista la loro mercanzia di retorica, nella speranza che qualcuno se la compri. 

Quindi non c’è speranza? No. Non c’è proprio alcuna speranza. Ci vuole un progetto concreto, altro che speranza! I liberali devono superare la loro presunzione di superiorità, perché hanno fallito pure loro e oggi devono imbarcarsi insieme ad altri, più o meno diversi.  

Le proposte NOVUS sono lì: il partito federalista, il federalismo che unisce e i programmi per vincere. Non è tempo di distinguo: chi non è con allora e’ contro.  

Costruire il soggetto politico; raccogliere soldi ed alleanze. Basta con la politica dei social e chi non ha tempo, chi deve badare ai propri affari, stia zitto e ci metta i soldi. 

Salvini, Meloni, NOVUS, PD, Berlusconi, liberali, liberisti, Russia

3 comments

Aldo Mariconda - Venezia 18/08/2019 at 17:29

Sono d’accordo ma m’interesserebbe molto conoscere le citate PROPOSTE NOVUS che non trovo da nessuna parte.

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Francesco Metrangolo 18/08/2019 at 18:26

NOVUS è un movimento da poco pubblico, anche se studia soluzioni ai problemi italiani da tempo.
La pagina pubblica del movimento è: Novus – Federalismi per l’Italia.
Li son già presenti le proposte sulla riforma federalista dello stato e sul partito federalista, e le proposte di intervento in economia sulle quali vogliamo aggregare tutte le forze sane del paese.
A seguire pubblicheremo il resto.
Troverete anche i video completo dell’evento sul Federalismo organizzato in maggio.
Seguiteci.

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Francesco Metrangolo 18/08/2019 at 20:37

Le proposte NOVUS si trovano sullz pagina pubblica Facebook: Novus – Federalismi per L’Italia.

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