Speaker's Corner

Pesaro: Quella ‘strana sensazione’ di conflitto d’interesse (che vale milioni)

Strane coincidenze si presentano a Pesaro, frutto solo del caso?

Da molti anni si parla di realizzare un nuovo ospedale nell’area nord delle Marche di circa 612 posti letto, che sostituisca quelli attualmente esistenti a Fano e Pesaro.

La costruzione era prevista in zona intermedia tra le due città, anche per favore l’entroterra della provincia, per un costo complessivo di 120 milioni.

Poi, cinque anni fa iniziano ‘curiose’ coincidenze.

Un’azienda di Pesaro, Renco Spa, finanzia la candidatura a Presidente della Regione Ceriscoli (PD), che è stato sindaco della stessa città, lo stesso che ha rilasciato alla stessa azienda i permessi di costruzioni della nuova sede.

Appena eletto al governo della Regione, Ceriscoli si tiene la delega alla sanità, e inizia una serie di iter che hanno come effetto quello di stabilire la costruzione proprio nella città di Pesaro.

Non è tutto. Nelle Marche attualmente sono stati avviati lavori per tre nuovi nosocomi, tutti affidati tramite normali bandi di gara, ma per quello di Pesaro il Presidente della Regione opta per il finanziamento di progetto (Project Financing).

E’ bene che il lettore sappia che l’uso del Project Financing in Italia è sempre stato solo un affare per i privati. In sostanza questa procedura prevede che aziende private realizzino l’ospedale partecipando ai costi, che poi recupereranno con la sua gestione. Però i contratti, con la complicità e superficialità della politica, sono stati sempre a favore del privato, come nel caso dell’ospedale di Mestre, voluto in Project Financing dall’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan (sì, quello coinvolto anche nello scandalo Mose e che si trova ora agli arresti domiciliari).

Ancora oggi, l’ULSS3 veneta paga un canone di circa 71,5 milioni/anno. Il contratto è di 23 anni, il che significa che l’azienda costruttrice percepirà 1.780 milioni per un ospedale che è costato circa 260 milioni: ecco l’affare.

Così nelle Marche arrivano alcune proposte di progetto ma il governatore della Regione sceglie, non è dato sapere con quali criteri, il progetto della Renco Spa, che decide anche il prezzo: 260 milioni, il doppio di quello che costa in realtà.

Ma perché ora l’ospedale costa il doppio di quanto previsto? Forse perché circa il 50% dell’opera sarà finanziata dalla regione? Ossia fin da subito la ditta proponente non spenderà un solo euro per la costruzione, che con questa scelta è tutta a carico dei contribuenti? 

Le ‘coincidenze’ non finiscono qui; ne citiamo alcune

L’azienda pesarese non è sola ma affiancata da altre che formano un’associazione d’imprese che oltre a Renco al 49%, vede partecipare Siram del 34,8%, Papalini al 7,3% e Linea Sterile all’8.9%. Tutte aventi attività con la sanità Regionale, e tutte con incrementi di fatturato da quando si è stabilita l’Amministrazione Ceriscoli. Sicuramente merito delle loro capacità, ma strano che una di queste aziende, Papalini Spa, costruirà la nuova sede proprio in un’area dove già si parla di realizzare una clinica privata. Vero, gli imprenditori devono essere lungimiranti e anticipare il futuro, e i soggetti in questione riescono a farlo sempre nel modo migliore.

In una prima ipotesi, quando il Project Financing fu proposto da Inso di Firenze, era previsto un contributo regionale di soli 20 milioni, ora invece che la proposta è giunta dalla ditta di Pesaro, il finanziamento è lievitato a 120 milioni.

A Pesaro il nuovo sindaco, Ricci (PD), cui Renco, Papalini e altri, ha pagato parte della campagna elettore corre a stendere tappeti rossi, e varia la destinazione d’uso dell’area dedicata al nuovo ospedale concedendo la realizzazione fino a 50m di altezza. Ma perché proprio 50m? Forse perché in futuro sarà comodo (per i costruttori) prevedere anche alberghi a fianco dell’ospedale?

Sempre a Pesaro una settimana fa, la vecchia sede di Renco, che si trova in un pregiato palazzo nel lungomare della città, cambia destinazione d’uso in appartamenti. Strano, non era mai accaduto che a un’intera palazzina destinata a terziario in quell’area, fosse concessa un cambio cosi importante.

Una gara pubblica, se cosi si può definire, prevedere che alla base del capitolato ci sia proprio il progetto di Renco e che quest’ultima abbia anche il diritto di prelazione.

Il contratto per l’ospedale Marche nord, prevede un importo di base di 24 milioni/anno per 25 anni per complessivi 600 milioni (tre volte il costo della struttura), cui si aggiungeranno anche i contratti di affitto per vitto, cucine, vestiario personale, gestione parcheggi e relativo personale addetto, gestione e manutenzione fabbricato, fornitura e gestione gas ed energia, gestione laboratorio analisi,  che si stima valgano 700 milioni, ossia in totale 1.300 milioni; certamente un ottimo affare per le imprese.

Ma la risposta regina del governatore della Regione è che non ci sono soldi pubblici per realizzare l’opera. Però i numeri dimostrano che ne sono e tanti per darli ai privati. 

Occorre fare anche un’altra considerazione: 

OCSE e altri Istituti, hanno calcolato che lo spreco di denaro in sanità, è compreso tra il 17% e il 22% dell’investimento. Nelle Marche questo si traduce in quasi 400 milioni di sprechi l’anno che equivalgono a costruire due nuovi ospedali all’anno. 

Quindi i soldi per fare una gara pubblica ci sarebbero eccome, ma evidentemente è più facile e, in termini di voti più redditizio spendere soldi piuttosto che affrontare la lotta agli sprechi.

Certo che nelle Marche e in particolare a Pesaro, di coincidenze che ne sono davvero tante.

Pesaro,Marche, ospedale, Ceriscoli, PD

1 comment

lucio anneo 17/08/2019 at 13:54

Veritas filia temporis.

Reply

Leave a Comment