Economia & Finanza

La sindrome del “regalo a Salvini”

Era dai tempi di Berlusconi (e per un breve periodo da quelli di Renzi) che l’Italia non si trovava spaccata sulla figura di un solo uomo, da amare o odiare, senza mezze misure.

Quante volte avete sentito dire la frase “altrimenti si fa un regalo a Salvini”? Praticamente pervade tutte le discussioni politiche, anche quelle relative a casi di mera cronaca. 

Sta accadendo anche nel dibattito odierno, scatenato dallo strappo di agosto attuato dal segretario della Lega. Basti osservare le spaccature che ha creato nelle altre principali forze politiche presenti in Parlamento, M5S e PD. 

Quest’ultime infatti brancolano nel buio, ma soprattutto si dividono al loro interno in fronti che vorrebbero continuare la legislatura e schieramenti che mirano al voto. Ed il leit motif è sempre uguale, a prescindere dallo schieramento. Chi auspica la prosecuzione della legislatura, lo motiva sostenendo che in caso di elezioni Salvini godrebbe di una grande maggioranza parlamentare, che al momento non ha. Dall’altro lato, chi spinge per il voto lo giustifica sostenendo che qualsiasi nuova formazione di Governo senza Salvini finirebbe per rafforzare ancor di più quest’ultimo, che alla prima occasione elettorale farebbe en plein. Ma questo avviene su tutti i dibattiti avvenuti durante il periodo di Governo gialloverde: se la Commissione avvia la procedura d’infrazione “per gli zerovirgola”, vince Salvini, che vince anche se non l’avvia; se si vota l’autorizzazione a procedere per il caso Diciotti vince Salvini che difende la Patria, se si vota contro pure. Gli esempi potrebbero essere molti altri, come noto.

Da ciò si capisce che già i suoi avversari – e un po’ tutti i media – presentano al Paese uno scenario di win-win per il Ministro dell’Interno. E naturalmente gli elettori non possono che adattarsi ad un tale scenario. Pur ammettendo una nazione spaccata in due, tra chi lo ama e chi lo odia, metà dei consensi gli sarà ampiamente sufficiente per governare.

È una sindrome che sta imprigionando tutti i suoi avversari, anche non politici, impegnati costantemente nel tentare di escogitare nuovi metodi – quasi tutti di palazzo – per fermarlo o arginarlo. Così facendo viene a mancare la proposta alternativa, in favore di un “tutti contro di lui” che al momento appare fiacco e spuntato.

Una voglia di proposta alternativa che sembra mancare sia all’interno del Parlamento sia fuori, in un momento di smarrimento dell’offerta politica italiana.

Poi è risaputo, l’elettorato è fluido e la luna di miele tra Salvini e gli italiani potrebbe anche finire. Ma di certo fino a che la sindrome condizionerà il dibattito, quel giorno potrebbe essere molto lontano.

Salvini, Berlusconi, Renzi, di Maio, governo gialloverde


1 comment

Luca Celati 15/08/2019 at 13:51

L’ossessione stessa verso Salvini è la migliore dimostrazione dell’assenza di idee di programma per il Paese di cui soffre la (nuova) maggioranza. A parte queste estenuanti discussioni di tattica elettorale, qualcuno ha sentito qualcosa su temi più “prosaici” tipo politica industriale e dell’innovazione, ricerca e sviluppo, fermare l’esodo in massa dei giovani cervelli, tanto per citarne solo alcuni ?

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