Politica interna

Il Movimento federalista europeo “duro” sulla vicenda di Sandro Gozi

“Con la grancassa contro la nomina di Sandro Gozi a consigliere per gli Affari europei del Primo ministro francese e la richiesta di Fratelli di Italia e di Luigi Di Maio di revocare a Gozi la cittadinanza italiana per questa ragione si è superato un ulteriore limite nel tentativo di smantellare lo stato di diritto in Italia e di distruggere il legame tra l’Italia e l’Unione europea. Del resto stato di diritto e Unione europea sono un binomio inscindibile, e se si è contro l’uno non si può non essere contro l’altra. Sandro Gozi, però, già sottosegretario con delega agli Affari europei nei governi Renzi e Gentiloni e oggi parlamentare europeo eletto nelle fila di Renaissance (il partito di Macron), accusato in maniera totalmente infondata di tradire il proprio paese, è stato chiamato dal governo francese ad occuparsi del processo di riforma dell’Unione europea, a partire dall’avvio della Conferenza sul futuro dell’Europa che la stessa Ursula von der Leyen ha promesso con la sua elezione, a partire già dall’inizio del 2020. Un ruolo prestigioso, a servizio dell’Europa, non di un singolo paese, ma di tutti i cittadini che hanno chiesto con il voto europeo più Europa, per essere protetti e per costruire un futuro migliore. Sarà una conferenza dove ognuno potrà dire la sua e confrontarsi e contarsi. Proprio quello che non vogliono i nostri, che urlano dai social e dai loro giornali e non vanno alle riunioni europee a discutere le riforme, per poi poter accusare i partner e l’Unione europea di non fare nulla”.

E’ quanto scrive in una nota il Movimento federalista europeo sulla vicenda di Sandro Gozi, che è anche presidente europeo dell’Unione dei federalisti europei (Uef) di cui l’organizzazione italiana è parte.

Gozi, diploma al liceo classico “Monti” di Cesena, laurea all’Università di Bologna, Diplôme d’études approfondies a Sciences a Parigi e master in politiche internazionali a Bruxelles, è stato docente di Istituzioni europee presso il Collegio europeo di Parma e il Collegio d’Europa di Bruges, quindi professore presso la Drew University di Madison nel New Jersey. Dopo aver vinto un concorso per la carriera diplomatica, ha lavorato per il ministero degli Affari esteri e per la Commissione europea, dal 2000 al 2004 è stato assistente politico del presidente della Commissione europea Romano Prodi, poi consigliere politico del successore José Barroso.

Nel 2006 è stato eletto deputato dell’Ulivo, confermato nel 2008 e nel 2013 con il Pd.

“Dal 1992, anno in cui è entrato in vigore il Trattato di Maastricht, i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea sono automaticamente anche cittadini europei – continua la nota. “Questo fatto, che si accompagna alla garanzia di libera circolazione nel territorio dell’Unione di persone e lavoro, oltre che merci e capitale, è uno dei tanti segni del fatto che gli Stati europei hanno imboccato una strada di unità profonda, che fa sì che gli interessi comuni siano il punto di riferimento prevalente, e che il cammino verso una sempre maggiore integrazione (come recitano i Trattati che abbiamo sottoscritto formalmente) costituisca il punto di riferimento della politica di ciascun paese. I cosiddetti sovranisti in salsa nazionale ovviamente questa cosa non la vogliono, e allora fingono anche di dimenticare che esista, e colgono ogni occasione per farci vergognare di averli nelle nostre istituzioni a rappresentare il popolo italiano, un grande popolo fondatore dell’Europa unita”.

Sandro Gozi, Luigi Di Maio, Fratelli di Italia, Macron, Unione Europea, Renaissance, Movimento Federalista Europeo

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

1 comment

francesco 01/08/2019 at 01:56

cos’è il sindacato

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