Corsivi corsari

Bandiere a Cinque Stelle, dall’onestà all’incoerenza

L’ultimo parto del “ghiribizzo” pentastellato, diffuso anche in video in stile “materassi in memory foam”, riguarda i consiglieri comunali e di municipio. La genialata si chiama “mandato zero” ed è tutta costruita sulla capacità di smentire sé stessi. In pratica si offre la possibilità agli amministratori locali in forza grillina di accumulare mandati, annullando anni di proclami a cinque stelle sul limite dei due. Come avviene il gioco di prestigio? Semplicemente smacchiando il primo mandato. Due più uno fa due, la matematica è una scienza imperfetta. Togliete quel pisano di Fibonacci dai libri di scuola.

Venghino, lorsignori, venghino, va in scena il trasformismo della “polvere di stelle”. Il movimento di Giggetto Di Maio è in difficoltà a livello locale? Oltre alla genialata del “mandato zero”, ecco anche il via libera all’apparentamento con le liste civiche. Ma non vi vantavate di procedere da soli, senza alleanze? “Possiamo avviarle su quei territori dove per anni abbiamo lavorato fianco a fianco con un’associazione, un comitato o con persone con cui abbiamo condiviso valori”. Una toppa, anche malmessa, e il gioco è fatto.

Se la bandiera dell’onestà è stata sventolata per anni dal M5S per raccogliere messi di voti, è oggi il vessillo dell’incoerenza che rischia di far ammainare la “gloriosa” insegna lampeggiante di Paola Taverna & colleghi. Il pasticcio sulla Tav è solo l’ultimo tassello di un ampio mosaico che include anche la Tap, l’Ilva, i vaccini, gli F35, l’antieuropeismo. Recita un proverbio arabo: “Onesto è chi cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è chi cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.


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