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È davvero in salute il nostro sistema sanitario nazionale?

Per anni i vari Ministri della Salute che si sono succeduti sulla poltrona della sede di via Lungotevere, hanno decantato le lodi del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), evitando così di affrontare seriamente i veri problemi che affliggono la sanità. Se si continua a valutare il sistema attraverso classificazioni obsolete, e basate su criteri metodologici poco significativi, continueremo ad avere un’errata percezione sul nostro SSN. Un’ottima ricerca è stata svolta dal Dott. Cartabelotta della Fondazione GIMBE, ci aiuta a far luce sullo stato del nostro SSN. 

Vediamone alcune: 

La classifica OMS (WHO): Italia al 2° posto. Questa classifica è stata pubblicata nel 2000 e fa riferimento ai dati raccolti del 1997, ossia di ben 22 anni fa!. L’OMS non ha più aggiornato questa classifica dal 2000, sia per la metodologia applicata, aspramente criticata all’epoca, sia per la sua superficialità nell’assegnazione dei punteggi. Ha poco senso quindi riferirsi ancora questa classificazione. 

Bloomberg 2018: Italia al 4° posto. Questo metodo pretende di mettere in luce l’efficienza, ma pone in correlazione l’aspettativa di vita con la % del PIL destinato alla Sanità. A parità di aspettativa, se si sottraggono soldi al sistema sanitario, si sale nella classifica. In altre parole, meno soldi ci sono per il SSN più ci si avvicina alla vetta. Va ricordato, che l’elevata aspettativa di vita nel nostro Paese, è dovuta soprattutto a motivazioni non sanitarie quali genetica, ambiente, clima, contesto sociale ed economico, e che solo il 10% dipende dalla qualità del sistema sanitario. Vero che in Italia si ha un’alta aspettativa di vita, ma non siamo i soli. Infatti, come dimostra la tabella sottostante, l’aspettativa di vita è alta anche in quei paesi che non hanno né un sistema sanitario all’avanguardia né completamente pubblico. Ciò dimostra ancora una volta che l’influenza di un buon sistema sanitario sull’aspettativa di vita, non incide cosi tanto come molti politici ci vogliono far credere. 

Aspettativa di vita alla nascita [in anni]   (fonte: WHO, World Health Statistics 2015)  Italia                 83  Canada            82 Francia            82 Grecia             81 Giappone         84 Irlanda             82 Israele             82 Libano             80 Lussemburgo  82 Portogallo         81 Korea   82 Singapore       83 Slovenia            80 Spagna             83 USA                  79  

Commonwealth Fund Il SSN non è mai stato preso in considerazione, perché ha una spesa sanitaria pro-capite troppo bassa.   

OCSE (OECD) Prende in considerazione i 35 paesi UE. Non genera una classifica globale, ma effettua un benchmark per ciascuno dei 76 indicatori raggruppati in 9 categorie. Forse è quella più rappresentativa della realtà, ed è proprio la classificazione che si avvicina di più alla percezione degli italiani. Di seguito sono riportati alcuni indicatori, con la valutazione della posizione Italiana: 

Aspettativa di vita alla nascita (anni)                                  4 Mortalità per tumore (tasso standardizzato per età ogni 100.000 abitanti)              26 Basso peso alla nascita (% sui nati vivi nel 2015)                            29 Ricoveri per diabete negli adulti (tasso standardizzato per età e genere ogni 100.000 ab.)        1 Bambini di 1 anno vaccinati contro il morbillo (%)                                     44% Investimenti fissi lordi in sanità (% del PIL)                                25 Medici occupati (ogni 1.000 abitanti)                                    11 Rapporto infermieri/medici      35 Tasso di occupazione dei posti letto per acuti (%)                            8 Disponibilità di apparecchiature per TAC (ogni 1.000.000 di abitanti)                11 Posti letto (ogni 1.000 abitanti)             25 Incidenza dei farmaci equivalenti sul mercato farmaceutico totale:                    26 Aspettativa di vita a 65 anni (anni)          6  

Il paravento illusorio delle classifiche OMS o Bloomberg ha consentito ai vari ministri e alti dirigenti di nascondere per decenni la loro incapacità nell’affrontare seriamente i problemi cronici del SSN, che costano caro a ogni italiano, sia in termini economici sia di qualità di servizio. Costi che paga anche il personale sanitario serio e preparato che, nonostante tutto, mantiene alta la qualità del servizio.

Le ‘malattie’ croniche del nostro Sistema Sanitario, quali burocrazia, gestione delle liste di attesa, sprechi, disorganizzazione, inadeguato coordinamento dell’assistenza, acquisti a costi eccessivi, frodi, sotto utilizzo di strumentazione, sovra utilizzo di test, farmaci, mancanza di merito nell’avanzamento di carriera, sono state sistematicamente spostate dai tavoli dei ministri della Salute che, per incapacità, mancanza di coraggio se non addirittura malafede, hanno preferito svolgere il loro sguardo altrove.  

Se si continuerà a basarsi su ipotesi e informazioni errate per affrontare i temi della sanità, anche il percorso per uscire dai suoi problemi continuerà a essere quello sbagliato.

Grillo, sistema sanitario, salute, sistema sanitario nazionale

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