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Immaginario industriale: il viaggio di Giuseppe Lupo

Ha preso il via domenica 14 luglio un “Viaggio nell’immaginario industriale” promosso settimanalmente dal Sole 24 Ore sulle sue pagine, affidato al professor Giuseppe Lupo, che Insegna letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e tra i massimi studiosi della letteratura industriale. Il quotidiano confindustriale offre un’opportunità davvero interessante per riscoprire i luoghi simbolo dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta, fornendoci l’occasione per interrogarci su quel periodo florido per la nostra capacità imprenditoriale e per un impietoso confronto con i tempi odierni. 

Dall’acciaio all’autogrill, dall’arte di Eugenio Carmi per l’Italsider ai romanzi della letteratura industriale, le dieci tappe di questo intelligente itinerario scandagliano stagioni di lavoro, diritti e confronti che hanno forgiato tanti italiani e il loro immaginario.

“Il punto non è solo verificare come e dove sia finita l’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta, ma cercare le eventuali tracce rimaste, mettere insieme i frammenti di una modernità che ci ha accomunati tutti, senza distinzione di ceto o livello d’istruzione, e in cui probabilmente, magari anche senza saperlo, ci siamo ritrovati uniti nel percorrere l’avventura del progresso, nel guardare ciascuno dalla stessa parte e con i medesimi obiettivi – chiosa il professor Lupo.

La prima tappa del viaggio ha riguardato la Pirelli di Settimo Torinese dove la vecchia fabbrica è stata sostituita dal nuovo corpo, progettato da Renzo Piano, chiamato la “fabbrica dei ciliegi”. Il 21 luglio, fermata all’Autogrill Villoresi Ovest progettato dall’architetto Angelo Bianchetti e inaugurato nel 1958, secondo le forme di un immaginario lunare. Si passa successivamente dall’industria tessile Bassetti di Rescaldina, che ha rappresentato un modello di organizzazione studiata da sociologi nei primi anni Sessanta, agli insediamenti chimici dell’Anic di Pisticci in provincia di Matera, dall’Italsider di Cornigliano all’Olivetti di Pozzuoli, uno degli esempi più all’avanguardia nel sogno di industrializzazione meridionale, dall’Ilva di Bagnoli che ha segnato l’inizio e la fine della cosiddetta letteratura industriale all’Alfa Romeo di Arese dove oggi c’è uno dei più grandi centri commerciali d’Europa.

Luoghi che, oltre ad aver assunto un valore simbolico, hanno acquisito una dimensione morale e quindi da considerare “patrimonio condiviso di una nazione”. Un patrimonio che le nuove generazioni debbono conoscere perché fa ormai parte della nostra storia nazionale.

Sole 24 ore, Boom economico, Giuseppe Lupo, Italia industriale

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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