Speaker's Corner

Criminalità ambientale, business da 16,6 miliardi di euro

Ai danni dell’ambiente la criminalità continua a fare affari d’oro. Lo certificano gli ultimi dati diffusi da Legambiente nel suo rapporto annuale dedicato a questo specifico comparto del malaffare. L’aggressione alle risorse ambientali del nostro Paese si traduce in un giro d’affari che nel 2018 ha fruttato all’ecomafia ben 16,6 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto all’anno precedente. L’associazione ambientalista ha censito ben 368 clan specializzati nel settore. 

Sul fronte dei singoli illeciti ambientali, nel 2018 sono aumentati sia quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti (quasi 22 al giorno) sia quelli del cemento selvaggio che lo scorso anno hanno registrato un’impennata toccando quota 6.578, con una crescita del 68 per cento (contro i 3.908 reati del 2017). Un incremento che si spiega con il conteggio, per la prima volta, delle infrazioni verbalizzate dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro, in materia di sicurezza, abusivismo, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, guadagni ottenuti grazie a false attestazioni o missione di informazioni alla pubblica amministrazione. Nel 2018 sono lievitate anche le illegalità nel settore agroalimentare (quasi 45mila, circa 123 al giorno, contro le 37mila del 2017) per un valore totale di 1,4 miliardi solo per prodotti sequestrati, con un aumento del 35,6 per cento rispetto all’anno precedente.

In leggera crescita anche i delitti contro gli animali e la fauna selvatica con 7.291 reati – circa 20 al giorno – contro i 7mila del 2017. 

Unici dati in controtendenza, quelli degli incendi boschivi (dai 6.550 del 2017 ai 2.034 del 2018), grazie a condizioni meteoclimatiche sfavorevoli agli ecocriminali e alla legge 68/2015 sugli ecoreati, che sta stando un ottimo contributo nella lotta agli ecocriminali, con più di mille contestazioni solo nello scorso anno tra inquinamento o disastro ambientale, traffico organizzato di rifiuti, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento al controllo, omessa bonifica, ecc…

Per quanto riguarda l’aspetto geografico, nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), lo scorso anno si è concentrato quasi il 45 per cento delle infrazioni, pari a 12.597. A dominare la classifica è la Campania con 3.862 illeciti (14,4 per cento sul totale nazionale), poi la Calabria (3.240), che registra il numero più alto di arresti, 35, quindi la Puglia (2.854) e la Sicilia (2.641). La provincia con il numero più alto di illeciti si conferma Napoli (1.360), poi Roma (1.037), Bari (711), Palermo (671) e Avellino (667). 

Da non dimenticare l’illegalità legata al cemento, con la Campania che domina anche questa classifica con 1.169 infrazioni, davanti a Calabria (789), Puglia (730), Lazio (514) e Sicilia (480). Il fenomeno dell’abusivismo edilizio, soprattutto al Sud, resta una piaga per il Paese che nel 2018 è stato anche segnato dal vergognoso condono edilizio per Ischia. Riportando altri dati, quelli del Cresme, nel 2018 il tasso di abusivismo si sarebbe aggirato intorno al 16 per cento, considerando sia le nuove costruzioni sia gli ampliamenti del patrimonio immobiliare esistente.

Da non dimenticare, infine, l’attività di illecito legata all’archeologia e al racket legato alle opere d’arte e ai reperti archeologici, agli shopper illegali e al mercato nero dei gas refrigeranti HFC, introdotti dal protocollo di Montreal in sostituzione di quelli messi al bando perché lesivi dello strato di ozono (ODS).

Mafia, ecomafie, criminalità ambientale

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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