Politica interna

Gaffe M5S: Molise e Marche per me pari sono…

Il Movimento Cinque Stelle continua a collezionare gaffe. Nonostante alle ultime amministrative abbia conquistato l’unico sindaco di rilievo a Campobasso, una grafica realizzata dai pentastellati per annunciare l’arrivo dei fondi in Molise ha inserito per sbaglio la cartina delle Marche. Se n’è accorto, tra gli altri, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, che ha subito ironizzato su facebook: “Questa volta il vento del cambiamento ha tirato così forte da spostare addirittura le Regioni”. Qualche marchigiano ironizza su facebook: “Noi delle Marche ringraziamo”. Altri: “La verità è sempre nel mezzo, i soldi arriveranno in Abruzzo”. 

Per il povero Molise è solo l’ennesima stilettata. Nel 2013 Checco Zalone in “Sole a catinelle” prese pesantemente in giro la più piccola regione del Mezzogiorno presentandola come un luogo rozzo e arretrato. Tre anni dopo la modella Nina Moric, icona di CasaPound, affermò che quelli che offendono sui social abitano tutti in Molise. Nel 2018 è stata la volta del cuoco Joe Bastianich, che nel corso di una puntata di Masterchef, ha definito Campobasso “Un posto sfigato”. Una lunga serie di pugnalate che s’inseriscono nel solco del tormentone “Il Molise non esiste”, i cui relativi gruppi su facebook raggiungono anche 70mila membri. 

Del resto il Molise resta la regione più sconosciuta d’Europa, secondo una ricerca Eurostat. Un disastro provocato principalmente da una classe politica dalle logiche vetuste e, di fatto, incapace di rinnovarsi da decenni, che continua ad accompagnare la desertificazione fisica e culturale per la maggior parte dei comuni, i più ormai sotto il migliaio di residenti. 

Eppure, con la conquista dell’autonomia (nel 1963), i più avevano profetizzato per questa regione un futuro da “piccola Svizzera”. Illusione sostenuta all’inizio da quel po’ di benessere garantito dalle rimesse degli emigrati e dalla Cassa per il Mezzogiorno, che ha radicato lo logiche assistenziali e le politiche miopi.

Nonostante i fiumi di denaro transitati per le province di Campobasso e di Isernia, questo territorio da 300mila residenti – molti in realtà abitanti fuori dai confini regionali – è malinconicamente rimasto sinonimo di arretratezza, di infrastrutture obsolete e di servizi scadenti.  Nonostante ciò, si continuano a perpetuare spese molto discutibili. Soffermiamoci soltanto su due tra le ultime. Innanzittutto l’investimento di 133mila euro (naturalmente soldi pubblici) per garantire a questo povero territorio – massacrato in tanti comparti, dalla sanità alla scuola – il titolo di “Regione d’onore” presso la Niaf, associazione di italiani d’America, nel prossimo mese di novembre. Una delibera – la numero 90 del 2019 – che garantirà il posto in cene di gala e cocktail vip alla delegazione molisana negli Usa, tra idiomi anglosassoni alla Biscardi e bicchieri di vino Tintilia. 

Sempre sul fronte dell’internazionalizzazione (della gozzoviglia), la decisione di confermare l’ormai famosa – perché costata un mucchio di soldi – sede della Regione Molise a Bruxelles, in Rue de Toulouse 47. Eppure il governatore molisano Toma, con un’iniziale presa di coscienza, s’èra posto la questione “se fosse il caso di dismetterla”. Invece altri intestimenti per mantenerla in vita, collegandola a due progetti dai nomi altisonanti, Molise House e Molise Hub, “coronamento di un percorso veloce e virtuoso di valorizzazione della nostra presenza nella città sede delle istituzioni europee”. Appunto, si spera che qualcuno – casomai al di fuori dei cinquestelle – si accorga dell’esistenza del Molise.

Molise, Marche, grillini, movimento 5stelle

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

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