Economia & Finanza

Il liberismo? Non è obsoleto

Dall’attuale Federazione Russa plasmata a sua immagine e somiglianza, l’autocrate russo Putin sostiene che il liberismo è “obsoleto”. 

Osserviamo in effetti che i Paesi più liberi al mondo sono tutti liberaldemocrazie occidentali mentre la Russia è uno dei Paesi meno liberi al mondo. 

Nel mondo liberista, i cittadini sono liberi di pensare che il liberismo sia obsoleto; diversamente in Russia è meglio non prodursi in critiche troppo decise a Putin ed al suo modello: oppositori, critici e giornalisti scomodi muoiono infatti come mosche, anzitempo ed in circostanze violente e quantomeno sospette. 

Ma non solo. 

I Paesi basati sul modello liberaldemocratico sono di gran lunga i più ricchi al mondo. In termini pro-capite quasi tutti, in termini assoluti, la gran parte. 

La Russia, nonostante risorse e territorio immensi, è fuori dalla Top-Ten, dietro all’Italia, e in termini pro-capite è appena al 60° posto, sotto la media mondiale e molto dietro anche alla Grecia, il più povero dei Paesi occidentali. 

I Paesi più sicuri al mondo sono quasi tutti Occidentali liberaldemocratici. La Russia, con circa 11 omicidi ogni 100.000 abitanti, è due volte più pericolosa degli USA, 15-16 volte più dell’Italia e della media UE e peggiore persino di diversi Paesi dell’Africa subsahariana. 

I Paesi con la maggiore aspettativa di vita del mondo sono tutti liberaldemocratici. Il Giappone n°1, e poi tutto l’Occidente. La Russia invece è appena al 110° posto su 183, superata anche da Corea del Nord, Bolivia ed Egitto; gli uomini russi vivono addirittura solo 64 anni in media, una speranza di vita da terzo mondo. 

I Paesi meno corrotti al mondo sono tutti occidentali liberaldemocratici. Per onestà, la Russia è al 138° posto su 180, persino molto al di sotto dell’Italia, 53°, fanalino di coda d’Occidente. 

Il liberismo è obsoleto? Di certo è la prassi che ha portato al mondo più libertà, prosperità, equità, sicurezza e un modello migliore al momento non si intravede nemmeno di lontano. 

É perfettibile? Sicuramente. È una sua caratteristica adattarsi alle fasi storiche. Ma certamente a modificarlo o addirittura sostituirlo non può essere il modello nazional-sovranista russo, mutuato da URSS e KGB da cui Putin proviene, arrogandosi il diritto di criticare il meglio, assiso su un scranno da dove governa il peggio. Stupidamente osannato da troppi sprovveduti occidentali. 

Del resto Putin è la stessa persona che ha pubblicamente definito il crollo dell’URSS “Una delle più grandi tragedie del XX secolo” mentre ne fu invece una delle pagine più felici e gloriose. Come perfetto prodotto dell’ambiente URSS e KGB (il peggio del XX secolo, insieme al nazifascismo) da cui proviene, si potrebbe obiettare che ad essere obsoleto è lui. 

Una cosa però bisogna riconoscergliela: è vero che l’attuale tendenza di parte dell’Occidente, fuorviata dai populismi, si muove in direzione di un certo revisionismo del modello liberaldemocratico. 

Ma non si scambi questa tendenza per modernità da opporsi allo “obsoleto” liberismo. 

Infatti, ancorché apparentemente attuale, è vecchia addirittura di un secolo. Già nei primi decenni del XX secolo molti europei, insoddisfatti del modello liberale – che pure era allora come è oggi di gran lunga il migliore al mondo benché non certo esente da problemi – cedettero alle lusinghe dei populismi di allora, comunismo e nazifascismo. 

Non andò molto bene.  Anzi, furono le catastrofi più grandi della Storia Umana.  Lasciamo Putin al suo retaggio e vediamo piuttosto di non ricascarci anche all’inizio del secolo XXI.

Putin, Occidente, liberaldemocrazie, liberismo

3 comments

Paolo Zuccaro 18/07/2019 at 14:42

Forse Putin allude a quanto espresso da Ray Dalio, il quale <> https://it.businessinsider.com/ray-dalio-bridgewater-5-passi-per-salvare-il-capitalismo/

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Paolo Zuccaro 18/07/2019 at 16:45

Forse Putin aveva letto quanto espresso riguardo al capitalismo da Ray Dalio, il quale <>

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Paolo Zuccaro 18/07/2019 at 16:45

Forse Putin aveva letto quanto espresso riguardo al capitalismo da Ray Dalio, il quale analizza come l’economia del suo Paese (Usa) si sia dimostrata inadeguata per la maggior parte dei suoi cittadini e contestualizza la situazione attuale in una prospettiva globale. Scrive che ha visto “evolvere il capitalismo in un modo che non sta funzionando bene per la maggior parte degli americani, perché sta instaurando una serie di circoli viziosi che incrementano i soldi dei ricchi e riducono quelli dei poveri”

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